Fotografia e coscienza civile. Robert Capa a Bassano del Grappa

Museo Civico, Bassano del Grappa – fino al 22 gennaio 2018. Una grande retrospettiva evoca la storia fotografica di Robert Capa. Improntata all’etica e alla coscienza civile.

Robert Capa sapeva che non si può fotografare la guerra, perché essa è in larga misura un’emozione.
Ma sapeva coglierla questa emozione scattando al di là dei fatti in sé.
Sapeva svelare l’orrore di un intero popolo fotografando il volto di un bambino”.
John Steinback

Davanti al dolore degli altri. È questo il punto di osservazione da cui prende le mosse l’interrogativo stringente e amaro, il dubbio etico e necessario che Susan Sontag poneva nel suo libro e che la mostra da poco inaugurata a Bassano del Grappa propone.
La spettacolarizzazione del dolore ha forse portato alla sua assuefazione?
Non disponiamo di dati statistici attendibili in questo senso. Troppo complessa è la valutazione della reazione emotiva dei singoli individui, ma al contrario, possediamo i numeri, quelli sì, certi, delle atrocità che nel XX secolo – considerato il secolo dell’immagine per eccellenza – sono state commesse. L’equazione che ne deriva è semplice: “vedere” è “sapere” ma non equivale a “conoscere”. Se per conoscenza si intende assumere la consapevolezza, ovvero la “coscienza” di ciò che vediamo, occorrono coscienza civile e impegno etico; doti, queste, che Robert Capa (Budapest, 1913 ‒ Thái Bình, 1954) possedeva in sommo grado e che sapeva profondere, senza riserve, nel suo lavoro.

Pablo Picasso e Françoise Gilot, Golfe-Juan, Francia, agosto 1948 © Robert Capa © International Center of Photography-Magnum Photos

Pablo Picasso e Françoise Gilot, Golfe-Juan, Francia, agosto 1948 © Robert Capa © International Center of Photography-Magnum Photos

LA MOSTRA

Le fotografie di Capa, come l’esaustività di questa mostra ci conferma, sono esteticamente belle ed emotivamente forti, capaci di esprimere, nel contempo, la sofferenza dei singoli uomini e il dramma universale di un’umanità senza tempo. L’allestimento volutamente essenziale della mostra ‒ divisa in sezioni e corredata di pannelli esplicativi – ne valorizza il valore educativo, in linea con gli intenti di Chiara Casarin, direttore dei Musei Civici di Bassano e curatrice di questa retrospettiva insieme a Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci, a Venezia. Un connubio felice, dunque, e degno dell’importanza del grande evento di cui quest’anno si festeggiano i settant’anni; ovvero la nascita dell’agenzia Magnum di cui Robert Capa fu uno dei padri fondatori.
Nelle parole del fotografo Ferdinando Scianna, che della Magnum è stato pure membro, abbiamo colto il “ritratto” più convincente di quest’uomo pieno di vitalità e considerato come il reporter più grande di tutti i tempi: “Per ottenere immagini di uomini, di donne, bambini dilaniati dall’insensata tortura della guerra, che abbiano la semplice, incontrovertibile forza di verità che hanno le foto di Capa, così radicalmente prive di qualsiasi compiacimento moralistico o estetico, non basta odiare la guerra, la morte; bisogna amare intensamente la vita e intensamente, disperatamente, felicemente, volerla e saperla vivere.

Adriana Scalise

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Adriana Scalise

Adriana Scalise

Adriana Scalise lavora presso l'Archivio della Biennale di Venezia, laureata in Lingue Orientali (Arabo) e in Conservazione dei Beni Culturali (Storia dell'Arte) da oltre dieci anni nutre interesse nei confronti della Fotografia nelle sue varie declinazioni (storia, estetica e pratica…

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