Guida alle mostre da non perdere a Basilea per l’estate 2024 

Tutti gli eventi espositivi imperdibili da visitare nella città svizzera nei giorni della fiera e non solo: il programma continua per tutta l’estate

I giorni caldi del mercato dell’arte in Svizzera sono arrivati: Art Basel anima la cittadina di Basilea dal 13 al 16 giugno 2024. Accanto agli stand della fiera le rive del Reno aspettano di essere percorse in lungo e in largo, alla ricerca delle mostre imperdibili di quest’anno. Il programma espositivo dei Musei cittadini è infatti molto ricco: dai neon di Dan Flavin al Kunstmuseum, alle pittrici rinascimentali, alle stampe giapponesi di Hokusai e Hiroshige. E poi ci sono le nuove proposte di arte contemporanea, collettive o meno che siano. Mappa alla mano: questi sono tutti gli eventi per noi immancabili.  

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Dan Flavin e il Novecento africano al Kunstmuseum

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Stampe giapponesi, pittrici e opere su carta ancora al Kunstmuseum

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Mika Rottenberg al Tinguely Museum

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All my love spilling over alla Fondation Beyeler

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Due proposte al femminile alla Kunsthalle

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Il Museum Der Kulturen Basel rispolvera i suoi primi 12 mila oggetti acquisiti

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La Rinaturalizzazione alla Kunsthaus Baselland

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Le illustrazioni di Richard McGuire al Cartoonmuseum

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Il design fantascientifico al Vitra Design Museum

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Bellezza virtuale e tecnologia all’Hek Museum

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Il futuro dell’architettura svizzera al Swiss Architecture Museum

Per le due grandi mostre organizzate in occasione di Art Basel, il Kunstmuseum propone i neon psichedelici di Dan Flavin, accanto a una grande rassegna sull’arte africana contemporanea. 
Si parla prima di tutto delle 58 opere dell’artista americano – alcune delle quali mai esposte in Svizzera – che torna qui dopo dodici anni di assenza. E ad attendere il pubblico non ci sono i neon colorati per cui Flavin è universalmente noto. L’esposizione comprende anche una ventina di disegni su carta, e due dipinti. Lati meno noti della sua produzione, ma fondamentali per lo sviluppo della sua visione.
La seconda mostra, come già accennato, guarda al continente africano. Il punto di partenza è rispondere a questa domanda: “come gli artisti africani hanno vissuto e rappresentato la vita quotidiana negli ultimi 100 anni?”. Il curatore Koyo Kouoh, assieme alla sua équipe di ricerca, ha provato a dare seguito all’interrogativo. Ne è risultato un ampio progetto – oltre 150 opere e 120 artisti – che raccoglie i contributi artistici africani e della Diaspora africana, dagli Anni Venti a oggi.  

Dan Flavin, Dedication in lights
Kunstmuseum,
Fino al 18 agosto 2024
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When we see us,
Kunstmuseum,
Fino al 27 ottobre 2024
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Dan Flavin, untitled (to Barnett Newman) one, 1971, Collection Carré d'Art-Musée d'art contemporain de Nimes © Stephen Flavin :2024, ProLitteris, Zurich, Courtesy David Zwirner
Dan Flavin, untitled (to Barnett Newman) one, 1971, Collection Carré d’Art-Musée d’art contemporain de Nimes © Stephen Flavin :2024, ProLitteris, Zurich, Courtesy David Zwirner

E si rimane nel perimetro del Kunstmuseum per visitare altri tre appuntamenti imperdibili. Si ha infatti l’occasione di vedere una ricca rassegna di arte giapponese, che vanta i nomi più noti e apprezzati. Hiroshige, Hokusai e Kunisada. Le Vedute del Monte Fuji, il teatro Kabuki, i ciliegi in fiore… le icone del Giappone rimangono a Basilea per tutto il mese di giugno. 
Non meno interessante è la proposta al femminile delle Donne d’Ingegno: pittrici vissute a cavallo tra XVII e XIX secolo, che immortalarono con abilità – pari ai colleghi uomini – la società del tempo, per essere poi dimenticate. In un’epoca in cui veniva loro impedito di frequentare le Accademie, rimasero in sordina, al seguito dei loro padri o mariti pittori rinomati. Sofonisba Anguissola, Marietta Robusti, e molte altre, le protagoniste della mostra. 
Infine, una quinta esposizione: rara concessione di poter ammirare una selezione dei capolavori su carta, tratti dal Gabinetto delle Stampe e dei Disegni. Rara, in quanto i pregiudizi conservativi delle opere su questo supporto costringono a esporle al pubblico e alla luce solo per brevi periodi. Un motivo in più per visitarla, scoprendo i preziosi lavori che vanno da Hans Holbein fino a Andy Warhol. Tutti su carta. 

