Il Centro Pecci di Prato cerca nuovo direttore. Revocato l’incarico a Cristiana Perrella

Il Centro Pecci di Prato ha deciso letteralmente di buttar fuori la direttrice Cristiana Perrella, alla guida del museo dal 2018. Adesso il Centro è alla ricerca di un nuovo direttore, che avrà il compito di “rilanciare le attività”. “Violato il mio contratto e danneggiato il museo”, dice Perrella

Centro Pecci, Prato. Photo © Fernando Guerra
Centro Pecci, Prato. Photo © Fernando Guerra

“Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana riunitosi oggi ha deciso di revocare l’incarico di Direttore Generale della Fondazione a Cristiana Perrella, in linea con quanto previsto dal contratto siglato da entrambe le parti il 16 febbraio 2021. Il Consiglio ringrazia la Dott.ssa Perrella per il suo impegno e il lavoro svolto in questi anni alla direzione del Centro Pecci e le fa i migliori auguri per la sua futura attività professionale”. Con questo conciso comunicato a dire il vero un po’ rude, il Centro per le Arti Contemporanee Luigi Pecci di Prato comunica la decisione di revocare l’incarico a Cristiana Perrella (Roma, 1965) alla direzione del Centro dal 2018 confermandosi come il museo più . “Il Consiglio comunica inoltre di aver avviato una procedura di selezione per nominare il nuovo Direttore, che è prevista concludersi entro la fine di quest’anno. La nuova Direzione avrà il compito di rilanciare l’attività del Centro Pecci come punto di riferimento dell’arte contemporanea in Italia”, continua la nota stampa. Si interrompe così la direzione di Perrella al Pecci, con tre anni di anticipo: il mandato infatti avrebbe dovuto avere come scadenza naturale il 2024, ma evidentemente i dissapori tra presidenza e direzione sono risultati non sanabili e hanno portato a un esito decisamente clamoroso.

Cristiana Perrella, ph.OKNO studio
Cristiana Perrella, ph.OKNO studio

CRISTIANA PERRELLA AL CENTRO PECCI DI PRATO

Cristiana Perrella nel 2018 è subentrata a Fabio Cavallucci, prevalendo su una rosa di 9 candidati che includeva direttori e curatori sia italiani sia stranieri: Arabella Natalini, Camilla Mozzato, Marie Muracciole, Marco Trevisan, Angel Moya Garcia, Stefano Raimondi, Alfredo Cramerotti, Corinne Diserens. Prima di giungere al Centro Pecci, Perrella ha curato mostre in musei e fondazioni importanti come il MAXXI di Roma e la Fondazione Prada di Milano. È stata, per oltre dieci anni, responsabile del Contemporary Arts Programme presso la British School di Roma, ha collaborato con RISO, il Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, ed è stata curatrice alla Fondazione Golinelli di Bologna.

È vero, la chiusura del mio rapporto con il museo, peraltro per modi e termini, in grave ed evidente violazione del contratto, è senz’altro frutto di una differenza di visione fra me e il CdA sulla programmazione e la funzione del museo” spiega Perrella ad Artribune. “Ma la maniera inaspettata con cui le cose sono precipitate e i toni usati per comunicare quanto deciso arrecano senza dubbio un danno grave e immotivato a me e al museo. Io posso difendermi, il museo no. Ed è davvero triste che, dopo aver lavorato duramente e con grande entusiasmo insieme al mio team per riposizionarlo sulla scena artistica italiana e internazionale e aprirlo alla città, recuperandone spazi e funzioni, ora il Pecci debba conoscere nuovamente un momento di discontinuità e crisi. È incredibile come questo museo non trovi pace”.

La questione dell’immediato futuro, al di là dello strombazzato nuovo bando per la ricerca di un direttore, è proprio questa: cosa succederà al Pecci? Quale direzione prenderà questo importante museo italiano? Se una direzione con progetti di qualità e di ricerca come quella di Perrella non andava bene al punto da interromperla in maniera clamorosa, quale tipologia di direzione si ricerca? Con quale spirito potranno proporsi nuovi direttori sapendo di poter essere defenestrati da un momento all’altro con grave danno alla loro immagine professionale?

SCONTRO TRA PERRELLA E BINI SMAGHI: L’EX DIRETTRICE PORTA IL MUSEO IN TRIBUNALE

Avrà dei risvolti giudiziari il dissidio tra la direttrice uscente Cristiana Perrella e il Consiglio di Amministrazione del Centro Pecci di Prato, presieduto da Lorenzo Bini Smaghi che abbiamo intervistato qui. A quanto è emerso, pare che, oltre a divergenze di visione nei confronti della programmazione del museo, a far scoppiare il caso siano stati degli accordi informali che le parti avevano preso dopo il rinnovo del contratto della direttrice, avvenuto lo scorso marzo. Alcuni membri del Consiglio hanno spiegato che Cristiana Perrella aveva promesso di di dimettersi dal primo ottobre per motivi personali. Un fatto che non si è verificato, ma che non è mai stato siglato, tuttavia, da un accordo ufficiale. “L’unico contratto è di rinnovo triennale, a ogni passo si doveva arrivare con una contrattazione, ma mi è stato chiesto di dimettermi in maniera immediata, in violazione di quel contratto. Ammetto le divergenze sul ruolo museo, ma niente giustifica modalità di interruzione della collaborazione, ne parleremo in tribunale“, ha spiegato la curatrice romana, secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino.Io mi rifarò in sede legale, ma il museo non lo risarcisce nessuno“, ha aggiunto. Nel frattempo, sempre da quanto riportato dalla testata, il Presidente Bini Smaghi ha smosso un’agenzia londinese di cacciatori di teste per individuare il successore alla guida del Pecci. “Il Comune di Prato e la Regione avevano dato indicazioni chiare riguardo al ruolo a cui il Centro dovrebbe aspirare: è necessario che il Pecci torni ai fasti di un tempo“. Un’espressione infelice, verrebbe da dire, quantomeno poco rappresentativa di un centro dedicato alla contemporaneità dalla vocazione internazionale, come è stato in questi ultimi anni.

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