Robert Capa – Retrospective

Bassano del Grappa - 16/09/2017 : 22/01/2018

Il Museo Civico di Bassano del Grappa (Vi) ospita, in collaborazione con Magnum Photos, la Casa dei Tre Oci e Manfrotto, la mostra “Robert Capa. Retrospective”, dedicata, in occasione delle celebrazioni dei 70 anni dalla fondazione di Magnum, al padre del fotogiornalismo.

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 16 settembre 2017 al 22 gennaio 2018 il Museo Civico di Bassano del Grappa (Vi) ospita, in collaborazione con Magnum Photos, la Casa dei Tre Oci e Manfrotto, la mostra “Robert Capa. Retrospective”, dedicata, in occasione delle celebrazioni dei 70 anni dalla fondazione di Magnum, al padre del fotogiornalismo.
Circa 100 immagini in bianco e nero ripercorrono i maggiori conflitti del XX secolo, dalla guerra civile spagnola (1936-1939) alla resistenza della Cina all’invasione giapponese (1938), dalla Seconda guerra mondiale (1941-1945) al primo conflitto arabo-israeliano (1948), fino alla guerra francese in Indocina (1954)


A queste fotografie si aggiunge una serie di ritratti di amici e artisti tra cui Picasso, Ingrid Bergman, Hemingway, Faulkner, Matisse.

In occasione di “Bassano Fotografia 2017. Oltre l’immagine” (16 settembre-5 novembre 2017), festival biennale organizzato da Pro Bassano in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, il Museo Civico di Bassano ospita la grande mostra “Robert Capa. Retrospective”, dedicata al lavoro straordinario di Robert Capa (Budapest, 22 ottobre 1913 – Thai Binh, Indocina, 25 maggio 1954), pseudonimo di Endre Friedmann, inventato nel 1936 insieme alla compagna Gerda Taro.

L’esposizione, curata da Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia, e Chiara Casarin, direttore dei Musei Civici bassanesi, presenta 97 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandiver, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina, per una mina anti-uomo.

Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le sue opere raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti, divenuti iconici – basti pensare alle “magnifiche undici”: le uniche fotografie (professionali) dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944 – ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo, di cui Capa è stato testimone oculare.

In particolare, il suo primo incarico internazionale a Copenaghen per una conferenza di Trotskij nel 1932, le tumultuose parate di Parigi del 1936, la guerra civile in Spagna nello stesso anno, la resistenza della Cina all’invasione giapponese del 1938, lo scoppio della Seconda guerra mondiale, che il fotografo seguì sui diversi fronti di battaglia con le dense immagini della conquista della Sicilia e di Napoli del 1943, per arrivare al D-Day e alla liberazione di Parigi del 1944, l’invasione in Germania con i parà americani del 1945, l’esperienza russa del 1947, fino alla fondazione ufficiale dello stato di Israele del 1948 e il viaggio in Indocina del 1954.

A questo corpus, che si articola in 10 sezioni (Copenaghen 1932, Francia 1935-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Seconda guerra mondiale 1939-1945, Francia 1944, Germania 1945, Unione sovietica 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954), si aggiunge la preziosa serie Ritratti, fotografie di amici e artisti: Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e infine un ritratto del fotografo scattato da Ruth Orkin nel 1952.

In queste immagini è possibile scorgere la cifra stilistica e poetica del grande Capa, quella “vicinanza” – fisica, emotiva – che riecheggia nella sua famosa frase «Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino» e che pone ancora oggi interrogativi fondamentali sulla natura della fotografia, al punto che la stessa Magnum Photos ha avviato, a giugno 2017, il progetto Closer, “più vicino”, per permettere di acquistare capolavori dei suoi fotoreporter.

Il progetto espositivo è frutto della collaborazione tra i Musei Civici – Assessorato alla Cultura di Bassano del Grappa e la Casa dei Tre Oci di Venezia, specializzata sulla fotografia dei grandi maestri : da Erwitt a Salgado, da Berengo Gardin a Helmut Newton fino a LaChapelle – (la mostra Lost+Found è visitabile fino al 10 settembre 2017) e produzioni proprie, dalla collettiva Sguardo di donna al lavoro di Ferdinando Scianna sul ghetto ebraico di Venezia.

Una mostra di rilevanza internazionale e al contempo ancorata ad una manifestazione oramai tradizionale come Bassano Fotografia, è l’occasione per consolidare una programmazione museale di forte interesse culturale ed artistico in linea con gli obiettivi del Museo Civico.

Il respiro internazionale di questa proposta si lega inoltre alle delicate tematiche dei conflitti ben restituite dallo sguardo di Capa e che oggi trovano senza dubbio un osservatore attento e coinvolto.
In perfetta linea di coerenza con la sua missione di valorizzare la fotografia come linguaggio di espressione e come strumento di conoscenza, Manfrotto, leader mondiale nella progettazione, produzione e distribuzione di una vasta gamma di accessori professionali per i mercati della fotografia, del video, del cinema e dell'intrattenimento, aderisce come sponsor della retrospettiva.

Il boom dei Musei Civici di Bassano. Intervista alla direttrice

La retrospettiva dedicata a Robert Capa ha da poco aperto i battenti, confermando il respiro sempre più internazionale che anima il polo dei Musei Civici di Bassano del Grappa. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con la direttrice dell’istituzione veneta, Chiara Casarin.