Biennale Arte 2022. Padiglione Namibia per la prima volta a Venezia

Il Paese africano per la prima volta parteciperà alla Biennale Arte di Venezia, con un Padiglione sulle sculture antropomorfe ritrovate nel deserto del Namib. Ecco come sarà

Biennale Namibia FAR GONE Photo ©RENN
Biennale Namibia FAR GONE Photo ©RENN

Sarà una Biennale Arte di Venezia all’insegna delle prime volte quella in programma dal 23 aprile al 27 novembre 2022, all’insegna de Il latte dei sogni, il tema attorno cui ruoterà la rassegna curata da Cecilia Alemani: oltre all’Uganda, che farà il suo debutto alla 59. Mostra Internazionale d’Arte negli spazi di Palazzo Palumbo Fossati con Radiance – They Dream in Time, progetto degli artisti Acaye Kerunen e Collin Sekajugo a cura di Shaheen Merali, approderà a Venezia anche la Namibia, con il progetto intitolato The Lone Stone Men of the Desert.

Photo ©RENN Biennale Namibia
Photo ©RENN Biennale Namibia

IL PADIGLIONE NAMIBIA ALLA BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2022

La mostra al Padiglione Namibia racconta e riflette su una serie di sculture apparse alcuni anni fa nella regione del Kunene del deserto del Namib, il più antico del mondo. Si tratta di sculture realizzate in pietre del deserto e tondini di ferro, e rappresentano figure umane stilizzate. Non sono noti i nomi degli autori di queste opere che, come “titolo”, recano solo una frase e un numero: “rappresentano le diverse culture, distanti, ma in cerca di un incontro per trovare insieme il posto del genere umano nella natura, raffigurata dal deserto stesso, che non è solo contesto di un’opera site-specific, ma parte integrante dell’opera stessa”, spiegano gli organizzatori. “Questa unione di opera e contesto naturale ha in sé un’altra chiave di lettura fondamentale, considerando che solo due tipologie di osservatori possono entrare in relazione con l’opera: gli Himba – tra le ultime tribù umane a vivere ancora in uno stato pretecnologico – e i pochi, fortunati e coraggiosi viaggiatori che si spingono ad esplorare il deserto – per lo più appartenenti a gruppi sociali opposti agli Himba, con stili di vita fortemente tecnologizzati e urbanizzati”.

LA NAMIBIA LA PRIMA VOLTA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

A curare il Padiglione Namibia è Marco Furio Ferrario, che nel 2015 ha scoperto le opere e proposto la creazione del Padiglione “con il desiderio che questo, attraverso lo spirito e i messaggi delle opere, diventi un ponte e un invito a scoprire lo straordinario tessuto artistico namibiano”. Il Padiglione prende avvio con una mostra fotografica, allestita al Casello delle Polveri della Certosa con la collaborazione di Vento di Venezia, che presenta una serie di scatti delle sculture. Il Padiglione si svilupperà poi attraverso un percorso di installazioni immersive distribuite lungo il parco dell’Isola della Certosa, invitando così i visitatori a una sorta di “caccia all’opera”, un po’ come avviene nel deserto.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.