Una dimora privata di Venezia apre eccezionalmente al pubblico tra Lucio Fontana, Gio Ponti e collectible design
Dall’11 settembre al 3 ottobre 2026 Palazzo Ca’ Donà apre eccezionalmente le sue porte per il primo capitolo di ORBITA, una piattaforma che parla di architettura, arte contemporanea e collectible design
Spesso in una città stratificata come Venezia capita che siano le case a raccontare le storie più interessanti. Tra queste, per esempio, c’è Palazzo Ca’ Donà, nel sestiere di Santa Croce, dove dall’11 settembre al 3 ottobre 2026 una residenza storica, per alcune settimane, diventa un laboratorio aperto al pubblico dedicato all’arte e al design. Si tratta di ORBITA, il nuovo progetto culturale internazionale ideato dallo studio di design ETEREO, studio di architettura e interior design con sedi a Milano e Dubai. Così, le opere entrano nelle stanze, ne seguono proporzioni e atmosfere, si confrontano con superfici, decorazioni e tracce del tempo.
Il progetto ORBITA ideato da ETEREO a Venezia
“Ca’ Donà è nato prima di ORBITA: prima come progetto, poi come luogo da ascoltare”, raccontano Stefania Digregorio e Mirko Sala Tenna, fondatori di ETEREO. “Da quel percorso è emersa un’intuizione: i luoghi con cui lavoriamo non sono soltanto architettura. Custodiscono memorie, storie e la possibilità di generare nuovi incontri. ORBITA nasce per dare forma a questa visione: una piattaforma itinerante che attraversa residenze private, mette in dialogo arte e design da collezione e apre questi luoghi straordinari a nuove prospettive e nuovi pubblici”.

La storia di Ca’ Donà e l’arrivo del progetto ORBITA
A Ca’ Donà, tra Ca’ Pesaro e la sede veneziana di Fondazione Prada, ORBITA si inserisce proprio in questo intervallo, prima che gli ambienti tornino alla loro destinazione residenziale. Dunque l’architettura si restituisce come un organismo ancora in divenire e il pubblico entra in un luogo che conserva la dimensione della casa e, allo stesso tempo, viene temporaneamente sottratto alla sua funzione originaria. E la casa diventa una piattaforma per far incontrare oggetti, opere e linguaggi differenti, oltre che un modo per mettere in discussione la tradizionale separazione tra spazio espositivo e spazio domestico.
L’arte che cambia la percezione degli ambienti con ORBITA: i protagonisti
Così, gli ambienti sono attraversati da riferimenti geografici, materici e culturali che evocano l’idea del viaggio, tema profondamente legato alla storia di Venezia come luogo di passaggio e incontro. Alcune sale assumono cromie e suggestioni riconducibili all’India, altre guardano all’Africa, costruendo una sequenza di scenari nei quali il design da collezione e l’arte contemporanea modificano la percezione dello spazio. Tra questi la galleria Nilufar porta negli ambienti una selezione che accosta figure storiche del design italiano a protagonisti della ricerca contemporanea, mentre Brun Fine Art costruisce un ulteriore livello di dialogo tra pittura, scultura, ceramica e arredo. Tra gli autori presenti figurano, fra gli altri, Gio Ponti, Gabriella Crespi, Ico Parisi, Venini, Bethan Laura Wood, Osanna Visconti e Vikram Goyal. Mentre sul versante dell’arte compaiono nomi come Lucio Fontana, Fausto Melotti, Pietro Melandri, Francesco Hayez, Corrado Cagli e Carlo Zauli. Una pluralità che evita di costruire un racconto rigidamente cronologico e preferisce lavorare per accostamenti, tensioni e corrispondenze. A questa geografia di opere si aggiunge la ricerca dello scultore Massimiliano Pelletti, che interviene sul tema della classicità attraverso il marmo, e quella di AnotherView, con installazioni video immersive pensate per ampliare la dimensione percettiva del percorso.
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ORBITA: obiettivi e futuro
ORBITA non nasce infatti attorno a una collezione permanente né a uno spazio espositivo “fisso”. La sua struttura è itinerante e ogni nuova edizione dovrebbe misurarsi con una residenza diversa, in una città diversa, lasciando che siano il contesto architettonico e la sua storia a determinare parte del racconto. L’obiettivo, infatti, è quello di riportare l’arte fuori dagli spazi istituzionali senza trasformarla semplicemente in decorazione. È un equilibrio delicato, soprattutto quando arte e collectible design convivono in ambienti di alta rappresentanza. Ma a Ca’ Donà la scommessa è proprio questa.
ORBITA Venezia
dall’11 settembre al 3 ottobre 2026
(esclusivamente su prenotazione)
Palazzo Ca’ Donà, Santa Croce 2211, Venezia
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