La dolce vita e non solo. Rimini dedica un grande museo diffuso a Federico Fellini

Tra gli obiettivi del progetto la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale e architettonico della città, all’insegna dell’opera di uno dei registi più celebri e influenti del Novecento a livello mondiale

Federico Fellini - via Wikipedia
Federico Fellini - via Wikipedia

Un museo diffuso ed esperenziale, che valorizza e rilegge il patrimonio culturale e architettonico di Rimini grazie alla figura di un personaggio speciale, probabilmente il più illustre tra quelli a cui la città ha dato i natali: Federico Fellini. È dedicato a uno dei più grandi registi del Novecento – autore, tra gli altri, di capolavori quali La strada, La dolce vita, Le notti di Cabiria, 8½, Amarcord – il Museo Fellini, la cui progettazione è stata recentemente approvata dalla Giunta comunale di Rimini, con realizzazione prevista per il 2020.

IL MUSEO FELLINI A RIMINI. I LUOGHI 

Oltre a omaggiare il genio di Federico Fellini (Rimini, 1920 – Roma, 1993), il progetto museale si pone come obiettivo il “rinnovamento infrastrutturale e valorizzazione del patrimonio culturale e architettonico che sta ridisegnando il futuro urbanistico della città e del suo centro storico”, come spiega una nota stampa del Comune. I luoghi interessati al museo sono Castel Sismondo, la rocca del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzo Valloni, un edificio di origine settecentesca recentemente restaurato, dove a piano terra ha sede il cinema Fulgor. A questi due siti si aggiunge una grande area urbana, una “Piazza dei Sogni” che, attraverso un percorso di installazioni e scenografie felliniane – ricalcando quindi la tipologia delle mostre “experience” – farà da fil rouge strutturale e concettuale tra Castel Sismondo e Palazzo Valloni. Il recupero e la valorizzazione della piazza, in particolare, sono tra i principali obiettivi del progetto, con la creazione di aree verdi, arene per spettacoli all’aperto, percorsi di attrazione storico-turistica.

MUSEO FELLINI, NUOVO CENTRO CULTURALE DI RIMINI

Il Museo Fellini quindi sarà concepito come “centro della creatività, luogo di formazione e informazione, di ricerca e divulgazione, spazio espositivo innovativo, spettacolare e poetico, capace di elaborare e produrre nuove progettualità nel segno della visionarietà felliniana, del cinema, del rapporto con le arti, in dialogo permanente tra innovazione e tradizione”, secondo quanto spiegato nel progetto del Comune. “Nelle nostre intenzioni”, dichiara il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, “il Museo Fellini dovrà avere lo stesso ruolo e centralità del Museo Guggenheim per Bilbao. Un motore e attrattore di cultura e d’arte, che ha l’ambizione di coprire un suo spazio preciso nella grande rete museale internazionale. Non sarà un sacrario immobile ma l’esaltazione dinamica e mai ferma dell’eredità più elevata lasciata dal Maestro: il ‘tutto si immagina’. Questo diceva Fellini, e questa sarà la chiave di questo museo diffuso. Una piattaforma su tre assi che potrà essere immaginata e interpretata da artisti di tutto il mondo. A questi geni, creativi di ogni provenienza e settore, sarà consegnata di volta in volta questa chiave per un’interpretazione sempre differente dell’arte di ogni tempo e del mondo”.

IL MUSEO FELLINI A RIMINI. LE FASI DI REALIZZAZIONE

La realizzazione del progetto, che il Ministero dei Beni Culturali ha finanziato con 12 milioni di euro nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Culturali”, è prevista in quattro step: il primo si occuperà della fase “Allestimenti e installazioni”, gli altri si concentreranno sui siti interessati al piano, oltre all’intervento finanziato dal Comune di Rimini e finalizzato a trasformare Palazzo Valloni in museo. Tra gli spazi di Palazzo Valloni e di Castel Sismondo si snoderà così un percorso narrativo che utilizzerà diversi materiali documentari: film, le interviste, filmati di repertorio, acuì si aggiungono disegni, sceneggiature, epistolari, spartiti, oggetti di scena, costumi. Nel piccolo cinema ricostruito al secondo piano di Palazzo Valloni, una sorta di calco del Fulgor originale, saranno proiettati tutti i giorni i 24 film ufficiali diretti da Federico Fellini, mentre in altri spazi del Museo, tra Castello e cinema Fulgor, saranno proiettati filmati e montaggi inediti, ideati e realizzati da Studio Azzurro.

– Desirée Maida 

www.comune.rimini.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.