Nessuna delle coppie che si offre come tableau vivant nelle fotografie in mostra a La Triennale di Milano avrebbe immaginato altro sguardo oltre il proprio perché – come sostiene Charlotte Rampling, modella di Helmut Newton – posare per una mise en scene di nudo equivale a creare un universo speciale. L’origine del mondo. Erotismo e […]

Nessuna delle coppie che si offre come tableau vivant nelle fotografie in mostra a La Triennale di Milano avrebbe immaginato altro sguardo oltre il proprio perché – come sostiene Charlotte Rampling, modella di Helmut Newton – posare per una mise en scene di nudo equivale a creare un universo speciale. L’origine del mondo. Erotismo e seduzione nella photo trouvée, a cura di Collezione Alidem, raccoglie duecento fotografie anonime in bianco e nero che provengono dall’Europa e dagli Stati Uniti, datate fra il 1880 e gli Anni Sessanta del Novecento.
La photo trouvée, snapshot, sebbene di piccole dimensioni, priva di credit e di ambizione artistica, resiste all’oblio, conservata in un cassetto o fra le pagine di un taccuino di un amateur, per caso recuperata da occhi e mani curiose.

Anonimo, Francia, 1930 ca., Courtesy Alidem L'arte della fotografia
Anonimo, Francia, 1930 ca., Courtesy Alidem L’arte della fotografia

DESIDERI PRIVATI

La fotografia erotica nasce insieme al dagherrotipo. Una “académie”, fino al 1855, è una fotografia di nudo, registrata dal governo e utilizzata nelle scuole di Belle Arti per lo studio del corpo umano. Poi, nessuna fotografia “oscena” sarà più concessa e il loro mercato diverrà clandestino. A una di queste fotografie stereoscopiche dello scandalo, opera del fotografo Auguste Belloc, s’ispira, per taglio e audacia, Gustave Courbet nella sua icona olio su tela del 1866, L’origine del mondo. Se la stampa dal dagherrotipo è costosa e dalla lastra d’argento produce un unicum, l’invenzione del procedimento negativo/positivo afferma la riproducibilità dell’industria fotografica. La Brownie costa un dollaro, è maneggevole ed entra nella vita privata di uomini e donne, immortalando le promesse di capigliature che si sciolgono e gli ammiccamenti di corpi all’interno di una camera d’albergo, in un salotto o dietro un boudoir. Fra le mura delle maison close, i clienti fotografano le donne in déshabillé, con il busto ancora stretto sui fianchi ma sciolto sul seno.

Otto & Hildegard Rossler, Germania, 1950 ca., Courtesy Alidem L'arte della fotografia
Otto & Hildegard Rossler, Germania, 1950 ca., Courtesy Alidem L’arte della fotografia

ARTE ED EROTISMO

Dopo la Prima Guerra Mondiale, nelle divise dei soldati che attraversano l’oceano Atlantico viaggiano le cosiddette “cartoline francesi”; così capita di riconoscere un’incantevole Bettie Page in scatti sconosciuti. In mostra si sciorina la genesi del feticismo delle prime calze di nylon, le perle, i tacchi alti, i guanti di seta, la pelliccia di visone e i libri. Si attraversa il sottobosco della photo trouvée, che strizza l’occhio alla storia dell’arte, capace di rappresentare gli stereotipi del costume e di solleticare l’immaginazione di grandi fotografi come Helmut Newton.
Ogni gioco, sensuale ed erotico, è possibile purché resti intimo e sappia condurre alle sorgenti del piacere. All’origine del mondo.

Giusi Affronti

Evento correlato
Nome eventoL'origine del mondo
Vernissage15/11/2017
Duratadal 15/11/2017 al 17/12/2017
Generefotografia
Spazio espositivoTRIENNALE - PALAZZO DELL'ARTE
IndirizzoViale Emilio Alemagna 6 - Milano - Lombardia
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Giusi Affronti
Giusi Affronti (Palermo, 1985) è storico dell’arte e curatore; vive a Milano e Palermo e lavora nella ricerca su linguaggi e fenomenologie della cultura visiva contemporanea. Si laurea a Palermo e, poi, trascorre due anni tra Milano e Roma per un master in Museologia, Museografia e Gestione dei Beni Culturali, dove impara a sperimentare pratiche di project management e strategie di comunicazione, marketing e fundraising applicate alla cultura. Dal 2011 si occupa di progettazione e curatela di arte contemporanea presso musei, fondazioni, gallerie e spazi indipendenti; ha collaborato con RISO. Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia (Palermo), Farm Cultural Park (Favara), Fondazione VOLUME! (Roma), Nuvole, Galleria X3, neu [nòi] - spazio al lavoro (Palermo). Ha pubblicato saggi e testi in cataloghi e pubblicazioni indipendenti. Oggi è redattore per le testate Artribune e Q Code Magazine, dove è autore di un blog di critica d’arte narrativa, “So Contemporary!”. Di un’isola (panama sulla testa e sandali ai piedi) ha sempre necessità, ché - come scrive Gesualdo Bufalino – “l’insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore”.