Nuovo consiglio di amministrazione per il Centro Pecci di Prato: Lorenzo Bini Smaghi Presidente

Un economista di alto profilo (non senza una vocazione filantropica) presiederà il Consiglio di Amministrazione per i prossimi tre anni. E c’è anche la programmazione culturale 2020 del Pecci. 

Lorenzo Bini Smaghi
Lorenzo Bini Smaghi

Una ventata di novità è arrivata al Centro Pecci di Prato, realtà culturale fuori Firenze diventata un punto di riferimento della scena contemporanea (del territorio e non solo). A due anni dalla nomina della direttrice Cristiana Perrella si rinnova il Consiglio di Amministrazione del centro: a presiederlo sarà Lorenzo Bini Smaghi, scelto per la sua figura di economista di alto profilo unita a un’attenzione filantropica internazionale. I nuovi membri del Consiglio – in carica per i prossimi tre anni – sono Gherardo Biagioni, Edoardo Donatini, Jacopo Gori e Alessio Marco Ranaldo, provenienti dal mondo dell’economia e del mercato (tranne Donatini, curatore).

LORENZO BINI SMAGHI AL PECCI DI PRATO

Lorenzo Bini Smaghi (Firenze, 1956) è attualmente presidente del gruppo finanziario Societé Genérale. Formatosi all’Université Catholique de Louvain e alla University of Chicago, ha ricoperto importanti incarichi per la Banca Centrale Europea (come membro del Comitato esecutivo) ed è stato presidente di Italgas, SNAM, SACE e altri. Inoltre, è stato il primo presidente della Fondazione Palazzo Strozzi, dal 2006 al 2016. È anche autore di alcuni libri dedicati all’andamento dell’economia internazionale ed europea, come Morire di Austerità: Democrazie europee con le spalle al muro33 false verità sull’Europa e La tentazione di andarsene; fuori dall’Europa c’è un futuro per l’Italia?.

IL 2020 DEL PECCI DI PRATO

Anche nel 2020 il Centro Pecci si mantiene ancorato alla vocazione di apertura internazionale che va di pari passo con l’attenzione per il territorio e l’accoglienza a un pubblico di qualsiasi tipologia e fascia d’età. La nuova programmazione rispetterà una tendenza alla contaminazione, alla molteplicità e al dialogo a più voci. Mentre prosegue mostra di riallestimento sull’arte post sovietica The Missing Planet, il 2 aprile 2020 ci sarà il primo grande doppio opening dell’anno, con Domus Aurea. Martino Gamper, Francesco Vezzoli e le ceramiche di Gió Ponti Protext!, una collettiva dedicata all’arte del tessile e della rivoluzione. Ci sarà spazio per gli artisti italiani – previste le personali di Simone Forti e della compianta Chiara Fumai, quest’ultima presentata da Milovan Farronato – ma anche per quelli stranieri, come nella collettiva Chinese Whispers. Generazione Next dalla Cina. L’ultimo periodo dell’anno invece, la mostra Le parole dell’arte, dalla poesia visiva alla post produzione. Opere dal Centro Pecci ed altre raccolte proseguirà con la linea tracciata da Cristiana Perrella, di riproporre al pubblico opere storiche della collezione permanente del Pecci dando loro una lettura contemporanea. Proseguirà come sempre l’offerta di public program legati alle mostre, oltre a performance, cinema e concerti.

-Giulia Ronchi

https://www.centropecci.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.