Made in Japan, 
Kunstmuseum,
Fino al 21 luglio 2024
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Ingenious women,
Kunstmuseum,
Fino al 30 giugno 2024
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From Holbein to Trockel,
Kunstmuseum,
Fino all’11 agosto 2024
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È un’artista argentina – Mika Rottenberg – la protagonista del Tinguely Museum durante Art Basel. La sua arte, coloratissima, fatta di fiori di plastica, giocattoli, e altri oggetti comuni, vive attraverso videoinstallazioni che riflettono in modo giocoso sulla realtà. Riflettono sulle dinamiche contraddittorie e assurde proprie della produzione capitalistica odierna. 
Dopo essersi fatta notare ai più grandi appuntamenti internazionali degli ultimi anni – tra cui la Biennale di Venezia nel 2015 e quella di Instanbul nel 2019 – Rottenberg arriva a Basilea con una rassegna completa del suo lavoro, che abbraccia un periodo tra il 2003 e il 2019. Una scultura-fontana, appositamente studiata per il parco attorno al museo, accompagna la mostra, in cui non mancano inediti mai visti prima. 

Mika Rottenberg, Antimatter Factory
Tinguely Museum
Fino al 3 novembre 2024
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Mika Rottenberg, Spaghetti Blockchain, 2019 (Filmstill) Single-channel 4K video installation, 7.1 surround sound, color; 18.15 min. © Mika Rottenberg, Courtesy the artist and Hauser & Wirth
Mika Rottenberg, Spaghetti Blockchain, 2019 (Filmstill) Single-channel 4K video installation, 7.1 surround sound, color; 18.15 min. © Mika Rottenberg, Courtesy the artist and Hauser & Wirth

Per la prima volta in 25 anni di storia, tutto lo spazio della Fondation Beyeler – giardino compreso – diventa teatro di una grande esposizione di arte contemporanea. Si contano i contributi di numerosi artisti: Michael Armitage, Anne Boyer, Federico Campagna, Ian Cheng, Chuquimamani-Condori e Joshua Chuquimia Crampton, Marlene Dumas, Frida Escobedo, e molti altri. Le opere della Collezione sono poste in un dialogo attivo e partecipativo con quelle provenienti da altri istituti internazionali; e non mancano progetti site-specific, sviluppati apposta per l’occasione.
Il concept espositivo è pensato per essere una sorta di organismo vivente: cambierà e si evolverà durante tutta la durata dell’apertura.  

All my love spilling over
Fondation Beyeler,
Fino all’11 agosto 2024
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All my love spilling over. Courtesy Fondation Beyeler
All my love spilling over. Courtesy Fondation Beyeler

Dopo un tuffo nel passato delle donne pittrici, si arriva al contemporaneo. L’artista nigeriana Toyin Ojih Odutola presenta la sua prima mostra in assoluto in Svizzera. Tutti nuovissimi disegni, posti a metà tra creatività manuale e teatro. Matita, carboncino e pastelli si fanno mezzi per delineare storie e trame narrative. Quando la parola non basta ad esprimere certi concetti, il disegno aiuta e libera il suo potenziale.
La seconda proposta della Kunsthalle – sempre al femminile – è la britannica Ghislaine Leung. Diversissima dalla precedente, la sua ricerca guarda all’arte concettuale. I lavori in mostra sono infatti basati su istruzioni, e riflettono sui meccanismi alla base del commercio e delle relazioni umane.  

Toyin Ojih Odutola, Ilé Oriaku
Kunsthalle,
Fino al 1 Settembre 2024
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Commitments, 
Kunsthalle,
Fino all’11 agosto 2024
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Toyin Ojih Odutola, Don’t Be Afraid; Use What I Gave You, 2023, installation view, in Toyin Ojih Odutola, Ilé Oriaku, Kunsthalle Basel, 2024, photo Philipp Hänger: Kunsthalle Basel
Toyin Ojih Odutola, Don’t Be Afraid; Use What I Gave You, 2023, installation view, in Toyin Ojih Odutola, Ilé Oriaku, Kunsthalle Basel, 2024, photo Philipp Hänger: Kunsthalle Basel

Tra il 1900 e il 1936, il Museum Der Kulturen ha acquisito più di 12.000 oggetti. Cent’anni dopo, il pubblico è invitato a riscoprirli, indagandone i vari processi di acquisto o donazione  riportati in una copia del libro in cui furono registrati ai tempi. Ciascun pezzo ha alle spalle una storia curiosa, che attende di essere rispolverata. 
Quali possono essere questi oggetti? Ce n’è per tutti i gusti, dai più banali ai più assurdi. Dalla collezione di amuleti – testimonianze delle paure insite nella società del secolo scorso – a una ciambella impastata con farina e… latte materno. Simbolo dell’amore senza fine di una mamma per il suo bambino.  

