Donato al Whitney Museum l’archivio personale di Edward Hopper

Una donazione da capogiro. Il Whitney Museum di New York riceve l’archivio personale di Edward Hopper. Oltre 4000 oggetti, fotografie, documenti, saranno messi a disposizione di studiosi e ricercatori per approfondire la conoscenza dell’opera dell’artista americano. Mentre la casa-museo a Nyack, città natale di Hopper, è pronta a mostrare al pubblico in autunno, la raccolta dei disegni, di libri, degli articoli di giornale, appartenuti al giovane Hopper…

Edward Hopper, Nighthawks, 1942 - The Art Institute of Chicago
Edward Hopper, Nighthawks, 1942 - The Art Institute of Chicago

Il Whitney Museum of American Art ha annunciato di aver ricevuto in donazione una parte consistente dei materiali d’archivio relativi alla vita e alla carriera dell’artista Edward Hopper (Nyack, Stato di New York, 1882 – New York, 1967). Si tratta di una collezione vastissima che consacra il museo disegnato da Renzo Piano come l’istituzione culturale che possiede il maggior numero di opere dell’artista statunitense.

Edward Hopper, Second Story Sunlight, 1960 - Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest - © Heirs of Josephine N. Hopper, Licensed by Whitney Museum of American Art
Edward Hopper, Second Story Sunlight, 1960 – Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest – © Heirs of Josephine N. Hopper, Licensed by Whitney Museum of American Art

HOPPER PUBBLICO, HOPPER PRIVATO

Con la donazione che arriva dal fondo Arthayer R.Sanborn Hopper Collection Trust, che possiede l’archivio personale e professionale di Hopper, il Whitney Museum, che già accoglie la collezione di opere di Hopper più vasta al mondo, acquisisce una raccolta di oltre 4.000 oggetti appartenuti al pittore americano e a sua moglie, Josephine Nivison, musa ispiratrice di tutte le figure femminili presenti nelle opere. L’archivio comprende lettere personali, fotografie, disegni, taccuini e agende dell’artista e perfino le ricevute dei galleristi, rilasciate in seguito alla vendita delle opere. I coniugi Hopper, come si evince dalla collezione di memorabilia, registravano in maniera meticolosa ogni evento della loro vita privata e professionale. Tutto questo materiale contribuisce a far luce sulla vita quotidiana della coppia, sulle loro amicizie e sulle collaborazioni, sui rapporti personali e lavorativi, ma anche sulle riflessioni di Hopper rispetto alla pittura. Tale archivio sarà messo a disposizione di studiosi e ricercatori interessati ad approfondire la conoscenza dell’opera del pittore americano.

La nuova sede del Whitney Museum of Modern Art, progettata da Renzo Piano
La nuova sede del Whitney Museum of Modern Art, progettata da Renzo Piano

LA CASA-MUSEO DI NYACK

Oltre alla donazione del Whitney Museum, una collezione di oltre 1000 cimeli è stata donata sempre dal fondo della Arthayer R.Sanborn Hopper Collection Trust alla casa-museo di Nyack, città natale del grande maestro americano. La collezione comprende una raccolta di oggetti appartenenti agli anni della formazione di Hopper tra cui libri, lettere originali e disegni degli anni scolastici. Questa parte dell’archivio sarà mostrato per la prima volta al pubblico in autunno, nella casa dove il maestro del realismo americano è nato e cresciuto e che oggi è diventato un museo consacrato all’infanzia e alla adolescenza di Hopper, in occasione delle celebrazioni per i cinquant’anni della sua morte.

–   Mariacristina Ferraioli

Whitney Museum of American Art
99 Gansevoort St, New York
www.whitney.org

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AutoreEdward Hopper
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.