Marc Chagall ad Aosta: la religione e la spiritualità per il grande artista che amava la Bibbia
Oltre 120 opere documentano fino al 25 ottobre la relazione tra l’artista bielorusso e i testi biblici. Ma anche la sua passione per l’editoria…
È un taglio particolare quello della mostra aostana dedicata a Marc Chagall, uno dei più noti, studiati, collezionati ed esposti artisti del XX secolo, dal titolo Marc Chagall tra poesia e spiritualità. La rassegna, realizzata con il Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza, presenta oltre 120 opere sul rapporto tra il grande artista, nato nel 1887 nel distretto di Vitebsk, nell’attuale Bielorussia, e i testi biblici. Ambroise Vollard, il grande gallerista, forse il primo nell’accezione moderna del termine, gli commissiona le illustrazioni per la Bibbia nel 1930. L’impresa dura parecchi anni. Con le opere esposte ci troviamo di fronte a quella tipologia di libro d’artista, oggi sempre meno frequentata, di cui il bielorusso è stato uno dei più significativi interpreti. L’artista come illustratore del testo, interprete iconografico della parte scritta.

La mostra ad Aosta dedicata a Chagall
Curatori dell’esposizione sono Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz, oltre a Daria Jorioz direttrice del Museo Archeologico Regionale, che ospita la mostra. Nel suo testo in catalogo (Allemandi), quest’ultima cita un passo di Ernst Gombrich: “Pittore venuto a Parigi da un piccolo ghetto provinciale russo avanti la Prima guerra mondiale, non lasciò offuscare le sue impressioni d’infanzia dalla dimestichezza con gli esperimenti moderni. Le sue pitture di scene di villaggio, come quella del musicante che è diventato tutt’uno con lo strumento, sono riuscite a conservare qualcosa del sapere e dell’incanto infantile della vera arte popolare“. La pittura di Chagall è, infatti, totale, intrisa di ricordi, situazioni, atmosfere della cultura ebraica russa dalla quale proviene.
La Bibbia per Chagall
La Bibbia è stata per lui una infinita fonte di conoscenza e di ispirazione come sottolineano le opere in mostra. Per realizzare il lavoro commissionatogli da Vollard, l’artista si reca in Palestina nel 1931, dove scopre i luoghi della sua origine spirituale, religiosa e culturale. La sua è un’elaborazione, un ripensamento, una rilettura in cui sono la sua cultura d’origine, ma anche la novità delle avanguardie che aveva conosciuto e guardato con interesse pur senza entrare a farne parte. Attraverso le opere di tema sacro, Chagall racconta i temi dell’esilio, della sofferenza, della speranza, dell’amore, della giustizia e della pace in un periodo di grande complessità per la storia del mondo, dalle persecuzioni, alle crudeli dittature, alle guerre. Una ricerca la sua, che oggi può offrire ulteriori interpretazioni.
Il percorso della mostra di Aosta
In mostra grande spazio è riservato anche ai bozzetti per la produzione di vetrate, in cui il rimando è all’arte gotica, che Chagall aveva potuto studiare dal vero a Parigi. Una parte della ricerca che si sviluppa soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Nel 1962 inaugura le vetrate per la sinagoga dell’Hadassah University Medical Center nel quartiere di Gerusalemme Ein Kerem: un’opera esegetica che si sviluppa in dodici grandi vetrate, ciascuna con un colore dominante, che rappresentano le dodici tribù di Israele e i figli di Giacobbe. Tra il 1958 e il 1968 realizza le vetrate per la Cathédrale de Saint-Étienne a Metz, in Francia. Due anni dopo inaugurano quelle della chiesa di Fraumünster di Zurigo. Nelle vetrate colore e trasparenza si fondono in un unicum di luce, che si coglie anche nei bozzetti in mostra.
Chagall: il Cantico dei cantici
Altrettanto interessante è la parte della rassegna dedicata a Il Cantico dei Cantici, a cui l’artista si è dedicato sempre negli anni della maturità in cui la fede, l’amore, la memoria, la biografia in termini personali, ma anche storici, sono posti a confronto in una grande riflessione di natura poetica e spirituale.
Angela Madesani
Aosta // fino al 25 ottobre 2026
Marc Chagall tra poesia e spiritualità
MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE DI AOSTA – Piazza Pierre-Leonard Roncas, 12
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