Crisi delle gallerie: la Germania le sostiene con un fondo da 16 milioni di euro

Si tratta di una somma che va dai 5mila ai 35mila euro per ogni galleria che presenterà domanda: un sostegno economico che servirà per coprire i costi di mostre, eventi, trasporti, assicurazione, personale aggiuntivo e altro.

David Chipperfield Architects, James-Simon-Galerie, Berlino. Luglio 2019 – Foto Erika Pisa
David Chipperfield Architects, James-Simon-Galerie, Berlino. Luglio 2019 – Foto Erika Pisa

La Germania ha più volte dimostrato di considerare il sistema dell’arte come un elemento prioritario del proprio tessuto culturale, sociale e anche economico. Lo ha fatto durante il lockdown di aprile, mobilitandosi con ingenti aiuti agli artisti e a tutti i liberi professionisti. Lo ha fatto nei mesi successivi, attivando un piano di acquisizione di opere (oggi quintuplicato nel suo budget) e attraverso le parole della cancelliera Angela Merkel, che ha dichiarato “siete importanti per il paese”, rivolgendosi agli artisti in un videomessaggio diffuso in rete. Ora, la Germania passa ad occuparsi del soggetto più colpito della crisi seguita alla pandemia: ovvero la galleria d’arte. Ecco in cosa consiste il programma NEUSTART KULTUR varato dal governo tedesco.

BERLINO via wikipedia
BERLINO via wikipedia

16 MILIONI ALLE GALLERIE IN GERMANIA. IL PROGRAMMA

16 milioni è la cifra complessiva del fondo stanziato per rilanciare il sistema delle gallerie, vessato dalla lunga chiusura, dalla cancellazione delle fiere, dalla sparizione del turismo internazionale e dalla generale recessione. Per accedere agli aiuti economici, possono fare domanda le gallerie con sede in Germania che esistono da almeno tre anni e svolgono regolarmente un programma espositivo. Ognuna di loro potrà richiedere tra i 5.000 e i 35.000 euro, a patto che almeno il dieci percento della spesa sia a carico della stessa galleria. L’importo potrà servire a coprire i costi di mostre e progetti nell’ambito del contemporaneo (compresi lectures, concerti e conferenze), programmati tra gennaio e la fine di maggio 2021. Tra questi rientrano anche le spese per il trasporto, l’assicurazione, la comunicazione, il personale aggiuntivo e la presentazione online. Le domande possono essere presentate alla Art Fund Foundation fino al 31 ottobre 2020 all’indirizzo www.kunstfonds.de. Alla fine di novembre, una giuria indipendente selezionerà i candidati che rispondono a tutti i requisiti.

Veronica Adamo, !, dispari & dispari, Berlino
Veronica Adamo, !, dispari & dispari, Berlino

16 MILIONI ALLE GALLERIE IN GERMANIA. IL COMMENTO DEL MINISTRO DELLA CULTURA

I galleristi fanno un lavoro di scouting indispensabile all’interno della scena artistica. Scoprono talenti, spesso prendendosi cura di loro per tutta la vita e assicurandosi il loro sostentamento attraverso mostre, cataloghi e presentazioni in fiera”, ha spiegato il ministro della cultura Monika Grütters. “Intendo sostenere questo sforzo e andare incontro al sistema artistico colpito dalla crisi data dal Coronavirus. Il lockdown ha colpito duramente le gallerie e i ‘loro’ artisti con la cancellazione di vernissage e fiere d’arte; in questo momento è fondamentale che queste possano riprendere i propri progetti espositivi pianificati in precedenza il ​​più rapidamente possibile e sviluppare nuovi formati digitali per rimanere in contatto con il tuo pubblico anche in tempo di difficoltà”.

16 MILIONI ALLE GALLERIE IN GERMANIA. E L’ITALIA?

Mentre la Germania promuove una serie di iniziative di supporto con continuità, nel nostro paese lo scenario post lockdown è tendenzialmente sconfortante. Oltre al fatto che le gallerie, nello specifico, non hanno ricevuto nessun aiuto concreto e mirato da parte del governo, ad assestare il colpo di grazia si aggiunge la serie di cancellazioni delle fiere italiane. Prima miart, la cui versione digitale non ha fatto alcun clamore e, di recente, Artissima a Torino, che si svolgerà attraverso le fiere collaterali e gli eventi in città. E, se alcune gallerie si organizzano tra loro, facendo rete e ampliando il proprio bacino di utenza (è il caso di Zona Monti a Milano) il rischio è ancora una volta che la forbice tra top galleries e piccole realtà si allarghi sempre di più.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.