100 anni di Armando Testa. Al Mart la mostra dedicata al pubblicitario italiano

A Rovereto, nel centenario dalla nascita di Armando Testa, 150 opere rivelano raccontano tutti gli “ismi” del grande pubblicitario italiano. E la sua opera, in dialogo costante con l’arte contemporanea e le avanguardie storiche. Molti gli inediti in mostra.

Armando Testa, foto di Gemma De Angelis Testa, 1980, Courtesy Collezione Gemma De Angelis Testa
Armando Testa, foto di Gemma De Angelis Testa, 1980, Courtesy Collezione Gemma De Angelis Testa

Nato a Torino nel 1917, esattamente 100 anni fa, Armando Testa coltivava nei confronti della totalità delle sperimentazioni artistiche del suo tempo un forte interesse, coniugato con un’approfondita conoscenza della storia dell’arte. Da qui l’idea di intitolare Tutti gli “ismi” di Armando Testa la grande mostra che il Mart dedica – a partire dal 22 luglio – al celebre pubblicitario torinese scomparso nel 1992, erede e nuovo interprete di tradizioni artistiche, rappresentate proprio nelle Collezioni permanenti del museo trentino. “Tutto questo non si traduce in una banale imitazione di un ‘ismo’ particolare”, spiega ad Artribune sua moglie Gemma De Angelis Testa, co-curatrice della mostra insieme al Direttore del Mart Gianfranco Maraniello, “ma nella creazione di una sua personale cifra stilistica, caratterizzata da un’incredibile propensione alla contemporaneità”.

LE AVANGUARDIE ISPIRATRICI

Futurismo, Astrattismo, Surrealismo, i grandi artisti del ’900: sono queste le fonti alle quali Testa attingeva in una vorace e costante ricerca della comprensione della vita moderna, poi trasformate secondo la sua personale interpretazione nel corso della sua lunga carriera. “Armando, con il quale ho collaborato per oltre vent’anni, non prevedeva differenza tra arte e pubblicità”, continua Gemma Testa. “Ne è esempio lampante l’immagine di Punt e Mes, la cui idea, nata a metà degli anni Cinquanta, è rimasta a lungo in un cassetto. Solo in un secondo momento, nel 1960, Armando ha pensato di utilizzarla per la nota campagna pubblicitaria di Carpano, nella quale è riuscito a fondere parola e immagine. Questa forma minimale è tutt’ora un’icona contemporanea”.

UN MONUMENTO A TORINO

Gli eredi sono da sempre molto attenti alla valorizzazione della memoria di Armando Testa.  “Nel 2015, con i figli di Armando e la mia direzione artistica, dietro richiesta del Comune di Torino, abbiamo realizzato un monumento a lui dedicato. La scultura è stata inaugurata nella piazza di fronte alla stazione di Porta Susa. “Oggi Sintesi 59”, questo il titolo, è in metallo nero ed è alta circa quattro metri, con una forma circolare che ricorda il mondo e dialoga bene con l’ambiente circostante”. Al Mart, invece, cosa si vedrà? “La mostra presenta una selezione di manifesti pubblicitari molto pittorici del primo periodo, dipinti, sculture, interviste e filmati storici, provenienti per la maggior parte dalla mia collezione” continua Gemma Testa che, oltre ad essere Presidente di Acacia – Associazione Amici Arte Contemporanea, dalla morte del marito si dedica alla cura del suo archivio monografico.

LA MOSTRA A ROVERETO: TANTI INEDITI

Sono anche presenti alcune opere appartenenti alla collezione dell’Agenzia Testa. Per concepire il progetto abbiamo fatto un’immersione totale nell’universo di Armando, con l’obiettivo di dare forma al suo immaginario e analizzarne i temi ricorrenti e le molteplici modalità espressive. Al Mart ci sarà anche un nucleo di opere inedite che illustra la produzione propriamente artistica di Armando Testa,  portata avanti parallelamente al suo lavoro in agenzia”. Una mostra – questa al Mart – che arriva dopo le due importanti retrospettive al Castello di Rivoli nel 2001 e a Milano nel 2010. “Nell’organizzazione di tutte le personali di Armando Testa ho coinvolto importanti curatori e professionisti che amano Armando e il suo lavoro, tra cui Germano Celant, Ida Gianelli, Giorgio Verzotti, Gillo Dorfles che lo ha definito ‘visualizzatore globale’”, conclude Gemma Testa. “Con ognuno di loro abbiamo costruito i tasselli di un mosaico che permette di avvinarci a quello che lui intendeva per creatività totale”. Di cui era un pioniere e una guida per gli artisti e i creativi delle nuove generazioni.

-Claudia Giraud

Evento correlato
Nome eventoTutti gli “ismi” di Armando Testa
Vernissage22/07/2017 ore 10
Duratadal 22/07/2017 al 15/10/2017
AutoreArmando Testa
CuratoriGianfranco Maraniello, Gemma De Angelis Testa
Generidocumentaria, disegno e grafica, arte moderna, video
Spazio espositivoMART MUSEO D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI TRENTO E ROVERETO
IndirizzoCorso Angelo Bettini 43 - Rovereto - Trentino-Alto Adige
EditoreELECTA
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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

2 COMMENTS

  1. Abbiamo giá visto mostre di Testa.
    A Trento di naviga a vista e si pesca sempre nello stesso mondo con il direttore che osa poco tenendo di sbagliare. Mi domando dove sono ora i critici della passata gestione Collu : attualmente abbiamo i soliti collezionisti ( e si vorrebbe un ricambio vedendone di nuovi e con nuovi interessi) e pochi interessi identificabili per un’arte stracotta dal sapore anni 70 e per la pittura solo il Novecento Italiano . Si rimpiange la gestione Belli che pur facendo mostre storiche o di largo interesse aveva la capacitá di riservare qualche angolo alle proposte. Un museo non puó andare avanti esponendo il passato del contemporaneo soltanto perchè c’è un gallerista e tre collezionisti che cacciano la grana.
    Ovviamente si Sto arrivando! Che il
    Mondo va in questo modo e senza i soldi dei privati non si fa nulla, ma il direttore non ne puódiventate ostaggio facendosi dettare interamente la linea , dato che il museo di Trento riceve anche fondi pubblici .

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