Parigi. 15 mostre da vedere nei giorni di FIAC

Come ogni anno, la Ville Lumière è in fermento durante la settimana della fiera d’arte contemporanea. Se volete prendervi una pausa da padiglioni e stand, ecco una lista di mostre da non mancare.

1. PALAIS DE TOKYO ‒ TOMÁS SARACENO

Tomás Saraceno, installation view at Pinksummer, Genova 2018. Photo credit Alice Moschin. Courtesy Pinksummer

Impegnato in una ricerca che fa dialogare scienza, arte e architettura, Tomás Saraceno (San Miguel de Tucumán, 1973) “invade” gli ambienti del Palais de Tokyo, che diventano una carte blanche pronta ad accogliere On air, un mix di lavori ormai noti e di nuovi interventi da parte dell’artista argentino. Il risultato è una sorta di ecosistema ibrido, nel quale trovano spazio umano e non umano, visibile e invisibile, nel solco di un elemento volatile per eccellenza come l’aria.

Parigi // dal 17 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019
Carte Blanche à Tomás Saraceno On air
PALAIS DE TOKYO
13, avenue du Président Wilson
www.palaisdetokyo.com

2. CENTRE POMPIDOU – FRANZ WEST

Franz West. Exhibition view at Centre Georges Pompidou, Parigi 2018. Photo © Philippe Migeat Centre Pompidou

Il Beaubourg fa da cornice alla più ampia retrospettiva mai dedicata a Franz West (Vienna, 1947-2012): circa duecento opere tratteggiano la carriera di un artista non imbrigliabile in definizioni univoche, ma sempre attivo sul confine tra linguaggi e discipline differenti. Un rigoroso, e spesso ironico, scompaginamento dei canoni estetici tradizionali è il punto di avvio delle opere scultoree di West, in mostra al Centre Pompidou insieme ai primi disegni, raramente esposti, a una selezione di papier-mâché degli Anni Ottanta e agli esiti dei dialoghi con artisti del calibro di Albert Oehlen ed Herbert Brandl. Il tutto lungo una linea temporale che va dal 1972 al 2012. (L’ampia offerta del Pompidou si arricchisce ancor di più a partire dal 17 ottobre, quando aprirà al pubblico la megarassegna sul Cubismo.)

Parigi // fino al 10 dicembre 2018
Franz West
CENTRE POMPIDOU
Place Georges Pompidou
www.centrepompidou.fr

3. GRAND PALAIS ‒ JOAN MIRÓ

Si cambia genere, ed epoca, alle Galeries Nationales du Grand Palais, che schiudono le porte all’arte di Joan Miró (Barcellona, 1893 ‒ Palma di Maiorca, 1983), descrivendo lo sviluppo di uno stile capace di influenzare generazioni di pittori. Circa centocinquanta opere testimoniano le scelte tecniche compiute da Miró nella messa a punto di un linguaggio fatto di poesia e giustapposizioni, di linee e colori, dove l’effetto sorpresa e la logica dell’incanto impregnano soggetti e atmosfere.

Parigi // fino al 4 febbraio 2019
Miró
GRAND PALAIS – GALERIES NATIONALES
3, avenue du Général Eisenhower
www.grandpalais.fr

4. MUSÉE D’ORSAY ‒ PICASSO BLU E ROSA

Pablo Picasso, La Soupe, 1902-03. Art Gallery of Ontario, Toronto

Frutto della collaborazione tra il Musée d’Orsay e il Musée national Picasso (ospite della rassegna Picasso. Chefs d’oeuvres), la mostra accende i riflettori su un importante corpus di lavori realizzati dal giovane Pablo Picasso (Malaga, 1881 ‒ Mougins, 1973) fra il 1900 e il 1906. Una densa raccolta di opere, alcune delle quali mai esposte prima in Francia, approfondisce il periodo “blu e rosa” dell’artista, nodo cruciale nella storia creativa di Picasso.

