Italiani all’estero: la mostra di Namsal Siedlecki a New York

Namsal Siedlecki sbarca negli Stati Uniti con una personale diffusa a New York. Le immagini

Namsal Siedlecki, Estinti, 2021, Serpentino antico marble, 13.8 x 13 x 10.2 in. (35 x 33 x 26 cm). Photos by Alexa Hoyer. Courtesy Magazzino Italian Art
Namsal Siedlecki, Estinti, 2021, Serpentino antico marble, 13.8 x 13 x 10.2 in. (35 x 33 x 26 cm). Photos by Alexa Hoyer. Courtesy Magazzino Italian Art

L’artista Namsal Siedlecki (Greenfiend U.S.A. 1986, vive a Seggiano), sbarca con la personale Viandanti a New York City, grazie allo sforzo congiunto di Magazzino Italian Art, dell’Istituto Italiano di Cultura di New York e Casa Italiana Zerilli-Marimò (NYU). La mostra sarà visitabile presso l’IIC fino al 4 dicembre 2021: per quest’occasione Siedlecki espone tre opere inedite –Viandante, Nuovo Positivo e Verneuil (2021). In contemporanea, viene presentata una nuova installazione site-specific a Magazzino Italian Art, Trevis Maponos (2021). 

Namsal Siedlecki, MIA
Namsal Siedlecki, MIA

LA MOSTRA DI NAMSAL SIEDLECKI 

Il tema del viaggio è la tematica che permea il percorso espositivo. Se si pensa al territorio americano alla Route 66, alle estensioni a perdita d’occhio, alla dinamicità delle persone, all’autostop, il desiderio di non rimanere fermi ma di imparare dai luoghi e di mutare con essi è irresistibile. Oltre al viaggio infatti il fil rouge si compone dei concetti di trasformazione ed estinzione: “La mostra estende ai materiali il concetto di “ transitorietà” che caratterizza il viandante e include opere create con processi alchemici che provocano alterazioni fisiche nel tempo, e altri lavori che rintracciano materiali quasi scomparsi in natura al fine di dare loro vita in nuove forme”. Le opere incluse nel percorso invitano il visitatore a navigare con audacia la dimensione spazio-temporale e connettono il passato con il presente. Se Estinti (2021) si riferisce ad una tipologia marmorea non più riscontrabile sulla terra a causa dell’eccessivo sfruttamento minerario della risorsa, Verneuil (2021) consiste nella fusione in bronzo di un forno usato per produrre rubini sintetici, sottolineando così la capacità umana di emulare con l’artificio i processi alla base della natura, la smania di ricalcarli e di indirizzarli a proprio vantaggio. In Viandante (2021), opera che dà il titolo all’esposizione, Siedlecki usa la vasca galvanica, impiegata spesso per perseguire la propria poetica: una scultura che rappresenta un essere umano viene immersa e trasformata chimicamente tramite un processo di “perdita e acquisizione della materia”. Infine, in Nuovo Positivo (2021) l’artista sfrutta la stampante 3D per “creare un’altra versione in cera dei vuoti dell’originale scultura in bronzo, alla base del lavoro Estinti”. Ecco le immagini. 

-Giorgia Basili 

https://www.magazzino.art 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.