Cecilia Alemani sarà la direttrice della Biennale Arte 2021: tutte le novità

Sarà la prima direttrice donna italiana alla guida della 59. Biennale Arte di Venezia: la meritatissima nomina va alla curatrice milanese, che ha formato gran parte della sua carriera a New York. Tra le novità della Biennale continua però ad aleggiare un grande interrogativo: chi sarà il prossimo Presidente?

Cecilia Alemani. Photo Marco De Scalzi
Cecilia Alemani. Photo Marco De Scalzi

Sarà Cecilia Alemani (Milano, 1977) a coprire l’incarico di Direttore del Settore Arti Visive della 59. Esposizione Internazionale d’Arte, che si svolgerà a Venezia nel 2021. Un playground già noto alla curatrice, la quale nel 2017 aveva dato forma al Padiglione Italia portando per la prima volta solamente tre artisti, Roberto Cuoghi, Giorgio Andreotta Calò e Adelita Husni-Bey (e che si era raccontata ad Artribune in una lunga intervista).

CHI È CECILIA ALEMANI

Tra le tante mostre su autori contemporanei all’attivo, ad oggi la Alemani è responsabile e capo curatore di High Line Art, parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York, in cui sono esposti progetti artistici con grande attenzione alla visione internazionale. Tra gli artisti da lei esposti si ricordano El Anatsui, John Baldessari, Phyllida Barlow, Carol Bove, Sheila Hicks, Rashid Johnson, Barbara Kruger, Zoe Leonard, Faith Ringgold, Ed Ruscha, Nari Ward e Adrián Villar Rojas.  “È un grandissimo onore poter assumere questo ruolo in una delle istituzioni italiane più prestigiose e riconosciute al mondo”, ha commentato la neo-direttrice. “Come prima donna italiana a rivestire questa posizione, capisco e apprezzo la responsabilità e anche l’opportunità offertami e mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società”. Una carriera brillante costellata di successi, che annovera collaborazioni con musei del calibro della Tate Modern di Londra e del MoMA PS1 di New York, per istituzioni no profit come Artists Space e Art in General (New York) e fondazioni private come la Deste Foundation. Ma la sua presenza è stata anche nelle più importanti fiere del mondo, in particolare occupandosi delle sezioni curate, come ai Frieze Projects di New York (trovate qui una sua videointervista) e nel 2018 il progetto Art Basel Cities di Buenos Aires dal titolo Hopscotch (Il gioco del mondo), presentando una piattaforma di mostre e eventi di artisti soprattutto emergenti, susseguitesi per tutto l’anno. Cecilia Alemani ha dimostrato di incarnare il profilo professionale dei curatori d’oggi, spaziando con molto equilibrio tra manifestazioni di taglio culturale e di taglui commerciale. Dopo le scorse direzioni dell’americano Ralph Rugoff e della francese Christine Macel, insomma, le redini della manifestazione artistica di richiamo mondiale tornano in mano a una professionista nostrana (ma che ha trovato la sua strada oltreoceano) ultraqualificata.

LE CONGRATULAZIONI DI FRANCESCHINI

A commentare la nomina, anche il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini, che si è espresso così in una nota stampa:  “la scelta di Cecilia Alemani come curatrice della 59. Esposizione Internazionale d’Arte conferma la capacità di visione della presidenza di Paolo Baratta che, nell’affidare per la prima volta a una donna italiana l’intera progettazione artistica, prosegue nell’opera di innovazione e rilancio di una delle più importanti istituzioni culturali incrementandone il già notevole prestigio internazionale consolidato attraverso una conduzione attenta e illuminata. Cecilia Alemani ha curato il Padiglione Italia nel 2017 e sono sicuro che il suo nuovo progetto sarà ugualmente coraggioso e innovativo”.

LE ALTRE NOVITÀ DELLA BIENNALE

Nel corso della stessa riunione sono stati presi anche provvedimenti che riguardano altri settori della Biennale: il compositore italiano Ivan Fedele è stato nominato Direttore del Settore Musica, mentre per il Settore Cinema è stata approvata una nuova rassegna che prevede la realizzazione, nel periodo primaverile, di un programma di film classici restaurati, rappresentando una estensione di Venezia Classici, che sempre più ha qualificato negli ultimi anni la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Resta in sospeso una questione fondamentale, quella della nomina del presidente che succederà a Paolo Baratta, ormai giunto alla fine dei cinque anni del suo mandato (qui ci ponevamo gli interrogativi spiegando la situazione). Il Consiglio di Amministrazione ha fatto sapere che a partire dal 13 gennaio 2020 entrerà in vigore la proroga della sua validità, durante la quale verrà accelerata la predisposizione del bilancio consuntivo del 2019, accompagnata da un documento che riassume gli sviluppi intercorsi dal 2008 a oggi.

-Giulia Ronchi

https://www.labiennale.org/it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.