Pristina, capitale del Kosovo, sarà la città della edizione 2022 di Manifesta

La biennale d’arte contemporanea itinerante, che nel 2018 ha fatto tappa a Palermo e il prossimo anno approderà a Marsiglia, ha scelto la città di Pristina in Kosovo come sede della 14esima edizione che si terrà nel 2022

The National Library of Kosovo in Pristina. Photo by Ferdi Limani. Courtesy of Manifesta
The National Library of Kosovo in Pristina. Photo by Ferdi Limani. Courtesy of Manifesta

Sarà la città di Pristina, in Kosovo, a ospitare nel 2022 la 14esima edizione di Manifesta, la biennale d’arte contemporanea itinerante che nel 2018 si è svolta a Palermo e che il prossimo anno si terrà a Marsiglia. In linea con la ricerca condotta da Manifesta – ovvero osservare e riflettere sui cambiamenti sociopolitici dell’Europa attraverso le città non di rado economicamente borderline in cui approda ogni due anni – la manifestazione ha scelto Pristina per l’edizione del 2022 “per l’importanza geografica e geopolitica dei Balcani in relazione alla storia recente dell’Europa e al suo futuro”, si legge nella nota stampa lanciata da Manifesta. “Attuale capitale dello stato sovrano più giovane d’Europa, nel corso della sua storia Pristina ha subito grandi trasformazioni dovute anche alle recenti politiche neoliberali di privatizzazione degli spazi pubblici. Manifesta vorrebbe essere l’opportunità per i cittadini del Kosovo di reclamare il proprio spazio pubblico e riscrivere il futuro della propria città, metropoli dalla mentalità aperta nel cuore dei Balcani”.

MANIFESTA 14 A PRISTINA IN KOSOVO

La notizia che Pristina ospiterà la 14esima edizione di Manifesta è stata ufficializzata durante la conferenza stampa tenutasi oggi proprio a Pristina. La scelta di selezionare la città ospitante con tre anni di anticipo rispetto alla data di partenza della biennale fa parte di una strategia finalizzata a coinvolgere maggiormente la regione ospitante. “La nostra città è orgogliosa e onorata di ospitare Manifesta nel 2022”, ha dichiarato il Sindaco di Pristina Shpend Ahmeti, “in un luogo in cui il 50% della sua popolazione ha meno di 25 anni, dove l’architettura ottomana si mescola felicemente con quella neoliberale del dopoguerra, c’è molto da discutere e molto da fare; e sicuramente c’è molto spazio pubblico di cui riappropriarsi. Manifesta è ciò di cui abbiamo bisogno non solo per portare avanti una discussione onesta sul futuro della città, ma anche perché eventi come Manifesta sono simbolo della rinascita delle città che li ospitano, come anche dell’arte e dell’architettura nei Balcani occidentali. Manifesta ha dato la risposta più importante alla nostra offerta: i Balcani sono l’Europa e devono poter contribuire al dibattito europeo”.

LE CITTÀ E L’EUROPA DI MANIFESTA

“Nel momento storico in cui ci arriva questa proposta, il Kosovo sembra attraversare la sua silenziosa rivoluzione in termini di mobilità. Un aumento degli scambi –commerciali e non solo – tra la nuova regione e i paesi confinanti rivitalizza le relazioni storiche ma crea anche connessioni sorprendenti”, ha dichiarato il Direttore di Manifesta Hedwig Fijen. “Questa libertà di movimento all’interno della regione ha dato ai kosovari un nuovo modo di pensare a se stessi, come organizzano la loro vita e come vivono se stessi in relazione alla regione e al mondo in generale. Inoltre, il Kosovo non si trova solo all’interno del suo territorio sovrano, ma si manifesta in una vivace diaspora in tutto il mondo”. Pristina quindi si presta a essere, per Manifesta, un osservatorio privilegiato da cui osservare l’Europa, con una prospettiva che focalizza la propria attenzione non solo sul Mediterraneo – come già fatto con Palermo e come si continuerà a fare con Marsiglia – ma anche l’Est europeo. “La paralisi culturale, legale e politica degli anni ’90 ha comportato una perdita di senso dello spazio pubblico e una mancanza di riconoscimento per ciò che è comune”, conclude Fijen. “Spero che Manifesta possa fornire a Pristina i mezzi per ricostruire, ridefinire e reclamare uno spazio pubblico radicalizzato e diversificato, che sembra ancora oggi essere considerato come un atto sovversivo culturale, e che può manifestarsi in un’ancora più forte richiesta di cambiamento”.

LE CITTÀ CHE HANNO OSPITATO MANIFESTA

Fin dalla sua prima edizione, Manifesta ha girato diverse città europee, da Nord a Sud e da Est a Ovest: Rotterdam (1996); Lussemburgo (1998); Lubiana (2000); Francoforte (2002); San Sebastián (2004); Cipro (2006 – edizione cancellata); Trentino Alto Adige (2008); Murcia (2010); Limburgo (2012); San Pietroburgo (2014); Zurigo (2016); Palermo (2018); Marsiglia (2020).

– Desirée Maida

www.manifesta.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.