A Milano torna il festival che ti fa entrare negli studi d’artista: tra Piazzale Lodi, il Corvetto e Porto di Mare
È in programma il 19 e 20 settembre 2026 Di Studio in Studio, il festival diffuso nato nel 2013 per aprire al pubblico i luoghi della produzione artistica e, insieme, raccontare la città attraverso chi lo abita
A sud dello Scalo Romana, tra l’immagine ancora riconoscibile di una Milano industriale e una trasformazione urbana che procede a ritmi serrati, gli indirizzi degli studi d’artista offrono una mappa alternativa per scoprire la città. È qui, infatti, che il 19 e 20 settembre 2026 torna Di Studio in Studio, il festival diffuso nato nel 2013 per aprire al pubblico i luoghi della produzione artistica emergente e non solo. Così, si può cominciare da Piazza San Luigi, scendere verso Lodi e attraversare cortili, studi e laboratori, oppure spingersi fino a Porto di Mare, dove la memoria del quartiere si riflette dentro spazi che per l’occasione tornano ad accogliere opere, immagini, installazioni e progetti contemporanei. Il filo conduttore di questa edizione sono i Percorsi, intesi come modi diversi, e spesso alternativi, di attraversare una città stratificata, tra incontri e trasformazioni.
“Di Studio in Studio a Sud dello Scalo Romana nasce dalla volontà di aprire uno sguardo su una parte di Milano spesso attraversata senza essere realmente conosciuta. Quello che mi interessa di Di Studio in Studio è la possibilità di far emergere una Milano che spesso rimane un po’ nascosta: quella degli studi, dei luoghi di lavoro, delle persone che li abitano e delle relazioni che nel tempo si sono create. Non vogliamo costruire un percorso già definito, ma offrire al pubblico la possibilità di scegliere, fermarsi, incontrare gli artisti e scoprire luoghi che normalmente non sono aperti”, racconta ad Artribune l’organizzatrice Rossana Baroni.
Studi d’artista aperti: il programma Di Studio in Studio, tra San Luigi e Lodi
Il primo itinerario attraversa l’area di San Luigi e Lodi: tra le tappe c’è Studio Ca.Ba.Re., dove Rossana Baroni e Graziella Reggio presentano Linee di passaggio, installazione fotografica che dialoga con lo spazio dello studio e con il lavoro del burattinaio Andrea Cavalli. Poco distante, lo Studio d’Arte Scrivia di Salvatore Sanna apre le proprie porte, mentre la tipografia Arti Grafiche Zacchetti, nel cortile interno di Corso Lodi 68, ospita Eco di presenze, progetto fotografico di Aldo Banfi, Claudio Manenti e Paola Tarroni. Poi in Via Nervesa, convivono due realtà differenti. Nervesa Gallery presenta Il peso delle piccole cose di Vittoria Taddia, accompagnato da un live painting, e Survival di Gabriele Buratti, in un programma curato da Ilaria Centola. Allo stesso indirizzo, lo Studio Franco Haus propone un open studio e ospita Animals at Home, installazione fotografica di Bruna Ginammi. Tra gli appuntamenti c’è anche quello dello Studio Claudia Mendini, dove la pittura diventa una riflessione sulla luce attraverso Specula – tracce di luce, progetto di Claudia Mendini accompagnato da un film di Riccardo Apuzzo.
Il percorso Di Studio in Studio a Porto di Mare
La seconda parte del percorso conduce verso Porto di Mare: il festival torna qui per consolidare una rete costruita negli ultimi anni tra artisti, spazi indipendenti e realtà locali. Tra questi c’è Ardaco Productions, che ospita Shared Abitat, progetto di Enzo Coluccio e Priyanka Singh Parihar. A poca distanza, Vectorealism apre il proprio Digital Fabrication Studio & FabLab, portando nel percorso una dimensione legata alla sperimentazione tecnologica e alla produzione digitale.
Di Studio in Studio e l’Ex Saponificio Gavazzi
Ma la vera novità dell’edizione 2026 è l’apertura dell’affascinante Ex Saponificio Gavazzi. Un edificio legato alla storia del quartiere diventa, in occasione del festival, un luogo di incontro tra archeologia industriale e ricerca contemporanea. Così, il progetto Quando le stelle volteggiavano sull’acqua. Archeologia del desiderio a Porto di Mare riunisce lavori di Alessandra Caccia, Manfredo Fanti, Caterina Gatti, Giacomo Pellini, Nicola Sacco, Raffaele Vertaldi e Carmelo Violi. Le opere costruiscono una sorta di costellazione attorno al tema del luogo, interrogando la memoria, il paesaggio, le trasformazioni e il rapporto tra esperienza individuale e territorio. E l’ex saponificio, in questo senso, diventa una testimonianza della città che è stata e, proprio per questo, un punto di osservazione sulla città che sta diventando.
“Quest’anno arrivare fino a Porto di Mare significa anche confrontarsi con un territorio in trasformazione, dove la memoria industriale convive con nuove presenze e nuove energie. L’apertura dell’Ex Saponificio Gavazzi è particolarmente significativa proprio per questo: un luogo con una storia importante che per alcuni giorni torna a essere attraversato e vissuto attraverso l’arte, la fotografia, la pittura, la letteratura e altri linguaggi. Credo che oggi il valore di un festival come Di Studio in Studio stia soprattutto nella capacità di creare connessioni: tra artisti, spazi e quartiere, ma anche tra persone che magari non si sarebbero mai incontrate. È un modo semplice e diretto di avvicinare l’arte alla città e, allo stesso tempo, di guardare il territorio con occhi nuovi”, continua Baroni.
L’obiettivo del festival Di Studio in Studio
Così il pubblico è chiamato semplicemente a perdersi. Non c’è infatti un ordine obbligatorio delle tappe. Sabato e domenica, dalle 16 alle 20, gli studi e gli spazi partecipanti saranno visitabili liberamente. Mentre per chi preferisce affidarsi a un racconto guidato sono previsti tour gratuiti alle 16 e alle 18, con due partenze differenti: Piazza San Luigi e la fermata M3 di Porto di Mare, all’uscita di Via Gaggia. I due percorsi seguono itinerari diversi e possono essere combinati, permettendo di entrare e uscire dalla narrazione del festival secondo i propri interessi.
Di Studio in Studio 2026 a Sud dello Scalo Romana // 19-20 settembre 2026
Sabato e domenica | ore 16–20. Tour guidati gratuiti | ore 16 e 18
Partenze: Piazza San Luigi / fermata M3 Porto di Mare
Instagram: @distudio_instudio
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