Negli spazi degli ex locali di Barney’s di New York nasce nuovo polo del contemporaneo

I grandi magazzini, chiusi per bancarotta con l’avvento dell’e-commerce, verranno riqualificati con il nome di Art House: al loro interno spazi per mostre, gallerie e fiere dedicati all’arte contemporanea.

New York
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Nato negli anni ’20 per volontà dell’imprenditore Barney Pressman, Barney’s ha rappresentato per quasi un secolo la mecca dello shopping newyorkese. Conosciuti in tutto il mondo, questi grandi magazzini su Madison Avenue hanno fatto da scenario in film e serie tv di successo, da Will and Grace a Sex and the City, ospitando sui loro otto piani i brand di punta della moda che si sono succeduti nei decenni. Un sogno infrantosi, tuttavia, con l’avvento dell’e-commerce e delle nuove dinamiche di vendita, che hanno costretto Barney’s ad annunciare la bancarotta già nell’agosto 2019, chiudendo definitivamente i battenti all’inizio dell’anno seguente. Le sue iconiche vetrine, però, torneranno presto a nuova vita, grazie a un investimento ad opera di Michael Plummer, Jeff Rabin (della società di consulenza di New York Artvest) e Geoff Fox (direttore della società di consulenza Touchstone Event Management), ovvero il trio che ha portato a New York la grande fiera dell’arte europea TEFAF.

NASCE ART HOUSE NEGLI EX LOCALI DI BARNEY’S A NEW YORK

Art House rappresenterà una realtà ibrida”, ha spiegato Plummer al sito ArtNews: “I due piani più bassi dell’edificio serviranno ad ospitare eventi nelle stagioni delle fiere mentre quelli più alti potranno essere affittati a gallerie locali con contratti sia a breve o lungo termine“. Gli spazi, riprogettati dal direttore creativo di wHY architecture Kulapat Yantrasast, presenteranno soluzioni modulari e flessibili e restituiranno l’atmosfera di una raffinata VIP lounge delle fiere d’arte. L’obiettivo, secondo i fondatori, è cercare un nuovo format di vendita dell’arte, che vada oltre la tradizionale galleria e rappresenti una valida alternativa alle grandi fiere internazionali, tutt’ora impossibilitate a svolgersi a causa della pandemia. Come già accaduto lo scorso maggio al The Shed, infatti, le grandi manifestazioni come Frieze New York tendono ora ad essere organizzate in scala ridotta, ma senza rinunciare alla qualità. La nuova Art House, infatti, ospiterà circa 60 gallerie (ma i nomi degli espositori non sono ancora stati resi noti), mentre parallelamente saranno organizzate mostre, fiere, eventi, congressi e incontri. Il tutto accompagnato da una piattaforma online.

QUANDO APRE ART HOUSE A NEW YORK

È fissato per il 4 novembre 2021 l’inizio dell’Art House New York Fall, che segnerà il lancio della nuova realtà artistica di Manhattan. A questo seguirà una seconda edizione primaverile a maggio 2022 (ovvero Art House New York Spring, che non a caso fa eco al calendario pre pandemia del TEFAF). Ancora da svelare, invece, è la programmazione di mostre e eventi che si susseguiranno durante gli altri momenti dell’anno. Gli spazi verranno affittati alle gallerie allo stesso canone di locazione degli uffici; il prezzo sarà in linea con quello delle principali fiere d’arte. “I galleristi hanno bisogno di nuove soluzioni per raggiungere i clienti“, ha dichiarato Rabin sempre ad ArtNews, facendo riferimento alle esigenze degli espositori, profondamente mutate a seguito della pandemia. “Bisogna tener conto del fatto che l’attività online non è stata sufficiente per compensare la mancanza delle fiere d’arte e l’esperienza fisica all’interno degli spazi espositivi e delle gallerie”.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.