Libri d’artista: una mostra a Milano racconta pondus100copie. 10 domande a Massimo Kaufmann

La storia di una collana di libri d’artista viene raccontata in una mostra breve in galleria. E qui nell’intervista di Alessandra Galletta a Massimo Kaufmann

Massimo Kaufmann
Massimo Kaufmann

Nel 2016 nasce a Milano – da un’idea di Silvia Barbieri e Massimo Kaufmann – pondus100copie, una collana di libri d’artista, curati di volta in volta da critici, artisti, scrittori e poi numerati e firmati in cento copie. Una tiratura molto limitata dedicata a collezionisti e appassionati d’arte che è già preziosa testimonianza del nostro tempo. Oggi una mostra presso la Galleria Giovanni Bonelli a Milano racconta dal 24 al 26 settembre questa esperienza. Abbiamo posto a Massimo Kaufmann 10 domande per approfondire statuto e vocazione della casa editrice dai libri introvabili… ancor prima di essere stampati. 

Massimo Kaufmann, la genesi di pondus, dal numero Zero.
Il progetto nasce con Silvia Barbieri con un primo ‘pilota’ dedicato a me stesso, che affidava il testo non a un critico d’arte ma a uno scrittore, Francesco Matteo Cataluccio: grande amico, grande intellettuale, filosofo di formazione ed esperto di letteratura mitteleuropea e dell’Europa orientale. Il libretto era dedicato ad uno dei temi che preferisco della filosofia classica: il clinamen – o parenklisis – della filosofia di Epicuro e degli atomisti, dei materialisti, almeno fino al giovane Marx, che dedica la sua tesi di laurea proprio a questo argomento.

E la tiratura si ferma a sole 100 copie?
Solo 100 copie, numerate e firmate, come delle grafiche. Le prime dieci diventano proprietà dell’autore, e dalla numero 11 alla 100 sono a disposizione. Chi si abbona prende un numero, ad esempio il proprio anno o giorno di nascita, e lo mantiene per sempre, lo adotta. Ogni annata è fatta di 8 volumi ed è appena nata un’altra collana, di saggi.

Pagina frontale, Carboni
Pagina frontale, Carboni

Perché si chiama pondus?
Pondus in latino significa peso. Dalla radice di pondus derivano in italiano e in diverse altre lingue neolatine le parole pensare, ponderare, ecc. La cosa simpatica, fin da quando utilizzavo dei pesi nel mio lavoro una trentina di anni fa, è che ricordano una sagoma umana, sono un po’ dei manichini metafisici… così un piccolo peso è diventato il logo delle nostre edizioni.

Il peso ricorda anche il bilancino, lo strumento di misurazione delle cose rare e preziose…
Ciascun libro è un pezzo unico, non segue nessuna regola o impostazione precostituita, a parte alcune caratteristiche grafiche, abbastanza flessibili, e alcune necessità che sono proprie di una collana; finora, dopo quindici esemplari, non ne abbiamo fatti due identici, ogni libro è un’esperienza nuova, un percorso diverso pieno di sentieri inaspettati. Ogni libro nasce da una stretta collaborazione con gli artisti, dai loro desideri che vengono poi tradotti al meglio da Lorenzo Fioranelli e da Lucrezia Zaffarano che ne curano la grafica e l’organizzazione.

Il catalogo di Frangi
Il catalogo di Frangi

Hai pubblicato ad oggi 16 monografie d’artista. Ne hai una preferita?Dal punto di vista sentimentale, è il libro che ho fatto con Alessandro Mendini, perché lui purtroppo non c’è più. Mendini accettò di pubblicare con Pondus a una sola condizione: che fossi io a scrivere il testo. Io non volevo, gli dissi che in verità di architettura o di design non ci capisco quasi nulla… “Appunto! –  precisò lui – proprio per questo vorrei che fossi tu a scrivere...”. Sua figlia Fulvia, che devo ringraziare anche perché fu il tramite attraverso cui convinsi Alessandro a realizzare uno dei primissimi numeri, ci mette a disposizione in occasione di questa mostra nella Galleria di Giovanni Bonelli, una piccola scultura rivestita di tessere di mosaico che raffigura una testa, forse un improbabile quanto ironico autoritratto, con la quale realizzammo l’immagine di copertina; quest’opera sarà presto in mostra al MADRE a Napoli, nella retrospettiva dedicata all’opera di Mendini.

Cos’altro vedremo alla mostra di pondus da Bonelli a Milano?
Tutti gli artisti che abbiamo pubblicato finora: Stefano Arienti, Gabriele Arruzzo e Alberto Zanchetta che hanno fatto un lavoro a quattro mani, Luigi Carboni, Giovanni Frangi, Sebastiano Guerrera, Eckeardt Fuchs, Alessandro Roma, Serse, Alessandro Mendini, Ivano Sossella, Maria Morganti, Giuseppe Gallo, Carlo Spoldi, Angelo Mosca, ed io. Più Marco Trinca Colonel, di cui non è ancora pronto il libro ma ci stiamo lavorando.

La mostra presenta anche la nascita di una nuova collana…
Si, iniziamo una collana di saggistica con due titoli: il primo di Giorgio Verzotti Quattro Saggi, raccoglie testi degli anni ’80 e ’90, mai pubblicati in Italia, dedicati a 4 giganti del secondo ‘900: Hartung, Fontana, Manzoni e Pascali. L’altro libro Cezanniana, di Alberto Zanchetta, è un bellissimo volumetto dedicato alla fortuna del mito di Paul Cézanne attraverso l’opinione di artisti e critici nel corso del Novecento. Mi piace molto l’idea di essere ‘inattuali’. Prevediamo di pubblicare perfino le rime e le lettere di Michelangelo Buonarroti, corredate da testi di specialisti della letteratura italiana del Rinascimento.

Forse il fatto stesso di stampare ancora della carta è ‘inattuale’…
Quello digitale è un mondo bellissimo, forse il migliore dei mondi possibili, ma ha un difetto, non pesa, appunto. I libri d’arte non moriranno mai, anche se venderli non è facile. L’idea di fare una edizione molto piccola, un documento in un certo senso, preziosa per i suoi contenuti e non per altri attributi fisici, è un modo per creare una specie protetta di editoria, un organismo autosufficiente. Qui nessuno ci guadagna nulla, se non il piacere, in un senso epicureo appunto, per la condivisione e l’amicizia. I ricavi di questi abbonamenti servono a pagare la stampa, la posta, e poco altro. Se avanza qualcosa, finisce in champagne. 

Alessandro Mendini
Alessandro Mendini

Pondus è dunque una forma di resistenza?
No, per carità! È solo amicizia, che assume la forma di un piccolo libro, ma nella continuità di una collana. È anche un modo per tenere aperti i giochi, per riprendere contatto con persone che non vedo spesso. Per fare sentire alle persone che cerco che c’è un filo che ci tiene uniti.

Da buon imprenditore dovresti fare un endorsment alla tua casa editrice.Tre buoni motivi per abbonarsi a pondus100copie
1) Perché i libri di Pondus sono talmente piccoli che quando hai finito di leggerli puoi metterli sotto la gamba più corta del tavolo.

2) Perché finalmente esiste una collana di libri dedicati ad artisti italiani contemporanei.

3) Perché un domani varranno una fortuna.

Alessandra Galletta 

…PONDUS in Mostra

Dal 24 – 26 settembre 2020
Galleria Giovanni Bonelli Milano – Via Porro Lambertenghi 6 – 20159 Milano
Inaugurazione Giovedì 24 Settembre dalle 18

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