Le donne postfemministe di Juno Calypso

La giovane artista londinese Juno Calypso ha dato vita a una galleria di personaggi femminili che affrontano con sarcasmo e ironia i cliché legati alla donna contemporanea. Inducendo a una riflessione dai contorni molto seri.

Juno Calypso, Popcorn Venus, 2012
Juno Calypso, Popcorn Venus, 2012

Con un nome che sembra un rotondo e felice pseudonimo, Juno Calypso è una giovane artista londinese che sta riscuotendo un interesse diffuso per le sue articolate serie di autoritratti fotografici in cui impersona una figura fittizia di donna contemporanea – ma calcolatamente démodé, con un look ora Sixties e ora Eighties, e in atteggiamenti sospesi tra la noia e l’esaurimento nervoso – cui ha dato nome Joyce, protagonista in definitiva di situazioni improntate poco alla joy e più alla perplexity del vivere.
Dopo le prime discrete apparizioni, la simbiosi Juno/Joyce esplode più compiutamente nel 2012 in un’immagine costruita con attenzione spettacolare, dal titolo Popcorn Venus, in cui sbuca bionda da una grande torta di panna, al centro di un set ricolmo di ghiottonerie varie coloratissime. Ma la sua espressione, sorriso forzato rovinato da incisivi troppo grandi e sguardo reso opaco da un’enorme montatura di occhiali, suggerisce un entusiasmo personale ben inferiore alle aspettative di qualunque ipotetico festeggiato. L’autrice/interprete, che si rivela da subito personcina di spirito, racconta di essersi ispirata a un ilare momento casalingo della Famiglia Addams, in cui la torta con dentro la spogliarellista veniva messa a cuocere in forno.

Juno Calypso, The Honeymoon Suite, 2015
Juno Calypso, The Honeymoon Suite, 2015

SENSO CRITICO E HUMOUR NERO

L’atteggiamento obliquamente femminista dell’artista – non di rado contestatole come tale – si presenta provvisto di qualche humour nero anche in seguito, con l’aggravante di un certo atteggiamento critico non solo nei confronti della società antifemminile, ma delle stesse femmine spesso ignave succubi della pressione sociale che le vuole adeguate a determinati standard fisici e psicologici. Lo dimostrano ampiamente le sue serie fotografiche successive, dal 2015, ispirate a un’iconografia da riviste femminili neppur tanto retrograde: il mito della snellezza e della cura del corpo in Eternal Beauty: Slendertone, ma soprattutto la solitudine femminile tanto nella realtà quanto nella fantasia in The First Night e nella più eclatante The Honeymoon Suite.

Juno Calypso, 18 August 2016, day 3 of 7, 10.46pm
Juno Calypso, 18 August 2016, day 3 of 7, 10.46pm

NARCISISMO POSTFEMMINISTA

In quest’ultimo caso, Juno Calypso se n’è andata negli States a trovare un hotel per lune di miele (e coppie in crisi), il Penn Hills Resort in Pennsylvania, un posto paradossale che sembra uscito da Twin Peaks. Lì dentro, occupando in solitaria una kitschissima suite rosa confetto, con una vasca a forma di cuore circondata di specchi, si fotografa come Joyce stavolta in viaggio di nozze autogamo. E addirittura, in A Dream in Green, sorge dalle acque della jacuzzi cuoriforme come novella Venere botticelliana, ma stavolta tutta verde, ricoperta di un velo di fango d’alga che la fa sembrare un’aliena: “Così vengo percepita come un personaggio fantascientifico, e ne sono contenta, perché la fantascienza mi piace per i suoi sottotesti politici ma soprattutto perché è fantasia. Adesso mi arrivano un sacco di messaggi dai fan di Star Trek.
Ispirata dalla fotografia “costruita” di Jeff Wall, Juno Calypso è però diversa dalle auto-messinscene critiche delle più anziane Cindy Sherman e Gillian Wearing, dirigendo e interpretando un’iperfemminile commedia sarcastica in modi più contemporanei e spettacolari. Il suo autoerotismo caramellato è espressione di un molto consapevole e allegramente malinconico narcisismo postfemminista.

Ferruccio Giromini

www.junocalypso.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #35

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Ferruccio Giromini
Ferruccio Giromini (Genova 1954) è giornalista dal 1978. Critico e storico dell'immagine, ha esercitato attività di fotografo, illustratore, sceneggiatore, regista televisivo. Ha esposto sue opere in varie mostre e nel 1980 per la Biennale di Venezia. Consulente editoriale, ha diretto collane di libri, cd-rom, video, periodici per numerosi editori. Dal 1979 tiene docenze per istituzioni pubbliche e private, tra cui dal 1984 per il Politecnico G. Byron di Genova, dal 1988 per l'Istituto Europeo di Design di Milano e dal 2020 per l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Finora ha curato e presentato oltre cinquecento esposizioni e manifestazioni su illustrazione, fumetto, fotografia, cinema d’animazione, arti visive contemporanee, in Italia e nel mondo, e ha fatto parte di oltre centocinquanta giurie, in molti casi in qualità di Presidente. A partire dal 1982 è stato consulente artistico di varie manifestazioni: il Premio Andersen-Baia delle Favole di Sestri Levante, il Festival Internazionale Comics "Babel" di Atene, il Festival Nuvole parlanti-Fumetto in palcoscenico di Genova, il Mondo Mare Festival in Liguria. Per alcuni anni ha condiviso la direzione della mostra internazionale di cinema d'animazione Cartoombria di Perugia. Dal 2007 è direttore artistico del Premio "Sergio Fedriani" di Genova; ha ideato e diretto in Liguria il Festival Fantastiche Terre di Portofino e a Camogli il Premio Skiaffino e la manifestazione Il Porto delle Storie. I suoi ultimi libri: “Res Pubica-De Occulta Lanugine” (Prisma Studio), “Très” (a2mani), “L’amo, la lettura” (Il Canneto).