Il programma delle mostre 2022-23 di Pirelli HangarBicocca. Tosatti unico italiano

L’istituzione milanese ha svelato il programma espositivo del prossimo biennio, incentrato sull’analisi di temi della contemporaneità (politica, società, ambiente). Otto artisti internazionali saranno protagonisti di altrettante mostre, tra cui Steve McQueen, Bruce Nauman e l’unico italiano Gian Maria Tosatti

Ritratto di Gian Maria Tosatti
Ritratto di Gian Maria Tosatti

Ambiente, cambiamenti climatici, identità, società e politica sono alcune delle tematiche – tutte fortemente focalizzate sulle urgenze della contemporaneità – attorno a cui verte la programmazione espositiva per il 2022 e il 2023 di Pirelli HangarBicocca di Milano. I prossimi 24 mesi vedranno così la presentazione di 8 grandi mostre (con una inclinazione verso il concetto di “retrospettiva”, come d’abitudine per lo spazio della Bicocca) di altrettanti artisti internazionali, tra storicizzati (che esporranno nello spazio delle Navate) e giovani e mid-career (negli spazi dello Shed), tra nuove produzioni e collaborazioni con importanti musei e istituzioni stranieri. Anicka Yi, Steve McQueen, Bruce Nauman, Dineo Seshee Bopape, Ann Veronica Janssens, Thao Nguyen Phan e James Lee Byars sono gli artisti protagonisti del prossimo biennio espositivo al Pirelli HangarBicocca oltre a Gian Maria Tosatti, unico artista italiano che nei prossimi due anni esporrà presso l’istituzione milanese. Di Tosatti lo scorso settembre è stata confermata la partecipazione alla Biennale Arte di Venezia 2022 come rappresentante del Padiglione Italia a cura di Eugenio Viola, e la nomina a direttore artistico della Quadriennale di Roma. Ma in realtà “l’incarico” a Milano era antecedente a tutto questo visto che la mostra è frutto di un rapporto Todolì-Tosatti nato a Napoli molti molti anni fa e suggellato con l’invito ad esporre all’Hangar che risale al 2018. “In Pirelli HangarBicocca continueremo a presentare mostre concepite per la nostra struttura ex industriale”, spiega il Direttore Artistico Vicente Todolí. “Sono mostre che entrano in dialogo profondo con lo spazio, capaci di trasmettere al visitatore le differenti modalità espressive degli artisti, nella loro interezza e specificità. I modelli espositivi vengono strutturati di volta in volta e non risultano mai precostituiti”.

Bruce Nauman, One Hundred Live and Die, 1984 Tubi al neon con tubi di vetro trasparente su monolite in metallo 299,7 x 335,9 x 53,3 cm Collection Benesse Holdings, Inc/ Benesse House Museum, Naoshima © 2021 Bruce Nauman / SIAE Courtesy Sperone Westwater, New York
Bruce Nauman, One Hundred Live and Die, 1984
Tubi al neon con tubi di vetro trasparente su monolite in metallo
299,7 x 335,9 x 53,3 cm
Collection Benesse Holdings, Inc/ Benesse House Museum, Naoshima
© 2021 Bruce Nauman / SIAE
Courtesy Sperone Westwater, New York

LE MOSTRE DI PIRELLI HANGARBICOCCA NEL BIENNIO 2022-2023

Dal 17 febbraio, negli spazi dello Shed, a inaugurare la stagione espositiva sarà l’artista americana-coreana Anicka Yi, vista in queste settimane con la sua grande installazione alla Tate Modern di Londra, con la sua prima mostra (a cura di Fiammetta Griccioli e Vicente Todolí) in un’istituzione italiana con più di 20 lavori, oltre alla produzione di una nuova versione dell’opera Biologizing the Machine (terra incognita), presentata alla Biennale di Venezia 2019. Allo spazio Navate dal 31 marzo sarà la volta della grande retrospettiva di Steve McQueen, a cura di Vicente Todolí e Clara Kim con Fiontán Moran, organizzata in collaborazione con Tate Modern (“sono collaborazioni, ma sono anche mostre originali perché i nostri spazi sono speciali” spiega Todolì); sempre alle Navate, dal 15 settembre, sarà inaugurata Neons, Corridors & Rooms, mostra di Bruce Nauman (a cura di Vicente Todolí e Roberta Tenconi con Andrea Lissoni, Nicholas Serota, Leontine Coelewij, Martijn van Nieuwenhuyzen e Katy Wan) organizzata in collaborazione con Tate Modern e Stedelijk Museum Amsterdam, per un progetto espositivo che “si focalizza sulla ricerca spaziale e architettonica, presentando per la prima volta un ampio corpus dei suoi celebri corridoi e stanze, ed esplorandone le sperimentazioni nell’uso della luce, del suono, della parola e del video”. Allo Shed, dal 6 ottobre sarà protagonista Dineo Seshee Bopape (la cui mostra è a cura di Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli), mentre dal 23 febbraio 2023 lo sarà Gian Maria Tosatti con una mostra a cura diu Todolì intitolata Hôtel de la Lune (il nome d’arte con cui Tosatti si faceva chiamare ai suoi esordi), progetto espositivo cui l’artista lavora da tre anni, rinviato causa pandemia, concepito come un grande intervento ambientale che trasformerà gli spazi dello Shed. Allo spazio Navate, il 6 aprile 2023, sarà la volta dell’artista belga Ann Veronica Janssens (mostra a cura di Roberta Tenconi); allo Shed, a settembre, di Thao Nguyen Phan (esposizione a cura di Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli), per concludere alle Navate, da ottobre 2023 a marzo 2024, con la grande retrospettiva a cura di Vicente Todolí dedicata a James Lee Byars, l’unica mostra descrivendo la quale il curatore portoghese si commuove: “ho fatto io l’ultima mostra di James Lee Byars, è morto mentre la preparavamo”.

LA VISIONE DI PIRELLI HANGARBICOCCA

“La programmazione conferma l’impegno di Pirelli HangarBicocca e di Pirelli nel sostenere e promuovere la cultura contemporanea”, sottolinea Marco Tronchetti Provera, Presidente di Pirelli HangarBicocca e Vice Presidente Esecutivo e Ceo di Pirelli. “Vogliamo coinvolgere un’utenza allargata, offrendo occasioni di avvicinamento all’arte e alle interpretazioni del mondo da parte degli artisti, nella convinzione che guardare anche attraverso i loro occhi offra a tutti noi nuove prospettive e occasioni di riflessione e arricchimento”. E il presidente non ha mancato di ricordare il contributo che l’Hangar ha dato alla città trasformandosi a lungo in hub vaccinale. Speriamo non ce ne sia più bisogno.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.