C’è una nuova installazione immersiva che trasforma il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze 

L’intervento è del collettivo danese SUPERFLEX che modifica la percezione del cortile rinascimentale affrontando il tema della crisi climatica e l’antropocentrismo

Ci sono otto colonne in travertino rosa, composte da elementi modulari e collocate all’interno di una grande vasca d’acqua al centro del cortile di Palazzo Strozzi a Firenze. Le superfici sfaccettate dei blocchi, irregolari e articolate, moltiplicano i piani di riflessione: il cielo, le arcate del cortile e i visitatori stessi che vengono continuamente restituiti e deformati dalla presenza dell’acqua. Si tratta dell’intervento del collettivo danese SUPERFLEX che dal 14 aprile al 2 agosto 2026 presenta l’installazione site-specific There Are Other Fish In The Sea, a cura di Arturo Galansino nell’ambito del programma Palazzo Strozzi Future Art.

Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze
Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze

Il collettivo danese SUPERFLEX trasforma il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze

Le colonne, pur richiamando formalmente una tradizione architettonica, sono concepite come strutture aperte a un uso non umano. La loro forma, caratterizzata da superfici ampie e discontinuità materiche, risponde infatti a criteri che favoriscono la proliferazione della vita marina. In questo senso, l’installazione vuole dare l’idea di edifici pensati fin dall’origine per essere abitati da specie diverse, in un contesto in cui l’innalzamento dei mari ridefinisce le condizioni stesse dell’abitare.

Ecco come il collettivo danese SUPERFLEX trasforma il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze

Il cortile rinascimentale diventa così un luogo di proiezione. L’acqua, elemento centrale dell’opera, è anche un chiaro riferimento al sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966. Senza ricorrere a rappresentazioni esplicite, l’installazione introduce un legame tra passato e futuro, tra evento traumatico e possibile scenario globale, suggerendo una continuità tra ciò che è stato e ciò che potrebbe accadere, nuovamente.

C’è una nuova installazione immersiva che trasforma il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze 

L’intervento di SUPERFLEX a Firenze e l’architettura interspecie

Alla base del progetto si colloca una riflessione più ampia sull’“architettura interspecie”, sviluppata dal collettivo – fondato nel 1993 da Jakob Fenger, Rasmus Rosengren Nielsen e Bjørnstjerne Christiansen – attraverso un proprio manifesto. L’idea è quella di superare una concezione antropocentrica dello spazio costruito, aprendo a modelli di progettazione che tengano conto delle esigenze di altri organismi viventi.

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Redazione

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