Manifesta 2026. Sedicesima edizione nella Ruhr in Germania per la biennale itinerante

A pochi giorni dall’annuncio sulla tappa dell’edizione 2024 della biennale d’arte contemporanea itinerante, che si terrà a Barcellona e nella Catalogna, Manifesta svela che nel 2026 si svolgerà nella Ruhr in Germania

Image Kreuz Kaiserberg, Aerial view RVR
Image Kreuz Kaiserberg, Aerial view RVR

Che nel 2026 a ospitare Manifesta sarebbe stata una città tedesca, la biennale d’arte contemporanea lo aveva anticipato pochi giorni fa, quando è stato annunciato che la mostra, nel 2024, si terrà a Barcellona e nella regione della Catalogna: un’intera area geografica quindi, per una mostra diffusa che attraverserà e indagherà città diverse. Adesso la notizia è ufficiale: per la sua 16esima edizione, la biennale itinerante che dal 1996 – anno della sua prima edizione – osserva e riflette sui fenomeni sociopolitici del mondo attuale facendo tappa in una diversa città europea, ha scelto la regione della Ruhr, storicamente nota per essere una delle aree più produttive d’Europa per le sue acciaierie. Sembra quindi che la “vocazione mediterranea” di Manifesta – con le tappe di Palermo nel 2018, Marsiglia nel 2020 e Pristina in Kosovo nel 2022 – tra sei anni cambierà rotta, per giungere in un’area d’Europa dalla storia culturale, politica, sociale ed economica molto diverse rispetto alle città attraversate negli ultimi anni, non per questo però meno interessante da analizzare.

MANIFESTA 16 NELLA REGIONE DELLA RUHR IN GERMANIA

Per la sua storia, infatti, la Ruhr è una regione che può alimentare i temi e le riflessioni da sempre battuti da Manifesta: “c’è un tema particolarmente interessante per il suo significato urbanistico: con la fondazione della cosiddetta Nuova Via della Seta, l’area della Ruhr sta attualmente sviluppando una nuova identità, come centro logistico nel cuore dell’Europa”, spiega la direttrice di Manifesta Hedwig Fijen. “L’area della Ruhr si è sempre concentrata sulla migrazione di persone e materiali e merci, e su come appare e come sarà in futuro il mondo sullo sfondo delle sue relazioni commerciali. Ora possiamo riflettere e concentrarci su questi temi insieme ai nostri nuovi collaboratori sul campo”.

LA RUHR COME ESPRESSIONE DEL MONDO CONTEMPORANEO

Alla luce degli attuali cambiamenti globali, Manifesta 16 vuole così dare uno sguardo a queste trasformazioni nell’area della Ruhr: “il nostro concept mira a voler far crescere la consapevolezza sulle conseguenze della globalizzazione e riflettere sul rapporto tra centro e periferia”, ha dichiarato Britta Peters, direttrice artistica Urban Arts Ruhr. “In che modo stanno cambiando i concetti di lavoro, città, centro e periferia come risultato della digitalizzazione, delle rotte commerciali globali e dei nuovi campi economici? La policentrica regione della Ruhr ha il potenziale per affermarsi come modello utopico di una nuova forma di urbanità?”. Sulla presentazione del progetto proposto dalla regione della Ruhr a Manifesta si legge: “Manifesta 16 pone domande sulle conseguenze e le opportunità di un mondo che cambia in un contesto regionale dal punto di vista artistico e scientifico, ma soprattutto nella quotidianità delle persone che vivono in questa regione. L’attenzione si concentra sui collegamenti che si manifestano nella Ruhr e sulle aree culturali limitrofe. Quali influenze visibili e (ancora) invisibili hanno sul futuro della regione sullo sfondo degli sviluppi globali? Dove si riflette il globale nel regionale, dove il regionale nel globale?”.

– Desirée Maida

www.manifesta.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.