Biennale Arte di Venezia 2022. Temi e artisti dei Padiglioni Islanda e Israele

Saranno interventi di natura installativa, e su larga scala, i progetti che Islanda e Israele presenteranno alla prossima Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dal 23 aprile al 27 novembre 2022

Sigurður Guðjónsson, Still from Perpetual MOTION, 2022, courtesy of the artist and BERG Contemporary
Sigurður Guðjónsson, Still from Perpetual MOTION, 2022, courtesy of the artist and BERG Contemporary

Continuano, nonostante le criticità causate dal momento storico attuale, i preparativi per la prossima Biennale Arte di Venezia, in programma dal 23 aprile al 27 novembre 2022 all’insegna de Il latte dei sogni, il tema scelto dalla curatrice Cecilia Alemani per la Mostra. In questi giorni le conseguenze della guerra in Ucraina hanno infatti avuto ripercussioni anche sulla Biennale, con la sospensione dei lavori da parte del team del Padiglione Ucraino e il ritiro del team del Padiglione Russo, oltre alla netta posizione presa dalla Biennale, che ha recentemente dichiarato di collaborare “in ogni modo con la Partecipazione nazionale dell’Ucraina alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte” e di non accettare “la presenza alle proprie manifestazioni di delegazioni ufficiali, istituzioni e personalità a qualunque titolo legate al governo russo”. Nonostante questo scenario, continuiamo a scoprire artisti e temi dei Padiglioni partecipanti alla prossima Biennale, focalizzandoci su Islanda e Israele.

IL PADIGLIONE ISLANDA ALLA BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2022

Per l’Islanda quella in arrivo sarà una Biennale particolare: per la prima volta, infatti, la sua mostra sarà presentata all’interno dell’Arsenale, dopo aver girato diverse sedi della Laguna. Nel 2019 l’Islanda ha presentato il proprio Padiglione in un ex magazzino alla Giudecca, che per l’occasione è stato trasformato in una sorta di caverna invasa da capelli sintetici multicolori dall’artista Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter. Il titolo del nuovo Padiglione sarà Perpetual MOTION, progetto dell’artista di base a Reykjavík Sigurður Guðjónsson a cura di Mónica Bello, e consiste in una scultura multisensoriale di grandi dimensioni che attiverà lo spazio con immagini in movimento e suoni, per una riflessione attorno al tema della percezione. “L’opera è concepita come un gioco sui confini tra realtà e finzione, raffigurando qualcosa come reale ma che di solito è al di là del nostro campo di percezione”, spiega l’artista. “Il mio obiettivo è creare un’esperienza poetica e multisensoriale che comprenda luce, dimensione e movimento, utilizzando il suono e il video per trasformare lo spazio in modo scultoreo”.

IL PADIGLIONE ISRAELE ALLA BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2022

Queendom è il titolo del progetto a cura di Shelley Harten – Curator for Contemporary and Modern Art and History al Jewish Museum Berlin – che l’artista Ilit Azoulay presenterà al Padiglione Israele, un lavoro “multidimensionale” che si riverserà anche all’esterno dello spazio espositivo ai Giardini, affrontando il tema dell’appropriazione culturale. Queendom consiste in una serie di fotomontaggi di grandi dimensioni e in una installazione sonora. Nota per le sue opere che alterano le prospettive fotografiche, Azoulay per il Padiglione Israele ha realizzato un archivio di scatti che hanno come oggetto vasi in metallo islamici del periodo medievale, la cui storia li ha portati dal Medio Oriente verso l’Europa, attraverso Venezia, entrando a fare parte delle collezioni dei musei occidentali.

– Desirée Maida

https://www.labiennale.org/it/arte/2022

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.