L’opera grafica di Pablo Picasso in mostra a Torino

A cinquant’anni dalla morte del pittore spagnolo, una mostra a Palazzo Saluzzo Paesana fa luce sull’attività grafica di Picasso. Ci sono disegni, incisioni e litografie

Da divoratore di vita e di arte, Pablo Picasso (Malaga, 1881 – Mougins, 1973) ha sperimentato le tecniche artistiche più diverse, ma nella sua immensa produzione, che viene stimata attorno alle 150 mila unità, si contano soltanto 1800 dipinti. Tutto il resto? Disegni, litografie, incisioni, ceramiche, sculture, collage e fotografie. Trecento di queste opere – si potrebbero definire “l’altro Picasso” – in mostra nei saloni settecenteschi di Palazzo Saluzzo Paesana, nel centro storico di Torino. L’esposizione organizzata da Radar Eventi Culturali, Extramuseum arte e scienza, PTK Piemonteticket e presentata in precedenza a Bruges (andrà poi a Istanbul e Parigi) è curata da Jean Christophe Hubert, che si dice “particolarmente orgoglioso di far conoscere al pubblico una sfaccettatura importante dell’opera di Pablo Picasso, lo spirito creativo dell’artista espresso nelle arti grafiche“. Per questa occasione sono state riunite grafiche appartenenti a otto collezionisti belgi e francesi che comprendono anche opere di artisti che ebbero un ruolo importante nella vita di Picasso, fra cui Jean CocteauDora Maar Françoise Gillot.  

L’altro Picasso in mostra a Torino 

Il percorso espositivo permette di seguire un lungo itinerario cronologico, dai primi anni del Novecento fino agli anni Sessanta, anche se la struttura della mostra è giocata su grandi temi, come le sue radici spagnole, i rapporti burrascosi con le molte donne della sua vita, i ritratti, l’erotismo, le opere politiche. “Ciò che accomuna tutto il percorso artistico di Picasso potrebbe essere riassunto nelle sue parole del 1935: ‘la cosa più importante è creare. Null’altro conta, la creazione è tutto’” spiega Jean Christophe Hubert.  
Figlio di un professore di disegno, Pablo Ruiz (che anni dopo sceglierà di abbandonare il cognome paterno e adottare quello della madre, Picasso) dimostra fin da bambino uno smisurato talento. “Il pericolo per lui è sempre stata la troppa facilità a realizzare le cose” aggiunge Hubert, “per questo la sua vita è stata una lotta costante contro quello che poteva apparire scontato, sia nei rapporti personali sia nella scelta di affrontare scenari e tecniche artistiche sconosciute“. Ogni opera è un nuovo combattimento, una rimessa in questione. Si mette in gioco, nella vita sentimentale come nelle scelte artistiche. Tra il 1899 e il 1973, Picasso realizza più di 2000 incisioni, utilizzando tecniche diverse.  L’incisione gioca un ruolo importante anche nello sviluppo della sua arte pittorica. Nell’opera grafica si ritrovano tutti i temi a lui cari: il desiderio d’amore, la famiglia, il riferimento ai grandi maestri visti e copiati in gioventù al Museo del Prado (Velázquez e Goya) su tutti, il pittore e la modella nell’atelier, l’illustrazione di opere letterarie, i personaggi mitologici. 

Pablo Picasso, Le Fumeur. © Sucession Picasso, Paris 2023
Pablo Picasso, Le Fumeur. © Sucession Picasso, Paris 2023

L’attività grafica di Pablo Picasso 

Nonostante abbia trascorso gran parte della sua vita fuori dalla patria natale, Picasso rimane “spagnolo nel sangue” e legato a temi prettamente iberici. La tauromachia è uno dei suoi scenari prediletti e le splendide litografie esposte a Torino, dedicate al tema della corrida, dimostrano tutta la sua padronanza delle tecniche grafiche. Pochi tratti servono a rendere con immediata forza e potenza il toreador nell’arena. Quando, nell’ultima parte della sua vita, si trasferì nel sud della Francia, sono frequenti le sue apparizioni ad Arles per incontrare il torero Luis Miguel Dominguin, a cui non esiterà a rivelare che, se non fosse stato un artista, avrebbe voluto essere un picador. 
La mostra allestita nei sontuosi ambienti barocchi dell’Appartamento Padronale dei Saluzzo situato al piano nobile è preceduta da un percorso fotografico curato da David Lawrence (alias Frederic
Lecompte Dieu di Templar Presse), visitabile al piano terra. Le foto sono accompagnate da lettere immaginarie che danno voce a persone che l’artista ha conosciuto direttamente o con cui avrebbe potuto avere delle “affinità elettive”, da Auguste Renoir a Jean Cocteau, da Winston Churchill a David Bowie, passando per Van Gogh, Matisse, Dalì, Baudelaire, Orson Welles e altri. Emergono citazioni, rimandi, allusioni che completano la conoscenza di Picasso e del suo ruolo nella cultura del Novecento. 

Dario Bragaglia 

www.rendezvous-torino.it

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Dario Bragaglia

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e…

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