Apre a Rimini il Fellini Museum. Ecco com’è il museo a Castel Sismondo

Diffuso tra Castel Sismondo, Palazzo del Fulgor e Piazza Malatesta, il museo coniuga tradizione e innovazione, raccogliendo e divulgando il genio felliniano. Per l’apertura è previsto uno spettacolo e un weekend di visite guidate gratuite aperte al pubblico

Uff Stampa Comune RN Museo Fellini Rocca Malatestiana ©Riccardo Gallini /GRPhoto
Uff Stampa Comune RN Museo Fellini Rocca Malatestiana ©Riccardo Gallini /GRPhoto

Ha aperto giovedì 19 agosto 2021 il nuovo Fellini Museum a Rimini, con uno spettacolo inaugurale e visite guidate gratuite su prenotazione che si svolgeranno tra venerdì 20 e domenica 22 agosto andate immediatamente sold out. Un lungo weekend per celebrare la prima apertura del grande progetto culturale riminese, che vede nell’eredità del maestro italiano del cinema Federico Fellini (Rimini, 1920 – Roma, 1993) il punto di inizio del nuovo polo museale diffuso su più sedi: oltre al Castel Sismondo, sede principale, anche la circostante Piazza Malatesta – oggi vasta area pedonale con giardini e giochi d’acqua dopo essere stata per anni un parcheggio e un mercatino di cianfrusaglie – e lo storico Cinema Fulgor. Si tratterà di “un luogo magico di sintesi artistica: uno spazio che fabbrica emozioni e spettacolo in cui innovazione, ricerca e sperimentazione si misurano con la classicità dell’arte”, come viene definito nella presentazione. “Non una serie di teche e di memorabilia” aggiunge il sindaco di Rimini Sergio Gnassima un percorso attraverso la storia del cinema italiano del novecento e attraverso l’autobiografia del genio di Fellini

Museo Fellini ph. Lorenzo Burlando
Museo Fellini ph. Lorenzo Burlando

IL NUOVO FELLINI MUSEUM DI RIMINI

Inserito dal Ministero della Cultura tra i grandi progetti nazionali dei beni culturali (il Collegio Romano ha tirato fuori una bella cifra: circa 13 milioni di euro), il Fellini Museum si sviluppa quindi tra Castel Sismondo rocca malatestiana del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi, Palazzo del Fulgor, palazzo settecentesco che ospita al piano terra il leggendario cinema immortalato in Amarcord, e Piazza Malatesta. A curare l’allestimento di Castel Sismondo e di Palazzo del Fulgor – che sarà multimediale, immersivo e di forte coinvolgimento per il pubblico – un raggruppamento di imprese guidato da Lumiére & Co e di cui fa parte Studio Azzurro, mentre la curatela è affidata a Marco Bertozzi e Anna Villari di cui presto leggere una intervista su Artribune.
Il Museo verrà presentato anche dal Ministro della Cultura Dario Franceschini in occasione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia martedì 31 agosto 2021, al Lido di Venezia. La sua inaugurazione, inoltre, non si concentra ed esaurisce in un unico evento, ma si distribuisce attraverso un programma d’iniziative che proseguirà per tutto il 2021, con mostre, concerti, rassegne, convegni e spettacoli.
Il percorso espositivo del museo si articola in tutto il Castel Sismondo. Alcune polemiche negli anni passati avevano criticato la scelta di adoperare l’edificio per la realizzazione del museo: “il Sismondo basta a se stesso, non deve diventare contenitore, e la piazza con quei giochi d’acqua sarà un allestimento kitsh” aveva tuonato il solito Tomaso Montanari sul Fatto Quotidiano. In realtà nessuno aveva alzato alcun sopracciglio quando al Sismondo si organizzavano mostre commerciali di infimo livello e quando la piazza era uno spiazzo sbilenco dove la città terminava. “Ora da qui la città riparte e non ci fermiamo visto che nella parte ancora da terminare arriverà una foresta urbana dedicata a Tonino Guerra” sottolinea il sindaco di Rimini che negli anni ha resistito alle polemiche. E all’interno, invece di obliterarne le architetture, il nuovo percorso museale ha permesso di scoprire e studiare alcune novità architettoniche del Sismondo che erano state dimenticate.

NUOVO FELLINI MUSEUM: CONTENUTI E PERCORSO

Il museo è pieno di exhibit esperienziali negli spazi angusti ma ben allestiti del castello. Sebbene funestate per il momento dalle normative anti-Covid che impediscono ai visitatori di toccare, aprire, muoversi liberamente. Ogni stanza in realtà sarebbe immaginata con dispositivi che coinvolgano il visitatore che può intervenire e costruirsi la propria visita in maniera immersiva. Suggestive la sala delle altalene dedicata alla storia, le mille facce di Giulietta Masina, quella dedicata alla musica del genio Nino Rota autore delle più indimenticate colonne sonore dei film di Fellini e ancora la riproposizione della biblioteca del regista, dei libri su di lui. Divertenti i totem dove si può sbirciare tra le lettere che i fan inviavano al maestro sottoponendosi come caratteristi o comparse.
Il percorso è leggero, elegante, quasi mai fuori le righe salvo forse per la sala dedicata ad Anita Ekberg e alla Dolce Vita, con un’Anitona tipo bambolina gonfiabile formato extralarge ad occupare tutto l’ambiente. “Fellini è sempre troppo, ma forse qui è davvero un po’ troppo” ha sussurrato passando la signora Lora, moglie vedova di Tonino Guerra.
Per chi giudicherà l’impianto museografico eccessivamente scenografico e troppo profondo c’è però una strada alternativa per compensare: al Cinema Fulgor, dall’altra parte della piazza in quello che è il nuovo hub culturale riminese e uno dei poli culturali in centro storico più articolati d’Italia, si sta creando un centro documentazione, un archivio, uno spazio di studio e consultazione, un bookshop, una sede per l’Accademia Tonino Guerra, un cinemino per proiezioni dedicate a Fellini. Il divertimento, il coinvolgimento, lo studio, l’approfondimento nel loro giusto equilibrio: gli spazi vanno considerati come un edificio unico. E passando da uno spazio all’altro, il percorso obbligato attraverso la nuovissima Piazza Malatesta.

