In Piemonte l’arte entra nelle vigne per celebrare un importante anniversario

È il 50° anno di vendemmia del Barbaresco per la Cantina Pertinace di Treiso, in provincia di Cuneo. Per festeggiare l’occasione, Ugo Nespolo ha realizzato un’etichetta ad hoc (e non è il solo artista coinvolto)

Era il 1973 quando 13 amici si riunirono per dare vita a una cantina cooperativa che unisse l’alta qualità del vino delle Langhe a una gestione popolare e condivisa del prodotto. È così che a Treiso, in provincia di Cuneo, è nata Cantina Pertinace che oggi, più di mezzo secolo più tardi, celebra i 50 anni di vendemmia del suo Barbaresco, e lo fa aprendosi al mondo dell’arte. Tra tradizione, rinnovamento e attenzione a ciò che succede sul territorio, la cantina ha, infatti, chiamato Ugo Nespolo (Mosso, 1941) per ideare un’etichetta celebrativa, mentre Alberto Capozzi (Padova, 1975) ha installato una scultura tra i filari d’uva e altre opere stanno per arrivare.

L'opera di Ugo Nespolo per il 50 anni del Barbaresco Cantina Pertinace
L’opera di Ugo Nespolo per il 50 anni del Barbaresco Cantina Pertinace

Collaborazione e reciprocità sono il carattere di Cantina Pertinace

L’apertura e la collaborazione caratterizzano la storia della cantina fin dai suoi primi momenti: “Pertinace è nata da un’idea semplice e fortissima: fare insieme ciò che da soli sarebbe stato più difficile. Oggi, dopo 50 vendemmie di Barbaresco, celebriamo il lavoro e la fiducia tra i soci, che hanno costruito negli anni una realtà solida, capace di interpretare il territorio con coerenza e qualità. Questo anniversario è un ringraziamento a chi c’era all’inizio e a chi continua a crederci: il nostro futuro, come il nostro vino, nasce dalla collaborazione”, sottolinea Roberto Flori, Presidente di Cantina Pertinace.

L’opera di Ugo Nespolo per i 50 anni del Barbaresco di Cantina Pertinace

Come spiega Ugo Nespolo, quella che ha realizzato “è un’immagine viva e dinamica, come Cantina Pertinace e le sue attività – attività della vita vera, a cui l’artista deve legarsi, uscendo dal proprio studio”. Le forme e i colori che caratterizzano la produzione dell’artista piemontese incontrano, così, l’immaginario della vendemmia e della vita in vigna: intrichi di grappoli, tralci e foglie dalle cromie accese; astrazioni di colline e terrazzamenti; il numero 50 che campeggia. Un’immagine che sa e vuole parlare a tutti: “Quando Cesare e Pertinace mi hanno proposto di celebrare le 50 vendemmie del loro Barbaresco, ho pensato subito che non fosse solo un anniversario, ma un racconto collettivo: persone, colline, lavoro, tempo. Ho voluto tradurre tutto questo in un’etichetta che fosse un segno di festa e di energia, capace di unire arte e territorio. In una cooperativa c’è un’idea che mi è sempre piaciuta: l’opera nasce dall’insieme, dalla fiducia reciproca”.

Cantina Pertinace tra tradizione e innovazione

Cinquant’anni di Barbaresco Pertinace non sono solo una ricorrenza: sono la prova concreta che, quando una comunità lavora unita, la qualità diventa un percorso possibile e continuo”, spiega Cesare Barbero, Direttore di Cantina Pertinace. “Questa 50° vendemmia celebra i traguardi raggiunti vendemmia dopo vendemmia, ma soprattutto rilancia il nostro impegno per il futuro: innovare, valorizzare Treiso e il nostro Barbaresco, restando fedeli allo spirito cooperativo che ci ha fatto crescere”. In questo progetto di innovazione e valorizzazione, l’arte gioca evidentemente un ruolo centrale. Come sottolinea Ugo Nespolo, vino e arte dialogano da lungo tempo: Picasso ha realizzato svariate etichette, così come Hartung, e Dubuffet era addirittura commerciante di vini.

L’opera di Alberto Capozzi nelle vigne di Cantina Pertinace

Con Alba scelta come Capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2027, tutte le Langhe sono pronte ad accogliere artisti, opere e visitatori, e Cascina Pertinace si è ben sintonizzata sull’onda, prestando attenzione alla vita del territorio. C’è, infatti, una scultura di Alberto Capozzi già installata nelle vigne. La posizione suggestiva dona grande leggerezza all’opera e fa sì che, nonostante le sue proporzioni notevoli, questa arrivi davanti al visitatore come in punta di piedi. “L’opera mostra quel che la vite e il vino hanno rappresentato nella storia, quindi, si parte da una fonte divina e si arriva all’uomo per produrre fantasie e nuove immagini”, spiega l’artista. A breve verranno, inoltre, installate 11 gigantografie fotografiche di Olivia Arthur (Londra, 1980) – fotografa documentarista, tra i membri di Magnum Photos – che segneranno il sentiero d’arte percorso da clienti e visitatori all’interno della cantina stessa.

Vittoria Caprotti

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Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti (Voghera, 1998) è laureata in Storia dell'Arte Medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da giugno 2024 lavora a Casa Testori occupandosi della comunicazione; dell'organizzazione di mostre, eventi e laboratori; dello spazio espositivo La Collezione -…

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