La monumentale installazione-albero dell’artista Joana Vasconcelos in Francia

Un enorme albero di alloro alto 13 metri, ornato da 100mila foglie nere, rosse e oro tessute e ricamate a mano. Questa è l’installazione pensata per un gioiello dell’architettura gotica

L’artista portoghese Joana Vasconcelos (Parigi, 1971) porta l’infinito all’interno della maestosa architettura della Sainte-Chapelle a Vincennes, sotto forma di un monumentale albero di 13 metri decorato secondo un’antica tecnica tradizionale portoghese. Tree of Life, la grande installazione site specific che Vasconcelos ha ideato per l’antica cappella del castello di Vincennes, è intrisa di richiami alla donna e alla natura. Da un lato, si ispira infatti ai ben tremila olmi che la regina Caterina de’ Medici volle piantare nel vasto parco del castello (nella cui cinta muraria sorge la Sainte-Chapelle), al quale la sovrana era molto legata e di cui curò con passione la manutenzione. Ma questo è soltanto il punto di partenza per un omaggio alla natura secondo quel Realismo Magico che da Ferdinando Pessoa giunge fino a Gabriel García Márquez, e che si traduce nella riproduzione in tessuto delle radici dell’albero, che inglobano forme biomorfe e zoomorfe. L’albero, come la donna, è il principio di tutto. E, dall’interno di questo grandioso tutto, Vasconcelos estrinseca un altrettanto grandioso mosaico culturale: i tessuti che rivestono l’albero sono ricamati secondo varie tecniche tradizionali portoghesi, come il canutilho tipico di Viana do Castelo, la roseta, un punto all’uncinetto diffuso un po’ in tutto il Paese, o ancora il trabalho louco per l’assemblaggio di tessuti di lino tipico delle Azzorre.
Tutti insieme riecheggiano il Portogallo e il suo sguardo sul mondo, dall’Africa all’America Latina, dal cattolicesimo allo sciamanesimo, dall’animismo al Realismo Magico. Un dinamico sincretismo che ci parla di uguaglianza, unità e inclusione. E, con il suo andamento verticale, Tree of Life simboleggia la continuità fra Cielo e Terra.

Joana Vasconcelos, Tree of Life, installation view at Saint Chapelle, Vincennes, 2023

Joana Vasconcelos, Tree of Life, installation view at Saint Chapelle, Vincennes, 2023

L’INSTALLAZIONE DI VASCONCELOS A VINCENNES

La regina Caterina de’ Medici non è la sola figura femminile cui Vasconcelos rende omaggio con la sua opera; infatti, Tree of Life riecheggia anche la figura mitologica di Dafne, dalla quale l’artista ha tratto ispirazione dopo aver visto la celebre scultura del Bernini conservata a Villa Borghese. Dafne, la ninfa che si trasformò in albero per sfuggire all’ira di un geloso e passionale Apollo: la dinamica leggiadria dell’opera, con il suo ascendere verso l’alto, richiama la fase finale della trasformazione, e ne fa metafora di un atto d’indipendenza e autodeterminazione, il trionfo del principio femminile della vita contro la brutalità della violenza che sfregia la grazia e la bellezza. Un richiamo delicato, ma insieme forte, alle tante donne che nel mondo soffrono persecuzioni, sopraffazioni e limitazioni dei diritti fondamentali, dall’Afghanistan all’Iran, senza purtroppo dimenticare l’Italia.
La presenza femminile è riscontrabile anche a un altro livello: Tree of Life è stato concepito già nei mesi della pandemia, e ben quindici ricamatrici portoghesi hanno collaborato con l’artista: ognuna di loro ha iniziato a lavorare da casa durante il difficile periodo delle chiusure e alla fine è nata una scultura tessile che pone a confronto il potente gesto di indipendenza di Dafne con uno scenario di forte limitazione quale è stato, appunto, quello del lockdown. Come spiega la stessa Vasconcelos, “quest’opera è il risultato dell’affermazione della vita sulla pandemia di Covid-19”. In tal senso, risalta il contrasto con le vetrate istoriate con le storie dell’Apocalisse.

Joana Vasconcelos, Tree of Life, installation view at Saint Chapelle, Vincennes, 2023

Joana Vasconcelos, Tree of Life, installation view at Saint Chapelle, Vincennes, 2023

LA SAINTE-CHAPELLE DI VINCENNES

Gioiello dell’architettura gotica “fiammeggiante” appena dieci chilometri a est di Parigi, la Sainte-Chapelle fu edificata nel 1379 su progetto di Raymond du Temple per volere dell’allora sovrano francese Carlo V. Sorge all’interno della cinta del Castello di Vincennes (residenza reale dal 1180), e ospitava le reliquie della Passione di Cristo portate da San Luigi dalla Palestina al tempo della Prima Crociata. Il cantiere si concluse soltanto nel 1480 quando, sotto Luigi XI, venne completata la facciata. Le decorazioni interne, invece, furono aggiunte nel Cinquecento; fra queste, le celebri vetrate istoriate opera di Nicolas Beaurain, che strutturò le composizioni per elementi architettonici curando gli effetti luminosi. I colori che vi dominano sono soprattutto le tonalità chiare: giallo, arancio e grigio. Di particolare bellezza le scene dell’Apocalisse nel registro centrale dell’abside. I danni seguite ai tumulti della Rivoluzione francese hanno fatto perdere traccia di buona parte degli arredi sacri, delle reliquie e persino delle vetrate. Quelle superstiti dell’abside furono rimosse nel 1796 e ospitate nel Museo dei monumenti francesi, al fine di tutelarle. Ricollocate nel 1820 dopo un restauro, furono di nuovo danneggiate nel 1944. Nuovamente restaurare negli Anni Sessanta, subirono gli effetti di una tempesta di vento che sconvolse la Francia il 26 dicembre 1999. Dal 2018, riacquistata almeno in parte l’antica bellezza, sono tornate a splendere all’interno della Cappella. E la monumentale scultura installativa di Joana Vasconcelos impreziosisce e proietta verso il futuro questo straordinario monumento.

Niccolò Lucarelli

Vincennes // fino al 3 settembre 2023
Arbre de Vie de Joana Vasconcelos
SAINTE-CHAPELLE
Avenue de Paris
https://www.chateau-de-vincennes.fr/

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Niccolò Lucarelli

Niccolò Lucarelli

Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.

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