Manifesta 14 a Pristina. Anticipazioni sulla Biennale del 2022 nella capitale del Kosovo

Durerà più di tre mesi, da luglio a ottobre, la 14esima edizione di Manifesta, in programma nel 2022 a Pristina, per una mostra diffusa che indagherà i cambiamenti sociopolitici europei dal punto di vista dei Balcani

The National Library of Kosovo in Pristina. Photo by Ferdi Limani. Courtesy of Manifesta
The National Library of Kosovo in Pristina. Photo by Ferdi Limani. Courtesy of Manifesta

Che Pristina sarà la città che ospiterà la 14esima edizione della biennale d’arte contemporanea itinerante Manifesta si sa già dal 2019, quando la capitale del Kosovo è stata scelta “per l’importanza geografica e geopolitica dei Balcani in relazione alla storia recente dell’Europa e al suo futuro”, e quindi piattaforma ideale da cui osservare e riflettere sui cambiamenti sociopolitici dell’Europa di oggi. Adesso la biennale fondata e diretta da Hedwig Fijen ha annunciato le date in cui si terrà la prossima edizione di Manifesta: dal 22 luglio al 30 ottobre 2022.

MANIFESTA 2022 A PRISTINA

“L’ambizione principale di Manifesta 14”, si legge in una nota stampa, “è quella di rafforzare le reti culturali del Kosovo. La biennale darà vita a progetti di collaborazione che rafforzino l’infrastruttura culturale locale: uno dei modi con cui Manifesta mira a ciò è creare, con e per la comunità locale, uno spazio di produzione per i professionisti dell’arte nel cuore della città, nell’ex Biblioteca Hivzi Sylejmani”. Come già accaduto per le precedenti edizioni di Palermo (2018) e Marsiglia (2020), Manifesta mirerà anche a Pristina ad attivare luoghi e reti di professionisti, con interventi che possano lasciare risultati anche nel medio e lungo termine. Per questo motivo, anche su Pristina è stato condotto una ricerca preliminare – un’analisi urbanistica – commissionato da Manifesta a uno studio di architettura, la Carlo Ratti Associati in collaborazione con MIT’s Senseable City Lab di Boston (diretto da Carlo Ratti, progettista, insieme a Italo Rota, del Padiglione Italiano per Expo Dubai): quella di affidare a uno studio di architettura il compito di analizzare i tessuti – spesso stratificati – urbanistico, sociale e culturale delle città che si accingono a ospitarla è un modus operandi che Manifesta ha introdotto a partire dalla sua 12esima edizione, tenutasi a Palermo. In quella occasione, a redigere lo studio preliminare che ha poi preparato il terreno su cui è stata costruita la biennale è stato lo Studio OMA; mentre per la 13esima edizione, tenutasi nel 2020 a Marsiglia, questo compito è stato affidato all’architetto Winy Maas, tra i fondatori dello studio MVRDV di Rotterdam.

MANIFESTA OLTRE PRISTINA

Lo scorso dicembre, Manifesta ha annunciato le città che ospiterà la biennale nel 2024 e nel 2026, con netto anticipo quindi rispetto alle usuali tempistiche di selezione e comunicazione delle città coinvolte nella manifestazione. Nel 2024 a ospitare la biennale sarà Barcellona insieme a una decina di città della regione della Catalogna, mentre nel 2026 sarà la volta della Ruhr, in Germania, regione storicamente nota per essere una delle aree più produttive d’Europa per le sue acciaierie. 

– Desirée Maida 

www.manifesta.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.