Uno stagno nero dentro una maison di pelletteria: l’artista Hans Op de Beeck ferma il tempo a Bruxelles

La maison Delvaux presenta una nuova installazione immersiva realizzata con l’artista belga Hans Op de Beeck

A Bruxelles, dove nel 1829 nasce Delvaux, il tempo è materia. Si conserva negli archivi, nei gesti degli artigiani, nelle pelli lavorate e nei modelli destinati ad attraversare le generazioni. È anche il tempo sospeso evocato da Hans Op de Beeck, con cui la maison incontra l’arte contemporanea negli spazi di Delvaux Arsenal.

L'installazione di Hans Op de Beeck alla maison Delvaux di Bruxelles. Courtesy Delvaux
L’installazione di Hans Op de Beeck alla maison Delvaux di Bruxelles. Courtesy Delvaux

Hans Op de Beeck da Delvaux: un giardino grigio dentro l’atelier

Fondata a Bruxelles nel 1829, Delvaux è la più antica maison di pelletteria di lusso al mondo ancora attiva, con una produzione che continua nei propri atelier. La sua storia precede la contemporanea cultura della it bag: la maison (che ha anche instaurato un rapporto di collaborazione con la Fondazione Magritte) guarda alla possibilità che un oggetto mantenga la propria identità nel tempo. Infatti, nel 1908, Delvaux deposita il brevetto per la prima borsa da donna di lusso in pelle, seguendo l’evoluzione di una società in cui l’accessorio accompagna una crescente mobilità femminile. Lo stesso accade con borse da viaggio e valigie, evolute insieme ai nuovi sistemi di trasporto. Oggi l’archivio conta oltre 3.000 design, tra cui alcuni dei modelli più riconoscibili della maison: The Brilliant (1958), The Tempête (1967), The Pin (1972) e The Cool Box (2018). Forme diverse, accomunate dall’idea di non esaurirsi in una stagione, ma di poter diventare patrimonio e memoria.

L'installazione di Hans Op de Beeck alla maison Delvaux di Bruxelles. Courtesy Delvaux
L’installazione di Hans Op de Beeck alla maison Delvaux di Bruxelles. Courtesy Delvaux

Il craft tra precisione e innovazione

Negli atelier Delvaux, artigianalità e innovazione convivono. Macchinari dedicati a taglio e piegatura velocizzano alcune fasi, mentre la costruzione rimane affidata alla precisione manuale. La stessa cura riguarda la materia. Delvaux utilizza il primo strato della pelle, più resistente ma anche più difficile da lavorare, in spessori estremamente sottili. I ritagli vengono recuperati per componenti interni, come parti di manici e chiusure, contribuendo a elasticità e resistenza. I bordi vengono invece dipinti a mano più volte, fino a tre applicazioni. È qui che tecnologia e gesto artigianale si incontrano.

L'installazione di Hans Op de Beeck alla maison Delvaux di Bruxelles. Courtesy Delvaux
L’installazione di Hans Op de Beeck alla maison Delvaux di Bruxelles. Courtesy Delvaux

Un giardino dove il tempo si ferma

All’interno di Delvaux Arsenal, Hans Op de Beeck ha costruito un ambiente sospeso, un giardino immersivo attraversato da uno stagno d’acqua nera, vegetazione e figure scultoree: l’ambiente unitario è delimitato dalla moquette, che circonda un laghetto trompe-l’œili; le figure infantili sono una in fase di contemplazione e l’altra semplicemente annoiata. Al centro, un planetario meccanico del XVIII Secolo reinterpretato in forma scultorea riunisce pianeti e lune, evocando il rapporto tra tempo, spazio e dimensione umana. Un paesaggio sonoro completa l’atmosfera.

Su piedistalli di diverse altezze, le creazioni Delvaux emergono dalla monocromia dell’artista, assumendo una presenza quasi scultorea. Tra queste, un Brillant unico, nato da un’idea di Op de Beeck e sormontato da due piccoli uccelli, diventa parte dell’installazione. Il dialogo passa anche dal colore: alle sfumature di grigio dell’artista risponde la ricerca di Delvaux sulle nuance della pelle, dalle tonalità più delicate a quelle profonde. Due linguaggi diversi che condividono un’attenzione alla forma e alla materia. L’installazione diventa così uno spazio in cui il tempo rallenta, lasciando emergere il valore della cura e della memoria

Erika del Prete

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Erika del Prete

Erika del Prete

Appassionata d'arte in ogni sua forma e amante dell'estetica. Laureata in Design della Moda, con tesi in Styling, collabora con diverse riviste su temi quali Fashion, Lifestyle, Cinema e Musica. Affascinata dal vintage e dalle storie di ogni singolo, si…

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