E se l’Aeroporto di Fiumicino diventasse destinazione culturale? Il futuro di Roma secondo Veronica Pamio. Il video 

Nella nuova puntata di Vision of Roma, la Chief Commercial Officer di Aeroporti di Roma immagina l’Aeroporto di Fiumicino come un luogo capace di accogliere mostre e progetti d’arte contemporanea

Può un aeroporto diventare una destinazione culturale, e non soltanto un luogo di passaggio? È la domanda da cui prende avvio la nuova puntata di Vision of Roma, il progetto ideato da Spazio Taverna che raccoglie voci e prospettive sul futuro della Capitale. Protagonista dell’Episodio 6 è Veronica Pamio, Chief Commercial Officer di Aeroporti di Roma, che riflette sul ruolo di Fiumicino nell’immagine internazionale della città e sulla possibilità di trasformare l’esperienza aeroportuale attraverso la cultura.

Il futuro dell’Aeroporto di Fiumicino nella nuova puntata di “Vision of Roma”

Per Pamio, guardare al futuro di Roma significa trovare un equilibrio tra la tutela della memoria e la capacità di innovare. Un principio che riguarda anche le infrastrutture: l’aeroporto, primo luogo attraversato da milioni di visitatori, può diventare uno spazio in cui la storia della città dialoga con l’eccellenza contemporanea italiana. L’inserimento di opere d’arte negli scali, racconta, ha inizialmente suscitato alcune critiche, ma ha dimostrato come antico e contemporaneo possano convivere quando messi in relazione con rispetto.

L’Aeroporto di Fiumicino per ripensare l’accoglienza nella Capitale

La prospettiva si lega anche a una nuova idea di turismo. L’obiettivo è intercettare non soltanto chi arriva per la prima volta a Roma, ma anche i cosiddetti repeaters, invitandoli a scoprire luoghi meno conosciuti e a distribuire i flussi oltre le destinazioni più frequentate. In questa visione, Fiumicino può diventare una delle infrastrutture attraverso cui ripensare l’accoglienza e l’immagine internazionale della Capitale.

Andare all’Aeroporto di Fiumicino anche solo per l’offerta culturale

Il progetto di sviluppo dello scalo, che punta a 100 milioni di passeggeri, si accompagna così a una riflessione sulla qualità dell’esperienza. L’ambizione, spiega Pamio, è fare in modo che il turista possa scegliere di fermarsi in aeroporto anche per l’offerta culturale: arrivare a Fiumicino per visitare una mostra, incontrare l’arte contemporanea italiana e scoprire, ancora prima di entrare in città, una parte dell’identità culturale del Paese.

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Redazione

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