Biennale Arte di Venezia 2022. L’Islanda per la prima volta esporrà all’Arsenale

Per il Paese rappresentato dall’artista Sigurður Guðjónsson sarà la prima Biennale all’interno di una delle sedi ufficiali della rassegna. Nel 2019, l’Islanda presentò il proprio Padiglione in un ex magazzino alla Giudecca

Biennale di Venezia. Ph. Desirée Maida
Biennale di Venezia. Ph. Desirée Maida

Sarà Sigurður Guðjónsson l’artista che rappresenterà l’Islanda alla 59. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, con un progetto curato dalla storica dell’arte spagnola Mónica Bello, Curator & Head of Arts presso il CERN, l’European Organisation for Nuclear Research a Ginevra. La prossima Biennale Arte, in programma dal 23 aprile al 27 novembre 2022, segnerà per il Padiglione Islandese un importante cambio di sede: per la prima volta, infatti, il Paese esporrà all’interno dell’Arsenale, dopo aver girato diverse sedi della Laguna. Nel 2019 l’Islanda ha presentato il proprio Padiglione in un ex magazzino alla Giudecca, che per l’occasione è stato trasformato in una sorta di caverna invasa da capelli sintetici multicolori dall’artista Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter.

Sigurður Guðjónsson and Mónica Bello. Courtesy Icelandic Art Center
Sigurður Guðjónsson and Mónica Bello. Courtesy Icelandic Art Center

IL PADIGLIONE ISLANDA ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2022 

Il progetto che sarà presentato dall’Islanda sarà quindi il risultato della collaborazione tra l’artista Sigurður Guðjónsson e la curatrice Mónica Bello, entrambi impegnati in ricerche che toccano gli ambiti della tecnica e della scienza. Formatosi alla Icelandic University of the Arts e alle scuole di Copenaghen e Vienna, Sigurður Guðjónsson ha fatto dell’installazione multimediale la sua cifra stilista e forma di espressione. In particolare, le sue opere spingono il visitatore a immergersi in peculiari esperienze sensoriali, aspetto questo che colloca l’artista sulla stessa linea concettuale dei progetti presentati finora dall’Islanda a Venezia. Sigurður Guðjónsson ha esposto le sue opere alla National Gallery of Iceland, al Reykjavik Art Museum, alla Hamburger Bahnhof di Berlino, alla Bergen Kunsthall in Norvegia e in altre istituzioni internazionali. Mónica Bello dedica la sua ricerca allo studio della cultura tecno-scientifica di oggi e sul modo in cui gli artisti stimolano nuove indagini sul ruolo della scienza e della percezione della realtà. “Sono molto entusiasta di lavorare con Sigurður Guðjónsson per il Padiglione dell’Islanda”, ha commentato la curatrice. “Nel suo lavoro riesce a esporre ciò che si nasconde dietro alla strumentazione ottica e ai dispositivi scientifici, rivelando la ricchezza e l’eleganza della materia. Queste idee mi ispirano profondamente e non vedo l’ora di accompagnarlo e supportarlo come curatrice in questo importante progetto”. 

BIENNALE DI VENEZIA 2022. I PADIGLIONI NAZIONALI TRA SEDI “UFFICIALI” E “OFF” 

A fare notizia è senza dubbio l’ingresso dell’Islanda negli spazi dell’Arsenale, tra le sedi ufficiali della Biennale, dopo aver presentato i propri progetti sempre in sedi “esterne”. Un cambiamento, questo, che arriva a un anno dal sorprendente annuncio fatto dall’Olanda, che ha deciso di lasciare il proprio Padiglione ai Giardini – un edificio in stile modernista progettato nel 1954 da Gerrit Thomas Rietveld riadattando un edificio risalente al 1916, in precedenza occupato dalla Svezia – per lasciare spazio all’Estonia. Cosa avrebbe spinto l’Olanda a lasciare il proprio Padiglione ai Giardini, scardinando così la lunga tradizione e soprattutto la prestigiosa presenza all’interno della storica sede della Biennale di Venezia? “È bello discostarsi da uno schema, senza negare ciò che abbiamo fatto in passato o ciò che faremo in futuro”, ha dichiarato Eelco van der Lingen, direttore del Mondriaan Fund, ente responsabile e organizzatore della partecipazione olandese alla Biennale di Venezia. “Segnando una rottura con il passato, possiamo ricalibrare e creare un nuovo punto di partenza. È stato spesso detto che i Giardini riflettono un precedente equilibrio di poteri, ma nessun paese rinuncia al suo posto sul palco principale della Biennale. Allo stesso tempo, per una volta è un bene per noi uscire dalla nostra zona di comfort ed esplorare la libertà fuori dalle mura del Padiglione”. 

– Desirée Maida 

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.