Parigi // fino al 6 gennaio 2019
Picasso. Bleu et rose
MUSÉE D’ORSAY
62, rue de Lille
www.musee-orsay.fr

5. FONDATION CARTIER ‒ GEOMETRIE DAL MESSICO ALLA PATAGONIA

L’America Latina è protagonista di Géométries Sud, du Mexique à la Terre de Feu, un itinerario visivo alla scoperta delle geometrie evocate da una settantina di artisti, e da duecentocinquanta opere, in un arco temporale che spazia dall’arte precolombiana all’epoca presente. Scultura, architettura, pittura, ma anche ceramica e manufatti tessili sono gli “attori” di una storia antica, nella quale si mescolano secoli e coordinate geografiche.

Parigi // fino al 24 febbraio 2019
Géométries Sud, du Mexique à la Terre de Feu
FONDATION CARTIER POUR L’ART CONTEMPORAIN
261, Boulevard Raspail
www.fondationcartier.com

6. JEU DE PAUME ‒ DOROTHEA LANGE E ANNA MENDIETA

Ana Mendieta, Creek, 1974. Still da video © The Estate of Ana Mendieta Collection, LLC. Courtesy Galerie Lelong & Co.

Doppia mostra al Jeu de Paume, che alza il sipario sulla fotografia di Dorothea Lange e sulla pratica filmica di Ana Mendieta. Attraverso cinque serie di scatti, l’approccio antropologico e documentaristico di Dorothea Lange (Hoboken, 1895 ‒ San Francisco, 1966) al medium fotografico è arricchito da una componente emotiva, derivante dalla capacità della fotografa di interagire con i propri soggetti, restituendo un affresco a tutto tondo della società americana fra le due guerre.
Prende invece in esame un aspetto meno noto dell’opera di Ana Mendieta (Havana, 1948 ‒ New York, 1985) la mostra che affianca una ventina di opere filmiche e ventisette relative fotografie prodotte dall’artista cubana nell’arco della sua breve ma poderosa carriera, che la vide cimentarsi con il disegno, la performance, l’installazione e la scultura.

Parigi // fino al 27 gennaio 2019
Dorothea Lange. Politiques du visible
Ana Mendieta. Le temps et l’histoire me recouvrent
JEU DE PAUME
1, place de la Concorde
www.jeudepaume.org

7. FONDATION LOUIS VUITTON ‒ EGON SCHIELE E JEAN-MICHEL BASQUIAT

Jean-Michel Basquiat. Exhibition view at Fondation Louis Vuitton, Parigi 2018

Due “grandi mostre” animano il calendario espositivo della Fondation Louis Vuitton. A distanza di venticinque anni dall’ultima monografica parigina dedicata a Egon Schiele (Tulln, 1890 ‒ Vienna, 1918), le opere dell’artista austriaco tornano protagoniste oltralpe nell’ambito di una rassegna che, grazie a un centinaio di lavori ‒ tra disegni, gouache e dipinti ‒ ne ripercorre le vicende creative sullo sfondo del primo Novecento. Il fil rouge di una breve esistenza e di una carriera fulminante attraversa anche la storia di Jean-Michel Basquiat (New York, 1960-1988), cui la fondazione rende omaggio accostando centoventi opere datate fra il 1980 e il 1988. Dalle Heads del 1981-82, riunite per la prima volta, alle collaborazioni con Warhol fino a interventi pittorici mai esposti in Europa, il rivoluzionario linguaggio di Basquiat conferma la sua inossidabile attualità.

Parigi // fino al 14 gennaio 2019
Egon Schiele
Jean-Michel Basquiat
FONDATION LOUIS VUITTON
8, Avenue du Mahatma Gandhi
Bois de Boulogne
www.fondationlouisvuitton.fr

8. LAFAYETTE ANTICIPATIONS ‒ SIMON FUJIWARA

Simon Fujiwara. Revolution. Exhibition view at Lafayette Anticipations, Parigi 2018

Si torna alla contemporaneità stretta con la mostra ospite di Lafayette Anticipations ‒ fondazione inaugurata lo scorso marzo da Guillaume Houzé ‒, intitolata all’indagine sul presente condotta da Simon Fujiwara (Londra, 1982). Prima monografica dell’artista in territorio francese, Revolution raccoglie una serie di installazioni, molte della quali prodotte da Lafayette Anticipations, veicolo di una riflessione sul potere dei mass media e della tecnologia nell’era attuale.

