Gian Maria Tosatti vince il Premio Taverna e indossa la tiara del Papa

In molti hanno sostenuto: “adesso vorrà fare anche il Papa”. Gian Maria Tosatti non delude le aspettative e risponde alle provocazioni: si effigia con la tiara sul Talismano Taverna

Gian Maria Tosatti, il Talismano Taverna con la Tiara Papale
Gian Maria Tosatti, il Talismano Taverna con la Tiara Papale
Gian Maria Tosatti, l’artista del momento – dopo il Padiglione Italia della Biennale di Venezia, la nomina a direttore artistico della Quadriennale, l’imminente mostra all’Hangar Bicocca – vince anche il Premio Taverna, sostenuto da EIIS (European Institute of Innovation and Sustainability) e da Spazio Taverna, format ideato da Ludovico Pratesi e Marco Bassan. Per il premio concorrevano sette artisti: il vincitore, Silvia Giambrone, Namsal Siedlecki, Giulia Cenci, Alessandro Piangiamore, Cesare Pietroiusti (che tuttavia si è tirato fuori dalla competizione), Gianluca Brando; tutti protagonisti della stagione 2020-2021 di Spazio Taverna con le loro proposte di Esperienze. Il premio doveva infatti essere assegnato a seconda dell’esperienza performativa-artistica reputata più interessante tra quelle svolte nella stagione passata. Andrea Geremicca, Direttore Generale di EIIS (azienda che si occupa di ricerca consulenza e formazione), in dialogo-confronto con Pratesi e Bassan, ha assegnato il riconoscimento a Concerto Vietato, azione dialogata tra Gian Maria Tosatti e il jazzista Pasquale Innarella, risalente all’11 gennaio 2021. L’esperienza ha aggirato le regole ma con l’obiettivo di creare valore, in ricordo di “una storia molto particolare legata all’ex Unione Sovietica. Quando in quel paese era proibito ascoltare musica straniera, due ragazzi di Odessa iniziarono ad incidere le hit americane su delle lastre per radiografie”.
Il Premio Taverna a Roma
Il Premio Taverna a Roma

GIAN MARIA TOSATTI E IL TALISMANO TAVERNA

In aggiunta alla ricompensa per la vittoria, l’acquisizione dell’opera Rovescio I (pastello e foglia d’oro su carta, 2017), Spazio Taverna propone la prima edizione del Talismano Taverna, incaricando l’artista di creare un talismano per la città. Realizzato da CōDICECS – azienda artigiana della Capitale, specializzata in gioielli legati alla storia, all’archeologia, con una spinta verso arte e design -, il talismano è prodotto in argento rivestito in palladio, minerale più prezioso dell’oro.Per sdrammatizzare sulla delicata situazione – come sulla lettera aperta di Art Workers Italia -, in tono scanzonato e sarcastico, Tosatti effigia se stesso con la tiara papale e in atto benedicente sul retto del talismano. Durante la cerimonia di assegnazione del premio il 23 novembre 202, scherza insieme ai convenuti sul possibile nome pontificale e si dichiara indeciso tra due opzioni: Papa Francesco II o Papa Gian Maria I. Riceve, a sorpresa, anche un souvenir prestigioso, sempre realizzato da CōDICECS: un anello dotato di sigillo, come i veri pontefici.

Gian Maria Tosatti, il Talismano Taverna con la Tiara Papale
Gian Maria Tosatti, il Talismano Taverna con la Tiara Papale

GIAN MARIA TOSATTI E LA TIARA PAPALE

In verità, la decisione di ritrarsi in veste papale deriva da un episodio vissuto durante la Dynamo Camp, la prima attività di Terapia Ricreativa in Italia che sostiene il diritto alla felicità dei bambini affetti da patologie gravi o croniche. Durante la sua partecipazione al Camp, l’artista si era travestito da Papa, giocando su un ricordo del sé stesso bambino: da piccolo, infatti, sognava di diventare Papa. A coronare il tutto, mentre nella sala di ricevimento di EIIS viene presentata a prima edizione del Talismano Taverna, nel magnifico cortile si organizzano le riprese di un film a produzione spagnola dove Franco Nero interpreta, ironia della sorte, proprio un Papa.

Eventi d'arte in corso a Roma

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.