Le fiere collaterali dell’artweek di Torino visitate per voi

Torino scalda i motori con le “collaterali”. Le abbiamo visitate per voi. Ecco le immagini da Dama, Flashback, Paratissima e The Others.

Marcin Dudek Akumulator, installation view, steel, wood, medical tape, mirror, neon light, paper, leather, silicon, cell phone,
Marcin Dudek Akumulator, installation view, steel, wood, medical tape, mirror, neon light, paper, leather, silicon, cell phone,

La art week torinese accende i motori. Lo fa con le fiere “collaterali” che inaugurano in massa il 31 ottobre. Prima tra tutte, per orario quanto meno della preview, c’è Dama, la fiera fondata nel 2016 da Giorgio Galotti e Domenico de Chirico che riempie con 16 proposte internazionali gli spazi seicenteschi di Palazzo Saluzzo Paesana. Il rapporto tra antico e contemporaneo definisce il formato boutique dell’evento: gli ambienti e il dialogo tra epoche sono di sicuro fascino. Ma a prescindere dalle scenografie Dama è un contenitore ben riuscito, per l’atmosfera curatoriale che incoraggia al confronto tra operatori del settore, ma soprattutto per la qualità dei progetti presentati. Tra questi, quello della galleria SVIT di Praga che propone la brava artista Habima Fuchs, con il suo ben riuscito solo show che racconta in una serie di opere mixed media gli elementi della natura. O Marcin Dudek, da Edel Assanti, Londra, che ricorda la Polonia degli anni ’80 e nel suo progetto Akumulator ricostruisce ambienti della sua infanzia, moduli abitativi sovietici in cui costrizione, riuso e omologazione sono le cifre di un confronto spietato con l’Occidente. O ancora le bellissime immagini lenticolari di Yves Scherer da Cassina Project, New York o i Best Booths di Cristina Garrido da The Goma, Madrid che riflettono sull’oggetto fiera e sullo statuto di questi eventi, da Art Basel in poi.

Flashback 2018
Flashback 2018

FLASHBACK

Cresce di anno in anno la fiera diretta da Stefania Poddighe Ginevra Pucci, che hanno costruito anche per il 2018 un progetto ambizioso con proposte crossover tra generi ed epoche storiche davvero interessanti sotto il claim tutta l’arte è contemporanea. Entrando si incontra fin da subito il bello stand sul ritratto curato da Gian Enzo Sperone; questi ha curato anche uno dei progetti speciali, l’installazione monumentale di Tony MatelliThe Wanderer, Hunter and Reverie, tre figure di naufraghi che riecheggiano il tema portante della fiera, Le rive di un altro mare. Tra gli stand, tantissime chicche: il Canaletto, che fa l’occhiolino a Guardi Bellotto, nello spazio di Cesare Lampronti (Roma, Londra) e che ricorda un soggetto simile conservato alla National Gallery. Oppure un preziosissimo Lorenzetti da Maison d’Art (Monaco), probabilmente una porzione di una croce dipinta raffigurante S. Giovanni Evangelista (pare che una seconda porzione della stessa opera sia conservata alla Yale Gallery). Monumentale la Maternità di Arturo Martini presso la Galleria dello Scudo di Verona, appartenuta a Walter Fontana e per 10 anni nella collezione della Permanente: un’opera da 400kg in pietra finale realizzata direttamente incidendo la materia e senza bozzetto. Le fanno da contraltare una piccola, ma raffinata tempera di Sironi, e la Venere Anadiomene II di Carrà del 1944, Premio Colomba d’Oro nello stesso anno e presentata due volte alla Biennale di Venezia. Da Pegaso, c’è un intero stand dedicato a Bruno Munari, da Roccatre, Torino, una piccola ma affascinante stagnola del 1960 di Lucio Fontana, rarissima, oltre che un appassionante Franco Gentilini del 1943. Il contemporaneo si presenta in tutto il suo splendore con le mappe tracciate da Giovanni Ozzola con l’opera Scars, 2013, presentata da Untitled e Galleria Continua. O con la sala dedicata al progetto Opera Viva Barriera di Milano, ideato da Alessandro Bulgini con tutti i manifesti esposti nella rotonda di Piazza Bottesini.

The Others Fair 2018 ph Claudia Giraud
The Others Fair 2018 ph Claudia Giraud

THE OTHERS

Questa potrebbe essere l’ultima edizione di The Others nei locali nell’Ex Ospedale Regina Maria Adelaide in Lungo Dora Firenze. Ad annunciarlo velatamente è Paola Rampini, socia di Roberto Casiraghi, ideatore della rassegna, a un piccolo gruppo di giornalisti, tra cui Artribune, durante i preparativi dell’allestimento: “chissà dove saremo l’anno prossimo, dopotutto siamo una fiera nomade”. Intanto questa edizione si dimostra in crescita, con spazi ben curati e i suoi oltre 40 espositori di quest’anno, tra no profit, artist run space, associazioni culturali e gallerie vere e proprie. Con un netto aumento della percentuale di quelle straniere da Belgio, Olanda, Svizzera, Svezia e ben due da Cuba che rappresentano il 60% dei partecipanti, selezionate dall’ottimo curatore Bruno Barsanti che ha coadiuvato un board curatoriale di respiro internazionale. Tra le novità la sezione Expanded Screen, dedicata alla video installazione e la collaborazione che The Others ha stretto con Gambero Rosso.

Paratissima 2018, Jago, Habemus Hominem ph Vincenzo Parlati
Paratissima 2018, Jago, Habemus Hominem ph Vincenzo Parlati

PARATISSIMA

Oltre alla gran sforbiciata agli artisti – 350 quelli selezionati – quest’anno a Paratissima si fanno notare i progetti speciali. Innanzitutto l’operazione che ha coinvolto Jago, il “social artist” che ha realizzato un busto in marmo di Sua Santità Benedetto XVI Habemus Papam, poi spogliato e trasformato in Habemus Hominem in seguito alle dimissioni del Pontefice. L’opera è esposta e in vendita, in anteprima, a Paratissima: grazie a Feral Horses, la prima piattaforma che rivoluziona il concetto di proprietà nell’ecosistema “arte”, sarà possibile, infatti, acquistare in esclusiva pacchetti azionari di Habemus Hominem a partire da 20 euro. Bloody Blast! Show è, invece, il progetto espositivo di Esse Collection a cura di Simone Sacchi: una personale interpretazione dell’arte ipercontemporanea, dove il curatore è il collezionista stesso. In mostra nell’ex cappella della Caserma le opere di 11 artisti internazionali del calibro di Carsten HollerSergio GarciaGreg Bogin, ed emergenti.

-Santa Nastro e Claudia Giraud

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.