L’artista visionario Gustav Metzger sarà rappresentato dalla super galleria Hauser & Wirth

Hauser & Wirth rappresenterà l’artista radicale Gustav Metzger, scomparso nel 2017. Ad annunciarlo, i copresidenti della galleria Iwan Wirth, Manuela Wirth E Marc Payot svelando anche una grande mostra in arrivo per il 2021.

Gustav Metzger, © The Estate of Gustav Metzger
Gustav Metzger, © The Estate of Gustav Metzger

“Metzger era un uomo del futuro. Le sue azioni previsionali e il suo attivismo a sostegno del movimento ambientalista hanno dimostrato una realtà sempre più netta nel contesto del mondo di oggi. Siamo profondamente onorati di iniziare a lavorare mano nella mano per salvaguardare l’eredità di questo artista, pensatore e attivista radicale”, commenta con entusiasmo il presidente della potente galleria Iwan Wirth

Gustav Metzger, © The Estate of Gustav Metzger
Gustav Metzger, © The Estate of Gustav Metzger

LA RICERCA DI GEORGE METZGER

L’artista di origine tedesche, scomparso solo nel 2017 a Londra, ha posto al centro della sua pratica artistica forze in costante opposizione, ma al contempo legate, come la creazione e la distruzione. La vita segnata dai tumulti del XX secolo e dagli orrori dell’Olocausto – a cui riuscì a sfuggire a differenza della sua famiglia -, lo portò ad essere un personaggio estremamente attivo nelle questioni politiche e ambientali, rimodulando in termini pratici il ruolo dell’arte tanto da scrivere il suo primo manifesto intitolato Auto-Destructive Art, nel 1959. Un’eredità importante a tal punto che la Fondazione Gustav Metzger ha visto in Hauser and Wirth il miglior candidato a cui passare il testimone, come ha spiegato Robert Craig, uno degli esecutori di Gustav Metzger e amministratore fiduciario della Fondazione Gustav Metzger.

Gustav Metzger, © The Estate of Gustav Metzger
Gustav Metzger, © The Estate of Gustav Metzger

AUTO-DESTRUCTIVE ART – IL MANIFESTO DEL 1959

Nel Manifesto Auto-Destructive Art del 1959 si legge, “l’arte autodistruttiva è principalmente una forma di arte pubblica per le società industriali. La pittura, la scultura e la costruzione autodistruttiva sono un’unità totale di idea, sito, forma, colore, metodo e tempistica del processo disintegrativo”. In quello stesso anno sono nate le sue prime opere autodistruttive che grazie a dell’acido spruzzato su fogli di nylon ne avrebbero causato la disintegrazione, in segno di protesta verso le politiche nucleari. Il tema della distruzione ha poi preso piede con attività e conferenze nel Seminario Distruzione all’interno del Simposio d’Arte organizzato in quel di Londra nel 1966, dove Metzger ha coinvolto artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui Yoko Ono che ha eseguito per la prima volta il suo Cut Piece. A ciò poi seguì una richiesta globale agli artisti, ovvero smettere di produrre opere d’arte per indurre il collasso del sistema commerciale, intitolato Anni senza arte 1977-1980.

Gustav Metzger, © The Estate of Gustav Metzger
Gustav Metzger, © The Estate of Gustav Metzger

LA GRANDE MOSTRA DEL 2021 DA HAUSER AND WIRTH

Gustav Metzger, nel corso della sua lunga vita, si è visto protagonista in diverse mostre in giro per il mondo tra cui Circuit a Losanna (2018); West in Den Haag (2018); MAMAC a Nizza (2017); MUSAC a Lione (2016); Tate Britain a Londra (2016); Museo Jumex di Città del Messico (2015); CoCA Toruń in Polonia (2015); Neuer Berliner Kunstverein di Berlino (2015); Kunsthall Oslo e Kunstnernes Hus ad Oslo (2015); Museo dell’arte di Tel Aviv (2014); Kettle’s Yard a Cambridge (2014); New Museum di  New York (2011) e Serpentine Gallery a Londra (2009). Inoltre, le sue opere sono attualmente raccolte in collezioni pubbliche di istituzioni museali internazionali, come il Museo Migros für Gegenwartskunst di Zurigo, la Tate Collection di Londra, il Musee d’art contemporain di Lione, The Whitworth a Manchester, Generali Foundation Museum der Moderne di Salisburgo e al MOMA di Varsavia. Quali progetti dobbiamo aspettarci ora che l’artista è entrato nella scuderia Hauser and Wirth? Ad oggi si attende la mostra annunciata dai copresidenti della galleria, prevista per il 2021, di cui non ci sono anticipazioni ma solo grande attesa e curiosità.

-Valentina Muzi

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.