Monologhi al telefono: il duo Vedovamazzei

Prosegue la serie in podcast pensata da Donatella Giordano per Artribune. Questa volta sono ospiti i napoletani Simeone Crispino e Stella Scala che operano con il nome di Vedovamazzei

Vedovamazzei, Magazzino
Vedovamazzei, Magazzino

In occasione della mostra alla galleria Magazzino di Roma, il duo Vedovamazzei, composto da Simeone Crispino (Napoli, 1962) e Stella Scala (Napoli, 1964), simula una conversazione al telefono che li porta a ripercorrere una scelta fatta in passato: quella di fidanzarsi in tenera età. Mentre Simeone intona con la sua chitarra acustica “Too Youg di John Lee Hooker, dall’altra parte dell’apparecchio Stella pare compiacersi nel fornirgli l’occasione di ironizzare su alcune parole del testo, come quella che declama: “La gente ha detto che siamo troppo giovani per innamorarci”. Gli artisti sembrano prendersi gioco del proprio destino che li vede da diverso tempo complici nella scelta di separarsi restando comunque uniti in un progetto artistico di grande portata, iniziato già dagli anni Novanta.

LA MOSTRA DI VEDOVAMAZZEI DA MAGAZZINO A ROMA 

Il tempo è tiranno, si dice. Genera e seppellisce maniere e presagi, forgia e istituisce idiomi e codici. Tecniche e pratiche che, da Giotto a Hirst, costituiscono un manuale lungo più di seicento anni. Frugando tra passato e presente, il duo Vedovamazzei riflette su quanto il destino possa o meno precludere la libertà dell’individuo, presentando una serie di lavori che dal 1992 si definiscono ancora in progress. Le opere si mostrano come disegni realizzati da bambini di età compresa tra i cinque e i dodici anni e riportano le fattezze di importanti opere d’arte realizzate da grandi maestri come Giotto, Uccello, Raffaello, Bernini, Rembrandt, Ernst, Warhol, Hammons, Koons e Hirst. Sono stampe su larga scala, un formato che disorienta e si distacca dal tipo di immagine presentata. Il restante è un vivace ricordo intinto nel dubbio di come tutto sarebbe potuto essere. 

Donatella Giordano 

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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".