Wolfgang Tillmans firma l’ultimo video di Powell, star della musica elettronica

Ancora un’incursione nel mondo della musica di Wolfgang Tillmans che, dopo aver pubblicato un EP, firma la regia dell’ultimo singolo di Powell

Wolfgang Tillmans
Wolfgang Tillmans

Wolfgang Tillmans ci ricasca con una nuova incursione nel mondo della musica. Dopo aver spiazzato tutti l’anno scorso con il lancio del suo primo EP Make It Up As You Go Along, un pezzo house dal sound accattivante, il fotografo tedesco torna alla musica con una nuova collaborazione. È infatti l’autore del video di Freezer, ultimo singolo di Powell, star della musica elettronica. Un piccolo capolavoro che si dipana tra suoni techno ed immagini spiazzanti pronto a stupire in ogni frame. Quando due personaggi del calibro di Wolfgang Tillmans e Powell si incontrano quello che avviene non è mai banale. Dal punto di vista musicale, Freezer è un insieme ossessivo di assordanti campionature techno modulate su una partitura dal ritmo incalzante. Ossessione che ritorna anche nel video che risulta altrettanto indefinibile. Le immagini si susseguono una dopo l’altra con una cadenza incessante.

SPERIMENTAZIONI TRA ARTE E MUSICA

Alla lunga sequenza iniziale con una pentola d’acqua che sembra bollire a ritmo di musica, si avvicendano una serie di scatti dello stesso Tillmans. Non è la prima incursione di Tillmans nel mondo dei video musicali. Già nel 2002 aveva diretto il video di Home and Dry dei Pet Shop Boys, scegliendo come protagonista un topo che si muove tra i binari della metropolitana di Londra. Se le incursioni di Tillmans nel campo della musica sono frequenti, non da meno sono gli incroci tra Powell e il mondo dell’arte. L’anno scorso il musicista e producer per lanciare il suo album ha tappezzato Londra di manifesti con la sua mail chiedendo ai suoi concittadini di intervistarlo o scambiare musica con lui. Un’operazione di marketing, certo, ma gestita come se fosse una performance artistica.

TILLMANS IN MOSTRA ALLA TATE

Le affinità tra Tillmans e Powell si misurano nel campo della contaminazione tra i generi e dell’anticonformismo spietato con uno sfondo comune rappresentato dalla città di Londra. In queste settimane la Tate Modern celebra Wolfgang Tillmans con una grande mostra dedicata ai lavori degli anni 2000. Connubio strettissimo e indissolubile tra il fotografo tedesco e la città di Londra. Tillmans si trasferisce nella capitale inglese alla fine degli anni Ottanta, diventando subito famoso per le foto di moda, o per le immagini in cui racconta la vita notturna londinese e l’universo erotico omosessuale. Ritrae un’intera generazione, celebrandone i miti (la serie dedicata al Concorde, il ritratto di Kate Moss), e i lutti (le struggenti immagini del compagno, il pittore Jochen Klein, malato di Aids), cercandone la bellezza nella decadenza, nella metropolitana, nei disadattati, nell’immondizia. La sua ricerca è così capillare da essere paragonata alle immagini scattate da Nan Goldin delle notti newyorchesi. Tutto questo aspetto della ricerca di Tillmans manca nella mostra alla Tate che, invece, non ignora il rapporto tra il fotografo tedesco e il mondo della musica. Anzi, la Turbine Hall ha ospitato il lancio del disco di Powell, presentato alla Tate in anteprima mondiale e del video girato da Tillmans.

-Mariacristina Ferraioli

Wolfgang Tillmans: 2017
Tate Modern
Bankside Londra

www.tate.org.uk

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.