Twelve thousands items,
Museum Der Kulturen Basel,
Fino al 27 aprile 2025
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Twelve thousands items, Museum Der Kulturen Basel
Twelve thousands items, Museum Der Kulturen Basel

Il titolo della mostra – Rewilding – prende spunto dall’omonimo libro di Paul Jepson e Cain Blythe. Una vera e propria chiamata ad agire per affrontare la crisi climatica sempre più critica e inevitabile. La linea promossa dai due autori richiede all’uomo di assumere un comportamento più amichevole nei confronti della natura, con l’obiettivo di ripristinare una condizione ambientale che permetta la sopravvivenza delle specie sempre più a rischio di scomparsa. Rewilding è appunto traducibile come rinaturalizzazione, ripiantumazione, e così di seguito. Nel contesto della Kunstahus – che con questa esposizione inaugura i suoi spazi rinnovati – Rewilding significa prima di tutto creare un nuovo paradiso per lo sviluppo delle ricerche artistiche. E poi, si rifà anche alla trasformazione di cui l’edificio stesso è oggi parte: nato come luogo di scambi di merci, si prepara a diventare uno spazio dove le persone possano vivere, studiare, e anche rilassarsi.
Con queste premesse, la mostra propone una ricca e variegata serie di artisti contemporanei. Renate Buser, Jacob Ott, Laura Mietrup e molti altri.  

Rewilding,
Kunsthaus Baselland,
Fino al 18 agosto 2024
 
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Gerda Steiner und Jörg Lenzlinger, Altar des Prekären, Rewilding, 2024. Courtesy of the artist. Photo Pati Grabowicz
Gerda Steiner und Jörg Lenzlinger, Altar des Prekären, Rewilding, 2024. Courtesy of the artist. Photo Pati Grabowicz

Il Cartoonmuseum di Basilea dedica la sua mostra estiva a Richard McGuire. Designer e musicista, celebre per aver pubblicato il graphic novel Here: un libro cult che – proprio in questi mesi – sta diventando un film, in cui Tom Hanks e Robin Wright sono i protagonisti.
Here è un’ode alla vita: una storia senza tempo, sviluppata con una grafica essenziale e colorata. L’origine del progetto risale a un breve fumetto pubblicato da McGuire nel 1989 nella rivista Raw, che si è poi trasformato in un libro di oltre 300 pagine. 
La mostra a Basilea include quest’opera, ma non solo. È una vera e propria retrospettiva, che riassume i quarant’anni di carriera dell’artista. Una carriera poliedrica, caratterizzata da varie sperimentazioni e tecniche. Dai suoi inizi come street artist, fino alle copertine illustrate per il The New Yorker 

Richard McGuire, Then and There, Here and Now
Cartoon Museum,
Fino al 3 novembre 2024
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© Richard McGuire, Then and There, Here and Now, Cartoonmuseum, Basel, 2024
© Richard McGuire, Then and There, Here and Now, Cartoonmuseum, Basel, 2024

L’origine del genere fantascientifico risale addirittura al XIX secolo. Ai romanzi di Mary Shelley e Jules Verne: i primi a proiettare i problemi e le domande aperte della società contemporanea di allora verso il futuro, immaginando la loro fantasiosa evoluzione. La svolta della fantascienza è però arrivata con il cinema: nuova forma di intrattenimento di cui questa tematica è subito diventata una delle protagoniste della scena. Al Vitra Design Museum, una grande mostra invita a rileggere l’evoluzione delle produzioni artistiche fantascientifiche dal punto di vista del design. Un design delle scenografie – tra le prime presenti nel percorso c’è il ricordo al Viaggio sulla Luna del 1902 di George Meliès – ma anche dei pezzi di arredamento veri e propri. Si parte dagli albori della cinematografia, per poi arrivare fino ad oggi, rivivendo le celebri atmosfere di Blade Runner, Star Trek e molti altri. Il contributo dei designer nella fantascienza è tutt’altro che secondario. Celebri nomi, da Gae Aulenti a Joe Colombo, hanno firmato mobili esclusivi, dalle linee spiccatamente futuristiche e lontane dal nostro presente.
E non è finita qui. La mostra si spinge oltre, arrivando a toccare l’ambiente parallelo del metaverso. Anch’esso, ormai, luogo-non-luogo in cui il design può contribuire con le sue creazioni a modellare la realtà virtuale.

