Biennale Arte 2022, artisti e temi dei Padiglioni Romania e Uganda a Venezia

In occasione della 59. Mostra Internazionale d’Arte, la Romania presenta a Venezia l’artista e sceneggiatrice vincitrice dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino Adina Pintilie. Per l’Uganda, invece, si tratta della sua prima partecipazione alla Biennale.

Adina Pintilie, You Are Another Me A Cathedral of the Body 9 channel installation, Installation view, courtesy of the artist, Protagonist Hermann Mueller
Adina Pintilie, You Are Another Me A Cathedral of the Body 9 channel installation, Installation view, courtesy of the artist, Protagonist Hermann Mueller

Sarà una Biennale Arte proiettata a investigare le problematiche del nostro tempo – di natura politica, sociale, culturale e ambientale – quella in programma a Venezia dal 23 aprile al 27 novembre 2022, all’insegna de Il latte dei sogni, il tema attorno cui ruoterà la rassegna curata da Cecilia Alemani. Dopo la presentazione dell’atteso Padiglione Italiano – che vedrà protagonista l’artista Gian Maria Tosatti con il progetto Storia della notte e destino delle comete, con la curatela di Eugenio Viola – e dei Padiglioni Cile e Danimarca – entrambi impegnati in temi legati all’urgenza climatica e ambientale e al rapporto esseri umani-natura, adesso scopriamo i concept dei Padiglioni Romania e Uganda, quest’ultimo Paese alla sua prima volta alla Biennale.

IL PADIGLIONE ROMANIA ALLA BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2022

Si intitola You Are Another Me – A Cathedral of the Body il progetto che l’artista e sceneggiatrice Adina Pintilie (Bucarest, 1980) presenterà al Padiglione Romania, concepito come un’installazione cinematografica multicanale che esplora il modo in cui gli esseri umani si relazionano con il proprio corpo e con quelli degli altri. Tema, questo, proprio della ricerca di Pintilie che, nel 2018, ha vinto l’Orso d’oro alla 68esima edizione del Festival di Berlino con il film Touch Me Not. “Con allo sfondo una sfera pubblica ossessionata dal controllo biopolitico, dal conservatorismo religioso e culturale e da un clima di vergogna corrosivo, il Padiglione rumeno è concepito come un luogo in cui riflettere sul corpo come dispositivo per elaborare la storia riconosciuta e non riconosciuta, il trauma e desideri”, spiegano i curatori del Padiglione Cosmin Costinaș e Viktor Neumann. “Pintilie trasforma il Padiglione rumeno in una ‘cattedrale’ contemporanea che celebra il corpo e le connessioni umane al di là di ogni preconcetto”.

IL PADIGLIONE UGANDA ALLA BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2022

Acaye Kerunen e Collin Sekajugo – entrambi attivi a Kampala – sono gli artisti del Padiglione Uganda, alla sua prima mostra nazionale alla Biennale di Venezia negli spazi di Palazzo Palumbo Fossati. Radiance – They Dream in Time è il titolo della mostra curata da Shaheen Merali, già exhibitions chief alla Haus der Kulturen der Welt di Berlino e co-organizzatore della Biennale di Gwangju del 2006. Il Padiglione racconta la storia sociale dell’Uganda attraverso molteplici sfaccettature di lettura, a partire dalla ricerca di Kerenunen che indaga il lavoro delle donne artigiane ugandesi per giungere alle indagini di Sekajugo sui pregiudizi razzisti visti attraverso la lente della cultura popolare.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.