Costruire con la musica. A Tokyo

21_21 Design Sight, Tokyo ‒ fino al 14 ottobre 2016. Nove artisti e designer animano il museo giapponese con altrettanti progetti che danno forma alla musica attraverso l’architettura.

Audio Architecture. Exhibition view at 21_21 Design Sight, Tokyo 2018
Audio Architecture. Exhibition view at 21_21 Design Sight, Tokyo 2018

Più che una mostra un esperimento che forse si poteva congegnare solo qui. Il tentativo di costruire uno spazio basandosi su un brano musicale. Ci ha provato il curatore Yugo Nakamura attraverso i lavori video creati da nove tra artisti e designer. Nakamura è un web designer molto conosciuto e non solo in Giappone, all’estero ha esposto, tra l’altro, al Centre Pompidou e al Design Museum di Londra e tenuto conferenze ovunque, dal MoMA al Maxxi. In ragione di questa autorevolezza ha convinto artisti e designer molto diversi tra loro a misurarsi con il concetto di Audio Architettura. A loro disposizione un singolo brano musicale, per tutti lo stesso, appositamente composto da Keigo Oyamada (Cornelius), dj, compositore e produttore di rilievo internazionale. Il tutto ora accade nello spazio disegnato all’interno del 21_21 Design Sight da Masamichi Katayama.

MUSICA E ARMONIA

Video, interior design, grafica e testi, ogni singolo frammento qui si relaziona con la musica: ognuno mantenendo la sua identità ma tutto in congiunzione per creare un’armonia continua. Concetto perfettamente credibile in un Paese dotato di una cultura come quella giapponese.
Come le altre arti e il design, anche la musica è un progetto minuziosamente costruito nei suoi dettagli. Ma, a differenza di tutte le altre arti, non si può vedere e non continua a esistere: è un fenomeno momentaneo che scorre nel passato. Attraverso il suo specifico ‒ l’esperienza uditiva istantanea –, percepiamo la musica come qualcosa di isolato dal mondo spaziale visibile. La musica non può essere espressa attraverso nessun altro media. Questo esperimento è dunque fatto per tentare un avvicinamento o scoprire la possibilità di accordo con altre forme espressive”, spiega Nakamura nell’introduzione che accoglie il visitatore in questo tempio del design giapponese.

Audio Architecture. Exhibition view at 21_21 Design Sight, Tokyo 2018
Audio Architecture. Exhibition view at 21_21 Design Sight, Tokyo 2018

SUONO E ARCHITETTURA

Ognuno dei nove artisti chiamati da Nagamura si è fatto guidare dalla propria sensibilità, utilizzando cinema, animazione, danza, grafica, illustrazione, programmazione o media design.
Le aree di presentazione di ogni creatore sono state allestite in termini di tempo piuttosto che di spazio: un invito a sfruttare per intero lo spazio espositivo messo a disposizione per le loro espressioni dinamiche del brano.
Il risultato sono nove fantasmagorici spazi audio architettonici visibili, con un lunghissimo schermo spezzato a 90°, nel teatro creato all’interno della galleria maggiore del 21_21, a sua vota collegata alla musica che proviene dalla galleria attigua dove è proiettata l’esecuzione del brano eseguito dal gruppo musicale di Cornelius.

Aldo Premoli

Tokyo // fino al 14 ottobre 2018
Audio Architecture
21_21 DESIGN SIGHT
9-7-6 Akasaka, Minato-ku
www.2121designsight.jp/en

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di Huffington Post ha fondato a Catania, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e a Noto il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome.

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