Firenze: alla Manifattura Tabacchi è tempo di meraviglia

Gli esiti del secondo ciclo delle residenze d’artista ospitate nel dismesso complesso industriale fiorentino, oggetto di un vasto programma di rigenerazione, confluiscono in una delle prime mostre inaugurate in città dopo il lockdown. Tutte le immagini

C’è ancora spazio per la meraviglia nella produzione artistica contemporanea? E quali possono essere le traiettorie e le visioni ispirate da tale sentimento? Ad avanzare possibili risposte sono i sei artisti in residenza quest’anno alla Manifattura Tabacchi di Firenze. Dopo l’esperienza de La Cura, l’ex stabilimento industriale di impianto razionalista a settembre 2019 è tornato ad aprirsi agli autori emergenti della scena internazionale nell’ambito del progetto triennale ideato e curato da Sergio Risaliti. Selezionati tramite un’open call e attraverso il network di artisti e di Accademie di Belle Arti italiane – al momento sono aperte le candidature per la terza e conclusiva edizione del programma di residenze – Davide D’Amelio, Anna Dormio, Bekhbaatar Enkhtur, Esma Ilter, Giulia Poppie Negar Sh hanno trascorso un intero semestre in Manifattura; a coordinarli il tutor Paolo Parisi, artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nei rispettivi atelier hanno lavorato alla realizzazione di opere individuali e collettive, condividendo anche esperienze all’esterno del complesso fiorentino risalente agli anni Trenta. Quest’anno, infatti,gli artisti sono entrati in contatto con alcuni luoghi simbolo dell’identità artigianale, artistica e imprenditoriale toscana – la Collezione Gori di Fattoria Celle, gli studi d’Arte Cave Michelangelo, la Cava Museo Fantiscritti, la Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli, tra gli altri –, selezionati in coerenza con il senso complessivo dell’operazione: “La meraviglia, intesa nel senso più ampio; da quello dei materiali, delle tecnologie, a quella delle immagini delle iconografie. Meraviglia del creato, e meraviglia legata alla bellezza e magnificenza nella produzione industriale e artigianale. Alla meraviglia artistica e poetica”, ha indicato Risaliti. In questo percorso sono stati anche chiamati all’ascolto e al confronto con artisti e curatori affermati – Stefania Galegati, Rä Di Martino, Pantani-Surace, Goldschmied&Chiari, Elena Mazzi, Robert Pettena Alberto Garutti, Domenico Bianchi e Giacinto Di Pietrantonio–, invitati durante workshop e seminari. Visitabile, con ingressi contingentati e online, fino al 26 luglio alla Manifattura Tabacchi, la mostra La meraviglia restituisce gli esiti delle residenze. Un’introduzione al percorso espositivo, contraddistinto da un marcato approccio multidisciplinare, e ai profili dei sei artisti è disponibile nelle immagini che seguono.

Valentina Silvestrini 

https://www.manifatturatabacchi.com/residenze-dartista/

1. DAVIDE D’AMELIO (TERMOLI, 1990)

Davide D’Amelio – Ph. Leonardo Morfini

Per Risaliti, nel caso di Davide D’Amelio siamo di fronte a una “pittura mentale”: la superficie pittorica “si tramuta in stanza” per effetto di sfondamenti o deformazioni prospettiche, giochi di ombre, contraddizioni o inganni visivi. Nella produzione dell’artista, che si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città in cui risiede da otto anni, radicato è l’interesse verso i temi della sessualità e dell’infanzia. In relazione ai lavori esito di questa residenza, ha affermato che “come un bambino ho cercato di sfigurare la figurazione”.

2. ANNA DORMIO (MONOPOLI, 1994)

Anna Dormio – Ph. Leonardo Morfini

Maxi formato per Boom Boom Papà, l’opera con cui Anna Dormio porta alla ribalta la propria vicenda biografica e l’attività di famiglia: un’armeria. Riesce in questo obiettivo stilando su una superficie bianca una sorta di “archivio personale”, ritmicamente scandito da (innocue?) immagini cartacee di pistole, fucili e altre armi da fuoco raccolte in casa. 

3. BEKHBATAAR ENKHTUR (ULAANBAATAR – MONGOLIA, 1994)

Bekhbaatar Enkhtur – Ph. Leonardo Morfini

Grazie al contributo dell’artista originario della Mongolia volpi di cera, intrecciate con rami, popolano gli spazi della Manifattura, introducendo una qualche “presenza naturale”. Nel suo lavoro Enkhtur sta sperimentando il potenziale dell’associazione tra materiali organici e inorganici, insistendo sui concetti di cambiamento e metamorfosi.

4. ESMA ILTER (MARMARA EREGLISI – TURCHIA, 1993)

Esma Ilte – Ph. Leonardo Morfini

Si riassapora la dimensione infantile rifugiandosi sotto al telo dipinto che riveste A far-off look, l’installazione-scultorea con cui l’artista turca ha compiuto un percorso a ritroso nella sua storia personale. Di città in città, di casa in casa, tornando alla prima abitazione: “Quando chiudo gli occhi, mi immagino lì, con il suono proveniente dal mare, sotto un sole accecante, in un grande giardino”, ha raccontato.

5. GIULIA POPPI (MODENA, 1992)

Giulia Poppi – Ph. Leonardo Morfini

All’interno di Fanta Vergini Senza Paura, un “cubo di ghiaccio” di dimensioni ambientali ma capace di conservare una memoria di leggerezza, l’artista ha collocato un (enigmatico) fiore di plastica. Il risultato è un’opera che può suscitare reazioni contrastanti, rinviando alla sfera inconscia.

6. NEGAR SH (TEHRAN – IRAN)

Negar Sh, Apolide – Ph Leonardo Morfini

La cera unifica i tre lavori prodotti dall’artista iraniana nel corso della residenza. Si tratta di un materiale modellabile, duttile e in grado di sostenere le molteplici direzione della sua ricerca, in cui emerge con forza l’esigenza di raccontare la propria identità, anche in relazione alla complessità dell’immigrazione.

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.