Science Fiction Design. From Space Age to Metaverse
Vitra Design Museum
Fino all’11 maggio 2025
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Andres Reisinger, The Shipping Complicated Sofa, 2021. Courtesy Vitra, Basel
Andres Reisinger, The Shipping Complicated Sofa, 2021. Courtesy Vitra, Basel

In quanto museo dedicato alla tecnologia, all’Hek Museum le esperienze virtuali sono di casa, e in varie forme di fruizione alternative.
Si comincia con la mostra Virtual Beauty: una riflessione profonda sull’impatto che le nuove tecnologie hanno sulla nozione tradizionale di identità e su come esse stiano rimodellando completamente il nostro modo di intendere la bellezza. Con installazioni, fotografia, video e arte digitale, il percorso espositivo indaga questa tematica e le sue conseguenze nella vita quotidiana. È ormai lontano il tempo in cui non si era in grado di controllare la creazione delle immagini raffiguranti se stessi. Oggi, i filtri e le “bacchette magiche” sono facilmente disponibili, permettendoci di decidere la forma che vogliamo diffondere dei nostri volti e corpi. Con tutte le conseguenze che ne derivano.
Il programma dell’Hek continua online, con una seconda esposizione fruibile sul loro sito virtual.hek. Una personale dell’artista digitale Harriet Davey.

Infine, una mostra con i finalisti del quinto VH AWARD (premio ovviamente dedicato alle tecnologie più avveniristiche) e una audio guida da ascoltare passeggiando per la Freilager-Plaz di Basilea, che prova a immaginare come si presenterà agli uomini del domani.

Virtual Beauty,
Hek Museum,
Fino al 18 agosto

Harriet Davey, Whowle Hearted
Hek Museum,
Fino al 18 agosto

The V VH Award
Hek Museum,
Fino al 16 giugno

Sonic Imagination
Hek Museum,
Fino al 16 giugno
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Angelfire XENA, 2021, Digital sculpture. Courtesy Hek
Angelfire XENA, 2021, Digital sculpture. Courtesy Hek

Realizzato in collaborazione con la SIA (Swiss Society of Engineers and Architects) e il Consiglio Svizzero di Architettura, il SAM propone un viaggio in quello che sarà il design architettonico del futuro.  La mostra infatti presenta i progetti vincitori del SIA Master’s Prize: concorso rivolto ai giovani architetti che si preparano a disegnare e costruire la Svizzera dei prossimi anni.
Non solo: è possibile scoprire una ricca e completa mappatura dell’educazione del settore architettonico. Proprio come accade per l’industria – chiamata a rispondere a nuovi problemi ed esigenze – anche questa disciplina, e il modo in cui è insegnata, è soggetta a un grande periodo di trasformazione. L’architettura, oggi, si apre a nuovi modi di progettare e vedere l’ambiente: dalle pratiche collettive, agli spazi che non devono più svolgere una funzione specifica, ma diventano luoghi di contaminazione e convivenza tra sfere prima impensabili. Con grandi disegni, modelli e video installazioni, la mostra esplora queste tematiche e invita il pubblico a immergersi nelle forme che avrà il Paese del domani.

Sign of the times: recent projects from the SIA Master’s Prize,
Swiss Architecture Museum,
Fino al 25 agosto
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Sign of the times - recent projects from the SIA Master’s Prize, Swiss Architecture Museum, 2024
Sign of the times – recent projects from the SIA Master’s Prize, Swiss Architecture Museum, 2024
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Dan Flavin e il Novecento africano al Kunstmuseum

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Stampe giapponesi, pittrici e opere su carta ancora al Kunstmuseum

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Mika Rottenberg al Tinguely Museum

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All my love spilling over alla Fondation Beyeler

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Due proposte al femminile alla Kunsthalle

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Il Museum Der Kulturen Basel rispolvera i suoi primi 12 mila oggetti acquisiti

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La Rinaturalizzazione alla Kunsthaus Baselland

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Le illustrazioni di Richard McGuire al Cartoonmuseum

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Il design fantascientifico al Vitra Design Museum

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Bellezza virtuale e tecnologia all’Hek Museum

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Il futuro dell’architettura svizzera al Swiss Architecture Museum

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Emma Sedini

Emma Sedini

Etrusca e milanese d'origine in parti uguali, vive e lavora tra Milano e Perugia. È laureata in economia e management per arte, cultura e comunicazione all'Università Bocconi, e lì frequenta tutt'ora il MS in Art Management. Nel frattempo, lavora in…

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