Kimsooja e l’“artivismo”. A Perth

PICA, Perth ‒ fino al 29 aprile 2018. La mostra dell’artista coreana Kimsooja ha aperto l’annuale Perth Festival, evento rinomato per la partecipazione di artisti internazionali e non. La curatela è di Eugenio Viola.

Kimsooja, To Breathe – Zone of Nowhere, 2018. Installation view at PICA – Perth Institute of Contemporary Arts. Photo Alessandro Bianchetti
Kimsooja, To Breathe – Zone of Nowhere, 2018. Installation view at PICA – Perth Institute of Contemporary Arts. Photo Alessandro Bianchetti

Prima personale in territorio australiano di Kimsooja (Daegu, 1957), questa mostra celebra e segnala una sempre più vasta apertura della capitale dell’Australia occidentale verso influenze internazionali di alto livello.
Il titolo, Zone of Nowhere, è lo stesso dell’installazione scelta per lo spazio principale della galleria e richiama i temi di questa rassegna site specific, come ci spiega il curatore Eugenio Viola durante una visita guidata che introduce alla poetica dell’artista, da lui non per caso chiamata “Neo-Umanesimo”.
Un’investigazione su temi contemporanei che toccano l’umanità da vicino, migrazione, spostamento, misto di identità e generi, le bandiere usate da Kimsooja per questa installazione rappresentano la fusione di varie nazioni: quando un migrante si riconosce come cittadino di più Stati, quando territori si incontrano e scontrano, diventando terra di tutti e nessuno. L’installazione include tutte le bandiere del mondo, non limitandosi a quelle accettate dal sistema, rappresentando anche quelle di nazioni non riconosciute ufficialmente e scegliendo alcune associazioni provocatorie come la combinazione Corea del Sud – Corea del Nord. In questa coesistenza delle differenze l’artista posiziona i suoi famosi bottari, un tema ricorrente nella sua pratica e che si connette direttamente alla sua poetica. Questo fagotto da migrante, che si ritrova così spesso in diverse culture, è fatto di tessuti colorati e sgargianti che sono usati nella tradizione coreana per trasportare i beni più importanti di una famiglia. In associazione con la natura stessa di un cammino arduo, i bottari sono stati posizionati al di sotto delle bandiere, colorando la galleria e allo stesso tempo permettendo una lettura dell’opera al completo. I tessuti usati sono stati selezionati e scelti a Perth, richiamando ancora una volta la natura specifica dell’installazione.

Kimsooja, Bottari, 2018. Courtesy PICA – Perth Institute of Contemporary Arts. Photo Alessandro Bianchetti
Kimsooja, Bottari, 2018. Courtesy PICA – Perth Institute of Contemporary Arts. Photo Alessandro Bianchetti

LE OPERE

Mandala – Zone of Zero, altra opera esposta in mostra, la quale ha avuto come prima versione un’altra installazione realizzata in occasione dell’attacco militare organizzato da G. W. Bush in Iraq, è stata qui ripensata per lo spazio del Pica e installata per la prima volta su uno sfondo rosso. Un Juke-box che ricorda un mandala, questa associazione di sacro e profano è accompagnata da una traccia musicale con un misto di canti gregoriani, canti tibetani e indu in un tentativo di pacifica coesistenza tra vari elementi. Altre opere come Cities on The Move, Earth – Water – Fire – Air riflettono la volontà curatoriale di ripercorrere le tematiche e i lavori più salienti della carriera dell’artista, incorporando elementi adattati specificamente a questa mostra.

Kimsooja, To Breathe – The Flags, 2018. Public project. Commissioned by Perth Institute of Contemporary Arts (PICA) with the support of Wesfarmers Arts. Courtesy Perth Institute of Contemporary Arts (PICA). Photo Alessandro Bianchetti
Kimsooja, To Breathe – The Flags, 2018. Public project. Commissioned by Perth Institute of Contemporary Arts (PICA) with the support of Wesfarmers Arts. Courtesy Perth Institute of Contemporary Arts (PICA). Photo Alessandro Bianchetti

OLTRE IL PICA

L’esposizione continua all’esterno delle gallerie del Pica, per le strade di Perth, in una sorta di osmosi tra la galleria e il mondo esterno con opere temporanee di arte pubblica che permettono alla mostra di superare i limiti dello spazio espositivo e di incontrare un pubblico differente, che è quello dei passanti. Le opere situate all’esterno sono murales che riprendono alcune delle bandiere dell’opera To Breathe – The Flags, video installato in una delle sale dell’esposizione e commissionato in occasione delle Olimpiadi di Londra (2012). Queste opere di arte pubblica sono installate in sette punti diversi della città, per lo più nei dintorni del centro culturale, e sono un esempio da manuale di creazione di uno spazio creativo e di riflessione in un ambiente pubblico. Le opere sono state posizionate inoltre in modo da poter essere osservate da più prospettive.
Questa co-esistenza delle differenze nello spostamento informa la poetica dell’artista in ogni sua opera presente in mostra, creando un filo concettuale che ci riporta, usando le parole del curatore, a quella fusione tra arte e attivismo politico da lui definita “artivismo”, arte che nel contemporaneo gioca un ruolo molto importante e che si connette non solo con il nostro senso estetico ma soprattutto con le nostre vite di tutti i giorni. Fornendoci alcuni strumenti necessari per interpretare la contemporaneità.

Elli Gemmo

Perth // fino al 29 aprile 2018
Zone of Nowhere
PICA
51 James Street
Northbridge
http://pica.org.au

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Autore Kimsooja
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Elli Gemmo
Elli Gemmo ha una laurea triennale in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo conseguita presso l’Università degli studi di Padova e una laurea magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, entrambe conseguite con il massimo dei voti. Da sempre appassionata d’arte, lavora come curatrice, scrittrice e project manager. Dal 2014 vive e lavora a Perth, capitale dell’Australia Occidentale, dove è coordinatrice di un team di consulenti per la realizzazione di opere d’arte pubblica, oltre che consulente principale per alcuni progetti. Collabora attivamente con alcune riviste locali e nazionali, tra le quali “The Fourth Wall” e “The Australia Times”.