Parigi // fino al 6 gennaio 2019
Simon Fujiwara. Revolution
LAFAYETTE ANTICIPATIONS
9, rue du Plâtre
www.lafayetteanticipations.com

9. LE BAL ‒ DAVE HEATH

Dave Heath, Washington Square, New York, 1960 © Dave Heath. Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York & Stephen Bulger Gallery, Toronto

Il senso di alienazione e isolamento che caratterizza la modernità è il cardine attorno a cui ruotano gli scatti di Dave Heath (Philadelphia, 1931 ‒ Toronto, 2016), fotografo abilissimo nel documentare le istanze del proprio tempo, fra individualità e storia collettiva. È l’America a fare da cornice, sin dagli Anni Cinquanta, a immagini che catturano lo spirito del tempo, senza però aderire del tutto all’estetica della fotografia documentaria grazie a una vena di inquietudine e tormento fusa al bianco e nero degli scatti.

Parigi // fino al 23 dicembre 2018
Dave Heath. Dialogues with solitudes
LE BAL
6, Impasse de la Défense
www.le-bal.fr

10. MUSÉE DES ARTS DÉCORATIFS ‒ GIO PONTI

I due palazzi Montecatini in largo Donegani. A sinistra quello del 1936, a destra quello del 1951 © Gio Ponti Archives

Designer e architetto fra i più eclettici dell’epoca recente, Gio Ponti (Milano, 1891-1979) rivive nella mostra-omaggio dedicatagli dal Musée des Arts Décoratifs, che mette in sequenza le varie tappe della sua carriera dal 1921 al 1978. Design industriale, architettura, arredamento d’interni sono solo alcuni dei campi di indagine di Ponti, ben testimoniati dagli oltre cinquecento oggetti esposti nella sede parigina.

Parigi // dal 19 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019
Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer
MUSÉE DES ARTS DÉCORATIFS
107, rue de Rivoli
http://madparis.fr

11. LA MAISON ROUGE ‒ L’ENVOL

L’envol. Exhibition view at La Maison Rouge, Parigi 2018

Ultimo appuntamento espositivo per la maison rouge, che chiuderà definitivamente i battenti il 28 ottobre. Fino ad allora i suoi ambienti ospitano una riflessione sul legame tra gli artisti e il desiderio, tipicamente umano, di spiccare il volo. Oltre qualsiasi categoria temporale o tecnica, la mostra cede la parola a centotrenta personalità e a duecento opere, declinate in pittura, installazione, film, scultura e disegno.

Parigi // fino al 28 ottobre 2018
L’envol
LA MAISON ROUGE
10, boulevard de la Bastille
http://lamaisonrouge.org

12. PALAIS D’IÉNA ‒ SCULTURE SOSPESE

Suspension. Exhibition view at Palais d’Iéna, Parigi 2018

Astrazione e sospensione. Sono queste le due direttrici lungo le quali si muove la mostra allestita presso il Palais d’Iéna, aperto eccezionalmente al pubblico dal 16 al 28 ottobre. Trenta artisti e oltre cinquanta opere combinano due categorie che ne chiamano in causa una terza, l’ambiente con cui interagiscono. Qualche nome? Louise Bourgeois, Daniel Buren, Alexander Calder, Marcel Duchamp, Olafur Eliasson, Yves Klein, Julio Le Parc, Sol LeWitt, Leonor Antunes e Man Ray.

Parigi // fino al 28 ottobre 2016
Suspension. Une histoire aérienne de la sculpture abstraite. 1918-2018
PALAIS D’IÉNA
9, place d’Iéna
www.lecese.fr/palais-iena

Arianna Testino

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AutoriTomas Saraceno, Franz West, Joan Miró , Pablo Picasso, Dorothea Lange, Ana Mendieta, Egon Schiele, Jean-Michel Basquiat, Simon Fujiwara , Dave Heath, Gio Ponti
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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.