Vera Molnár pioniera dell’arte digitale. L’artista più anziana della Biennale di Venezia

Con i suoi 98 anni, l’artista ungherese è l’artista più anziana che vedremo in Biennale. Un’opera inedita verrà esposta in un evento collaterale ufficiale in programma alla New Murano Gallery di Murano. Una scultura in vetro che nasce dalle viscere del computer…

Vera Molnár, Icône 2020, 2021, Murano glass and 24K gold leaf, 60 x 60 cm, photo by Cristiano Corte ©, Courtesy New Murano Gallery
Vera Molnár, Icône 2020, 2021, Murano glass and 24K gold leaf, 60 x 60 cm, photo by Cristiano Corte ©, Courtesy New Murano Gallery

Vera Molnár (Budapest, 1924; vive a Parigi) fa parte di quel piccolo ma fecondissimo gruppo di pionieri che, negli anni Sessanta, diede vita alla Computer Art. Dopo aver studiato storia dell’arte ed estetica all’Accademia di Belle Arti di Budapest, iniziò dapprima a creare dipinti e disegni astratti di ispirazione costruttivista, per poi mettere le mani sulle prime macchine digitali a partire dal 1968; con i computer Molnár crea disegni algoritmici basati su semplici temi geometrici, governati da tecniche combinatorie e regole random.
Poco nota al di fuori dei circoli di appassionati di arte digitale e generativa – nonostante le sue opere siano presenti in tante collezioni importanti come quella del MoMA di New York, del Victoria&Albert Museum di Londra e del Centre Pompidou di Parigi – negli ultimi anni la lunga ricerca di Vera Molnár sta ottenendo i meritati riconoscimenti. Dopo aver ricevuto l’AWARE Prix d’Honneur del 2018, premio creato dal Ministero della Cultura francese che riconosce le figure femminili di spicco del mondo della cultura, quest’anno sarà presente alla Biennale Arte di Venezia. Sarà presente con alcuni lavori nella mostra di Cecilia Alemani Il latte dei sogni – che comprende anche l’opera di un’altra pioniera nel campo dell’arte digitale, l’americana Lillian F. Schwartz (1927) – oltre che in un evento collaterale ufficiale.

DAL COMPUTER AL VETRO DI MURANO

Si tratta della mostra Icône 2020, ideata, prodotta e curata da Francesca Franco e aperta dal 23 aprile al 27 novembre 2022 (pre-opening nei giorni 20, 21 e 22 aprile). Negli spazi della New Murano Gallery di Murano verrà esposta la prima scultura in vetro creata da Molnár in una carriera che abbraccia oltre 80 anni. La mostra esplorerà anche il processo che ha reso possibile la creazione di questa scultura, e sarà dunque arricchita da schizzi preparatori, dipinti su tela, grafiche al plotter originali e materiale di documentazione. La nuova commissione è infatti ispirata alla prima opera d’arte digitale di Molnár, creata su tela nel 1975, Computer-Icône/2, e trasferisce le sue forme nella tridimensionalità della scultura. L’opera è stata realizzata in collaborazione con un gruppo di maestri vetrai veneziani discendenti da una delle famiglie storiche di Murano, dove l’antica tecnica della lavorazione del vetro ebbe origine nel 1291.

– Valentina Tanni

Vera Molnár: Icône 2020.
New Murano Gallery, spazi Atelier Muranese, Calle Alvise Vivarini 6, 30141 Murano, Venezia
Periodo di apertura: 23 Aprile – 27 Novembre 2022
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10:00 alle 16:00
Giorni di pre-apertura ufficiali: 20, 21 e 22 Aprile 2022
Evento organizzato sotto il patrocinio di: Accademia d’Ungheria in Roma
Sito dell’evento: www.ateliermuranese.com/icone2020
Ufficio stampa e comunicazione
Tel. +39 0415274633 / +39 0415275088
[email protected]

Eventi d'arte in corso a Venezia

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).