Chiude al Met di New York la mostra sui disegni di Michelangelo. È record assoluto di visitatori

Un successo straordinario di critica e di pubblico per la mostra “Michelangelo: Divine Draftsman and Designer” al Metropolitan Museum of Art di New York che è stata visitata da oltre 700.000 persone in tre mesi ed ha battuto ogni record: è la mostra dedicata al disegno più vista nella storia del museo.

Michelangelo: Divine Draftsman and Designer al Met di New York
Michelangelo: Divine Draftsman and Designer al Met di New York

Un successo straordinario per la mostra “Michelangelo: Divine Draftsman and Designer” appena conclusa al Metropolitan Museum of Art di New York. Una mostra-evento, interamente incentrata sui disegni di Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 – Roma 1564), che in soli tre mesi ha battuto ogni record. Osannata dalla critica e dal pubblico, con oltre 700.000 biglietti venduti, è la mostra di disegni più visitata nella storia del Met ed è una delle mostre più viste in assoluto nei musei americani.

UN TRIONFO ANNUNCIATO

È il New York Times il primo a sancire il valore assoluto della mostra con un articolo in cui, a poche ore dall’inaugurazione, definisce la mostra del Met “the must-see show of the season”, cioè l’evento imperdibile della stagione. E che si tratti di un evento assoluto non vi è alcun dubbio. Mai nella storia erano stati riuniti un numero così consistente di disegni di quella che viene considerata la figura cardine del Rinascimento italiano e un gigante assoluto della storia dell’arte occidentale. Il percorso espositivo si è snodato attraverso 133 disegni, tre sculture in marmo, la sua prima opera pittorica, il modello architettonico in legno per la volta di una cappella, oltre ad un corpus di opere di altri artisti messo a confronto con le opere di Michelangelo o utili a ricostruirne il contesto. Tra gli straordinari prestiti internazionali figurano la serie completa di disegni creati per l’amico Tommaso de’ Cavalieri e un disegno monumentale per la cappella Paolina in Vaticano. Le opere in mostra provengono da 50 collezioni pubbliche e private sia statunitensi che europee ed evidenziano la ricca eredità lasciata da Michelangelo come un disegnatore e l’influenza assoluta esercitata dall’artista rinascimentale sulle generazioni successive.

L’ARTE ITALIANA PIACE

Un successo enorme per la mostra di Michelangelo, ribattezzata dalla stampa americana come la mostra dell’anno. Che l’arte italiana piaccia all’estero, ed in particolare negli Stati Uniti, è cosa nota. Basti pensare al grande clamore mediatico che ha riscosso negli States la vendita del Salvator Mundi di Leonardo Da Vinci battuto ad un’asta da Christie’s proprio a New York alla cifra straordinaria di 450 milioni di dollari. Che l’arte italiana attiri il pubblico e sia sempre garanzia di grandi numeri, lo dimostra un’altra mostra del Met, chiusa da pochi mesi, che ha riscosso un ottimo successo: Leonardo to Matisse. Master Drawings from the Robert Lehman Collection, che presentava, tra gli altri, una selezione di disegni di Leonardo ed è stata visitata da oltre 250mila persone. Se è principalmente l’arte moderna, insieme alla moda, al design e al food, ad attirare l’attenzione degli americani verso il nostro paese, non va però dimenticato il grande successo riscosso dalla mostra All di Maurizio Cattelan al Guggenheim Museum di New York nel 2011 che è diventato un caso di studio internazionale per la scelta di esporre tutte le opere al centro del museo. Artista ormai famosissimo negli Stati Uniti, che è ritornato al Guggenheim, dopo la mostra evento del 2011, con l’installazione di un water in oro massiccio, perfettamente utilizzabile, all’interno della toilette del museo. L’opera di Cattelan, intitolata America, è mediaticamente talmente nota da essere stata recentemente offerta in maniera provocatoria a Donald Trump dalla direzione del museo al posto di un Van Gogh richiesto dal presidente.

      Mariacristina Ferraioli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.