La relazione tra corpo umano e città. Un Antony Gormley inedito in mostra a San Gimignano 

Fino al 13 settembre negli spazi di Galleria Continua a San Gimignano è possibile visitare la mostra Antony Gormley, che si è aperta in dialogo con l’azione performativa di Nikhil Chopra sotto l’Arco dei Becci

Non è un inedito questo incontro tra Antony Gormley e Nikhil Chopra alla Galleria Continua. Già nel 2012 i due artisti avevano dialogato con la Galleria: Vessel e Inside Out lasciano spazio nel 2026 a What holds us e Embers/Braci.

Nikhil Chopra - EMBERS / BRACI Nikhil Chopra and Uriel Barthélémi, 2026, 3 hours performance-installation, GALLERIA CONTINUA / San Gimignano, ©️ Francesco Raco
Nikhil Chopra – EMBERS / BRACI Nikhil Chopra and Uriel Barthélémi, 2026, 3 hours performance-installation, GALLERIA CONTINUA / San Gimignano, ©️ Francesco Raco

Nikhil Chopra a San Gimignano

Nella sede dell’Arco dei Becci ha avuto luogo, nel corso dell’opening, una performance di Nikhil Chopra (Goa, 1974) insieme al compositore, batterista e musicista elettronico Uriel Barthelemi: per tre ore i due artisti si sono mossi tra teatro, musica e installazione sullo sfondo delle opere pittoriche che Chopra aveva già realizzato in occasione delle performances Fire x Fire – Ignition e Fire x Fire – Combustion. Se da una parte San Gimignano è stata scossa dalle metamorfosi, flussi e pulsazioni dell’atto artistico e carico energicamente di Chopra, dall’altra la città si è sentita sostenuta dalla pesantezza materica delle opere scultoree di Sir Gormley. What Holds us è una monografica in cui l’artista londinese vuole approfondire e mettere in discussione nuovamente il proprio interesse nei confronti del corpo: ne indaga i confini, la fisicità, la relazione con l’ambiente circostante e soprattutto attraverso il corpo e la sua espressività gestuale ne esplora le emozioni e stati d’animo.

Il corpo materico di Antony Gormley

L’umano è da sempre stato il fulcro della riflessione artistica di Antony Gormley (Londra, 1950) . Come Giuseppe Penone sfoglia le fibre degli alberi, il maestro della scultura britannico si impegna a ricostruire una storia dell’uomo centralizzandone il corpo. Lontano dalla ritrattistica e dalla semplice rappresentazione narrativa, il corpo di Gormley indaga l’immedesimazione reciproca che avviene tra opera e osservatore, diventa un luogo di trasformazione in cui sensazioni ed emozioni si sovrappongono. L’artista intende la fisicità come oggetto da contenere e contenitore stesso, implica così un rapporto sia con l’ambiente che lo accoglie che con il suo spazio interiore, dando vita ad un intenso dialogo tra esterno ed interno. È una ricerca costante sulla condizione interna biologica e interiore dell’essere umano che coinvolge in ultima analisi la sfera effimera delle emozioni.

Antony Gormley, INNERCITY 2026, cardboard, 15 figures, variable dimensions. Copyright: © the Artist. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio
Antony Gormley, INNERCITY 2026, cardboard, 15 figures, variable dimensions. Copyright: © the Artist. Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

L’incontro tra Antony Gormley e Nikhil Chopra alla Galleria Continua di San Gimignano

Nello spazio di Galleria Continua di San Gimignano, il percorso espositivo di What Holds us prende vita con la presenza di tre Blockworks, ovvero opere in basalto di grandi dimensioni che attraverso la relazione con l’edificio intendono invertire il ruolo della cariatide: sono le statue, infatti, molto materiche e pesanti, a cercare il sostegno da parte dell’architettura. Analogamente alle icone della plastica classica presentano lineamenti umani e di questi ne esprimono gli stati dell’anima. La mostra continua nel labirinto della galleria con sculture in cemento, pietra, ferro e terracotta, evidenziando l’interesse dell’artista nei confronti dei diversi materiali che personalmente associa a fasi diverse della storia dell’uomo. Qui vengono presentati alcuni dei suoi celeberrimi Slabworks, ovvero sculture realizzate attraverso un processo di impilamento a peso morto di blocchi, che a loro volta per attenzione alla forma, semplicità compositiva e forte matericità risuonano con alcune delle sculture minimaliste di Carl Andre. Infine, nello spazio della platea dell’ex teatro-cinema di Galleria Continua viene ricreata da Antony Gormley una città interiore attraverso una contemporanea, movimentata e fragile installazione.

L’opera inedita di Gormley

L’installazione, presentata nella platea di Galleria Continua è composta da quindici edifici-scatole di cartone ed è concepita come luogo in cui l’uomo può conoscersi e riconoscersi interiormente attraverso il rapporto con l’altro, Innercity (2026) è uno spazio di re-incanto. Qua l’architettura urbana è ridotta all’essenziale ed è concepita come spazio protettivo ed abitabile, diventa luogo di incontro e interazione. Per la prima volta Gormley introduce il cartone all’interno della propria opera proponendolo come metafora della contemporaneità, con questo materiale l’artista ci racconta della costante crescita di acquisti e spedizioni che vengono fatti ordinariamente on-line. Innercity diventa la città di Amazon ma comunque si impegna a guarire il rapporto ostile che corre tra uomo e architettura. Davanti a questa installazione siamo invitati ad entrare in contatto diretto con le architetture (le scatole) e i loro abitanti (gli altri visitatori), siamo incentivati a muoverci liberamente in contrasto alla decorosa distanza che deve essere mantenuta tra l’osservatore e l’opera. Secondo Gormley, solo agendo come bambini all’interno dello spazio urbano è possibile svelare le più profonde paure e speranze che l’inconscio nasconde ma l’architettura esprime.

Ines Valori

San Gimignano // Fino al 13 settembre 2026
Anthony Gormley e Nikhil Chopra
GALLERIA CONTINUA, Via del Castello, 11
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