FELLINI MUSEUM E LA RIQUALIFICAZIONE CULTURALE DI RIMINI

Il progetto – che era stato anticipato dalla mostra Fellini 100 Genio immortaleaperta alla fine del dicembre 2019 – è insomma parte di una più ampia azione di rinnovamento infrastrutturale e di valorizzazione del patrimonio culturale e architettonico della città, già partito dal Teatro Galli (inaugurato da Giuseppe Verdi) restaurato nel 2018 dopo oltre settant’anni di abbandono a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e da PART – Palazzi dell’Arte Rimini, centro d’arte contemporanea ospitato nei due palazzi del Trecento nella piazza centrale della città, inaugurato a settembre 2020: qui in questi giorni sta aprendo anche un significativo giardino di sculture, fortemente connesso a tutto il resto del nuovo polo culturale riminese.
Punto di congiungimento ideale e fisico di tutti questi attrattori culturali è proprio Piazza Malatesta, che circonda Castel Sismondo, ribattezzata piazza dei sogni: una grande area urbana, con porzioni a verde, arene per spettacoli, installazioni, un vasto velo d’acqua con potenti nebulizzatori a rievocare la nebbia felliniana e l’antico fossato del castello e una grande panca circolare che, come nel finale del film 8½, vuole essere un inno alla vita, alla solidarietà, alla voglia di stare assieme. Una dedica in particolare, è ancora il sindaco Gnassi a parlare, “ai bambini, che ora finalmente hanno la possibilità di essere abituati al bello laddove fino a ieri erano abituati alla consuetudine della bruttezza“. E in effetti già dalle prime ore di inaugurazione i ragazzi hanno preso d’assalto il rinnovato spazio pubblico.

Fellini Museum - Uff Stampa Comune RN Al Mèni
Fellini Museum – Uff Stampa Comune RN Al Mèni

IL FELLINI MUSEUM E L’EREDITÀ DEL GRANDE REGISTA

Il Fellini Museum non intende interpretare il cinema del regista riminese come opera in sé conclusa, come sacrario o omaggio alla memoria, ma esaltare l’eredità culturale di uno dei più illustri registi della storia del cinema, che a Rimini ha avuto i natali nel 1920”, spiegano gli organizzatori, “e riunisce in un unicum concettuale e spaziale più luoghi del cuore cittadino, dando vita a un percorso composito di narrazioni partecipate che rendono il visitatore protagonista di una esperienza immersiva, in un ‘dialogo’ senza soluzione di continuità tra spazi interni ed esterni in cui la creatività e l’immaginazione possano contaminare positivamente Rimini e il suo cammino nel presente e nel futuro, come chiave di accesso al mondo del ‘tutto si immagina’”. L’apertura del Fellini Museum è stata salutata anche dal Ministro della Cultura, Dario Franceschini: “Il sogno diventa realtà. Apre finalmente a Rimini il Museo Fellini, uno spazio espositivo diffuso che celebra un gigante del cinema: il Maestro di tanti Maestri. Il ministero della Cultura ha da subito riconosciuto questa nuova istituzione culturale come un grande Progetto nazionale finanziandola con oltre 13,5 milioni di euro a testimonianza dell’importanza e del valore che l’Italia ripone su questo nuovo museo che sarà un’eccellenza e un luogo attrattivo non solo per il territorio riminese ma per il Paese intero. Questo nuovo museo colma un vuoto: in tutto il mondo autori, registi, attori e pubblico continuano ad ammirare e a trarre ispirazione dalle opere di Fellini a cui il cinema italiano deve essere riconoscente anche per aver trasformato un’arte in una vera e propria industria creativa. A Rimini“, ha concluso Franceschini, “si è scelta una strada innovativa per ricordare Fellini: un museo diffuso diventato il modo di riqualificare e rigenerare un’intera parte di città. Si può davvero dire che negli ultimi anni a Rimini la cultura è diventata protagonista”.
La città in dieci anni è oggettivamente stata trasformata: isole pedonali, arredo urbano, un nuovo teatro che non c’era, un nuovo museo d’arte contemporanea che non c’era, la rigenerazione del Castel Sismondo grazie al Fellini Museum, il nuovo Fulgor, piazze e giardini dove c’erano volgari autorimesse a cielo aperto o mercatini di ambulanti e un lungomare incredibile progettato dai genovesi di Dodi Moss. Fino a dieci anni fa a Rimini neppure c’era un serio impianto fognario e i liquami finivano in Adriatico che oggi è certificato come pulito. Chapeau.

– Giulia Ronchi e Massimiliano Tonelli

fellinimuseum.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.