Torna la biennale Manifesta. Programma della 15esima edizione a Barcellona (e dintorni)

Al centro della biennale, in apertura in autunno, c'è la volontà di coinvolgere i cittadini verso una transizione socio-ecologica che tocchi tutta la Catalogna

Un approccio decentralizzato, da un punto di vista geografico ma anche curatoriale, metodologico e tematico. Si avvicina la storica biennale d’arte contemporanea Manifesta, giunta ormai alla 15esima edizione, e per la prima volta la kermesse nomade più famosa d’Europa metterà al centro della propria indagine un intero territorio, e non solo una città, nel tentativo di immaginare un più promettente futuro collettivo. Programmata dall’8 settembre al 24 novembre 2024 e già nota per il suo approccio innovativo nell’esplorazione culturale di urgenti questioni globali, Manifesta 15 presenterà progetti e interventi in 12 città catalane nell’area metropolitana di Barcellona in stretta collaborazione con artiste e artisti locali che lavorano con questioni ecologiche e socio-storiche.

Manifesta 15 in Catalogna, tra ecologia e storia locale

I partecipanti sono stati invitati a lavorare a livello site specific andando ad approfondire come le storie locali, il colonialismo e le ingiustizie climatiche siano state, e siano tuttora, profondamente correlate, per sviluppare nuove strategie per rendere i cittadini più proattivi nello stimolare una transizione socio-ecologica in Catalogna.
Nello specifico, il programma di 78 giorni della biennale si sviluppa attraverso dei cluster tematici e geografici che ruotano attorno ai nodi del Besòs, al delta del Llobregat, alla catena montuosa del Collserola e alla zona del Vallès, cioè le aree che delimitano la città e dove avverranno le grandi trasformazioni urbane del futuro. Questi cluster riuniscono diversi progetti sociali ed ecologici di voci artistiche locali e internazionali attorno a tre temi principali: Balancing Conflicts, Cure and Care e Imagining Futures.

Archivi e scuole, la base della nuova Manifesta

Composto dalla direttrice Hedwig Fijen, dalla mediatrice creativa Filipa Oliveira e undici artisti – Ariadna Amat Garcia, Penélope Cañizares Bellido, Cristina Castells Tort, Raquel Morcillo, Mireia Mascarell, Gisel Noè, Óscar Abril Ascaso, David Linares Ramos, Joan González Cano, Andreu Dengra Carayol e Imma Vilches García –, il team di Manifesta ha lavorato in questi due anni a un programma che si snoda tra 16 sedi e attraverso gli spazi pubblici della regione, e che invita i quasi 50 partecipanti ad affrontare le ingiustizie sistemiche perpetuate dal colonialismo, dal capitalismo e dal patriarcato. “Attraverso il dialogo critico e l’espressione artistica, Manifesta 15 promuove l’empatia, la solidarietà e l’azione collettiva, sfidando gli individui a confrontarsi con la loro complicità nei sistemi di oppressione, a immaginare percorsi verso la liberazione e a immaginare possibili nuovi futuri”, ha anticipato Oliveira. Nell’immaginare di questo futuro, Manifesta 15 chiuderà la biennale nel novembre 2024 con un Forum aperto che indaghi le migliori pratiche per un ecosistema culturale decentralizzato dal basso.
Ruolo fondamentale in questo processo lo avranno due poli di studio e intervento: da un lato gli archivi e i loro specialisti, chiamati dalla direttrice Fijen a collaborare: sono l’autore e professore di Princeton Germán Labrador, che analizzerà l’impatto della guerra civile spagnola e del regime franchista sullo sviluppo culturale e sociale locale; la ricercatrice e fondatrice di Radio Africa Tania Safura Adam, che rivedrà la memoria collettiva attraverso un archivio di storia nera, un podcast e i materiali della Biblioteca Anticoloniale; e il Dipartimento Educativo di Manifesta 15, che presenterà una ricerca sui movimenti catalani di rinnovamento educativo. Dall’altro lato c’è la scuola, che sarà al centro del progetto Fora per fer escola, composto da più iniziative educative e di mediazione. L’idea è quella di portare l’istruzione “all’aperto”, traendo spunto dalle storie ispiranti delle Escola de Bosc, Escola del Mar, Vil·la Joana, del collettivo di insegnanti Batec e delle “scuole combattenti” Escoles en Lluita.

Giulia Giaume

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

Scopri di più