Il Museo Poldi Pezzoli di Milano ritrova il suo Salone dorato: torna visibile la sala nascosta da cinquant’anni

Terminati il restauro e il riallestimento della storica stanza della casa museo. Il progetto finanziato da World Monuments Fund Italia restituisce alla città una versione “più autentica” della sala

È una vicenda che lega due protagonisti della storia culturale milanese, Gian Giacomo Poldi Pezzoli e Fernanda Wittgens, quella del Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli, che d’ora in poi si presenta ai visitatori in una veste nuova grazie al restauro e riallestimento finanziati e promossi dal World Monuments Fund Italia su progetto di Alessandra Quarto, direttrice del museo milanese, e Piero Guicciardini. Ed è, anche, una vicenda simbolica della migliore Milano possibile: quella che sa guardare al futuro tenendo insieme i pezzi eccezionali del proprio passato.

Il Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli. Ph: Pietro Menzione Giordano
Il Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli. Ph: Pietro Menzione Giordano

La storia del Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli

Il Salone dorato, la stanza più sfarzosa e ricca di capolavori del museo milanese, prende il nome dal soffitto in legno dorato che Poldi Pezzoli aveva progettato poco prima della sua morte, scegliendo personalmente i marmi da usare e chiamando i migliori artigiani e artisti dell’epoca, negli Anni Settanta del XIX secolo. Con i bombardamenti del 1943 il salone fu completamente distrutto e la riapertura del Museo Poldi Pezzoli aprì un dibattito tra chi voleva la sua demolizione e chiusura e chi, invece, puntava a riaprirlo, come Fernanda Wittgens. Fu lei ad averla vinta e fu lei a promuovere il riallestimento, presentato nel 1951, ispirato al salone originario. E in mezzo al nuovo soffitto ligneo collocò 90 tavolette rinascimentali d’area cremasca che lo Stato aveva donato al museo come risarcimento bellico.

Milano ha un “nuovo” Salone dorato

Il Salone dorato di Wittgens venne, poi, coperto nel 1974 con un controsoffitto a volte che celò l’impianto ligneo, abbassò l’altezza dell’ambiente di più di un metro e rese necessario lo spostamento sia delle tavolette (di cui molte finirono in deposito) che di una gigantesca specchiera del ‘700 veneziano e degli arazzi appesi alle pareti. Oggi, dopo tre mesi di lavori, il Salone dorato torna visibile in una veste che permette di apprezzarne l’originaria altezza e spazialità, dando nuovo respiro anche alla serliana con i suoi marmi policromi tornati del tutto visibili. Nel corso del tempo alcuni elementi erano già stati ripristinati – per esempio, la specchiera era tornata nella stanza –, ma è indubbiamente questo l’intervento più significativo della storia del salone, con cui anche le tavolette cremasche non ancora esposte nelle altre sale del museo sono tornate a “decorare” il soffitto.

Il restauro come occasione di studio

Tutto è nato da una video-ispezione del controsoffitto nel gennaio 2025 per verificare la presenza dei materiali Anni Cinquanta. Dopo un anno e mezzo di lavoro, il Museo Poldi Pezzoli e il World Monuments Fund sono arrivati alla trimestrale campagna di restauro dell’estate 2026 avendo collezionato studi e ricerche a sostegno dell’intervento sul Salone dorato. Si sono, così, comprese ancor più a fondo la raffinatezza e l’aggiornamento di Gian Giacomo che, per esempio, si fece spedire il catalogo Christofle, marchio francese che in quegli anni aveva progettato una speciale lega metallica con cui realizzare rosette e altri elementi decorativi utilizzati nella serliana del Salone dorato. Il restauro ha riguardato, oltre allo spazio, anche alcuni oggetti lì conservati, come la specchiera veneziana che è stata rimessa a nuovo negli spazi del museo, sotto gli occhi dei visitatori, oltre che degli studiosi.

Il ritorno del World Monuments Fund in Italia

Nato nel 1965 su volontà del colonnello statunitense James A. Gray per preservare in particolar modo il patrimonio italiano (da Pisa con la sua Torre alla Firenze post-alluvione), il World Monuments Fund ha messo radici a New York, dove ha la sua sede principale, affiancata da altre nove sedi sparse nel mondo tra Europa, Americhe e Asia. Il progetto del Poldi Pezzoli segna, dopo anni di assenza, il ritorno del World Monuments Fund in Italia, con una nuova sede aperta a Milano – con grande orgoglio di Fiorella Ballabio, direttrice di World Monuments Fund Italia.

Il Salone dorato incontra la città

Per celebrare una nuova, capitale fase della storia del Salone dorato e del Museo Poldi Pezzoli, sabato 19 settembre dalle ore 10 alle ore 18 l’ingresso al museo sarà gratuito. Dal 24 settembre, invece, ogni giovedì in pausa pranzo saranno organizzate delle speciali visite guidate dedicate a questa sala, alla sua storia e ai capolavori che conserva. Come spiega la direttrice Alessandra Quarto, tutto si inserisce in un percorso di “consapevolezza della responsabilità che ogni istituzione culturale ha nei confronti della propria storia e delle generazioni future”. E negli ultimi anni – tra apertura dell’Orangerie, riallestimenti mirati e restauro del Salone dorato – il Poldi Pezzoli ha dato prova di essere estremamente consapevole e responsabile, attestandosi tra i principali luoghi di storia e cultura meneghini.

Vittoria Caprotti

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Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti (Voghera, 1998) è laureata in Storia dell'Arte Medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dopo aver frequentato il triennio di Valorizzazione dei Beni Culturali presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Fa parte della redazione di…

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