I sublimi selfie del Novecento. A Roma

Musia, Roma ‒ fino al 14 luglio 2019. Ritratti e autoritratti novecenteschi dominano la mostra allestita negli spazi romani di Musia. Gettando nuova luce sulla collezione Jacorossi.

Alfredo Ambrosi Gauro, Ritratto di Benedetta, 1934. Collezione Jacorossi
Alfredo Ambrosi Gauro, Ritratto di Benedetta, 1934. Collezione Jacorossi

Il sublime oggi per me è nei volti più che nelle opere”. La citazione è di Alberto Giacometti e sovrasta la parete dove è esposta l’opera di Francesco Trombadori, Senza titolo, icona della mostra La moltitudine che è in ognuno di noi.
Allestita nello spazio Musia, vicino a Campo dei Fiori a Roma, l’esposizione raccoglie autoritratti e ritratti, dipinti e scolpiti, provenienti dalla collezione Jacorossi.
Il sublime dei volti novecenteschi si è spinto alle estreme conseguenze fino ai giorni nostri; l’autoritratto e il ritratto di oggi si scattano con la telecamera, col sorriso stampato, più volte al giorno, cogliendo l’intimità del quotidiano, meno spesso l’anima del personaggio.

I VOLTI DEL SECOLO BREVE

Tutti estremamente seri, uomini, donne e perfino i bambini, i volti ritratti nel Novecento interpretano l’essenza del Secolo Breve: si afferma sempre di più l’individualità anche grazie alla psicanalisi, ma spesso c’è poco da sorridere. Le guerre e le dittature si susseguono, con il loro corredo di celebrazione dell’uomo forte; allo stesso tempo ci si appassiona al singolo individuo e al rispecchiamento con l’altro.
Giorgio de Chirico si mette in posa indossando il suo scudo metafisico e sfida la morte (Autoritratto con corazza, 1947), come gli ricorda suo fratello Alberto Savinio nella citazione impressa nella sala delle sculture: per gli antichi, fermare in un’immagine l’essenza del personaggio voleva dire la fine della vita.
Realizzati a soli due anni di distanza l’uno dall’altro, il ritratto e l’autoritratto di Giacomo Balla sono profondamenti diversi: un delicato volto femminile divisionista il primo (Ritratto di luce, 1925), un’esplosione di colori astratta con tanto di cornice incorporata il secondo (Autoritratto tricolore,1927).
Benedetta Cappa, pittrice e moglie di Filippo Tommaso Marinetti, è ritratta, seducente e androgina, avvolta nel colore dell’aeropittura futurista, da Alfredo Ambrosi Gauro (Ritratto di Benedetta, 1934).
Non conosciamo il nome del soggetto, ma l’introspezione psicologica al femminile domina l’immagine nel Ritratto di donna (1916) di Arturo Noci, esponente della Secessione romana.

Giacomo Balla, Autoritratto tricolore, 1927. Collezione Jacorossi
Giacomo Balla, Autoritratto tricolore, 1927. Collezione Jacorossi

SELFIE TRIDIMENSIONALI

Realistici e inquietanti, i mezzibusti e le teste scolpite dei primi del Novecento hanno lo sguardo lontano di chi punta al sogno e al futuro. Due esempi apparentemente antitetici, che però mostrano queste caratteristiche, sono il Ritratto di Gerarca (Anni Trenta) attribuito a Domenico Raelli, lo scultore lodato da Carlo Carrà per il suo stile “austero e gagliardo”, e il Busto di fanciulla (1930) di Marino Mazzacurati, che si rivolge alla tradizione e al passato dell’arte Italiana.

Letizia Riccio

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Nome eventoLa moltitudine che è in ognuno di noi
Vernissage09/04/2019
Duratadal 09/04/2019 al 14/07/2019
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoMUSIA
IndirizzoVia dei Chiavari 7 - Roma - Lazio
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Letizia Riccio
Giornalista dal 1997, laureata in Lingue e letterature straniere moderne a La Sapienza di Roma, inizia a scrivere a La Repubblica nel settore della televisione e prosegue, nello stesso campo, con Il Mattino di Napoli, L'Unione Sarda e Il Giornale dello Spettacolo dell'Agis. Collabora per diversi anni con L'Agenzia di Viaggi, quotidiano per operatori del turismo, scrivendo e viaggiando in Italia ma soprattutto all'estero. Lavora per sette anni presso il Ministero della Giustizia, collaborando con l'Ufficio Stampa e curando un convegno e un progetto europei. Appassionata di arte da sempre, frequenta per tre anni la Scuola d'arte e mestieri del comune di Roma e un corso per guide turistiche organizzato dalla Regione Lazio.