I musei ancora aperti in Italia: una guida sulle mostre da visitare a Firenze e dintorni

Anche se molte regioni di Italia si trovano isolate o in quarantena, dalle altre parti i musei rimangono aperti: ecco qui una mini-guida delle mostre più valide e visitabili, in un momento in cui sostenere la cultura è importante.

L’emergenza sanitaria che si è abbattuta sul nostro paese ha costretto una parte delle regioni a sbarrare i musei e a rinviare tutti gli eventi culturali previsti nelle prossime settimane. Tuttavia, c’è ancora una buona parte del sistema artistico italiano che ancora funziona e accoglie il suo pubblico (nonostante alcuni summit, conferenze e eventi stiano saltando anche nelle regioni non interessate dalla normativa straordinaria, le mostre rimangono aperte). Venite a teatro, andate al cinema o a un concerto, frequentate i nostri spazi culturali: a Firenze è tutto aperto e non c’è da aver paura. La paura, non il Coronavirus, è il nostro peggior nemico”, come affermato dallo stesso assessore alla cultura Tommaso Sacchi, ricordando che, “il Comune si attiene scrupolosamente alle direttive del Governo e della Regione e al momento non esistono norme che obblighino i nostri spazi culturali alla chiusura. Per questo rinnovo l’invito a tutti i fiorentini e ai turisti a non chiudersi in casa: a Firenze abbiamo concerti, rappresentazioni teatrali, mostre. Non permettiamo a questo virus di cambiare le nostre abitudini, riprendiamoci la nostra vita”. L’assessore ha inoltre confermato il regolare svolgimento della Domenica del fiorentino il primo marzo, ovvero la giornata di apertura gratuita di tutti i musei civici della città con la possibilità di visite e attività guidate. Alla luce di tutto ciò, ci sembra opportuno offrirvi alcune mini-guide delle mostre più interessanti da visitare, divise per grandi città e i loro dintorni. Invitando tutti a mantenere prudenza e rispetto delle norme igieniche, non possiamo d’altra parte perdere l’occasione di invitarvi a sostenere il nostro sistema culturale, che potrebbe vivere prossimamente dei mesi non felicissimi a causa della attuale situazione.

Giulia Ronchi

1. TOMÁS SARACENO A PALAZZO STROZZI

Tomás Saraceno, Thermodynamic Constellation

È l’aria ad ossessionare l’ultima produzione dell’artista argentino di fama internazionale. O meglio, l’elemento aereo come punto di partenza per creare soluzioni ecologiche e a impatto zero capaci di cambiare il futuro del nostro pianeta. Dopo Anthropocene, il grande gonfiabile volato solo con la forza di energie pulite, Tomás Saraceno arriva a Palazzo Strozzi con Aria, un percorso fatto di opere immersive e esperienze partecipative tra il cortile e il Piano Nobile; fondamentale è la cornice storica, che ha ispirato il dialogo tra Rinascimento e Contemporaneità: riuscirà l’Uomo a non porsi più al centro dell’universo, riuscendo a trovare una nuova armonia con esso?

Tomás Saraceno, Aria
Fino al 19 luglio 2020
Palazzo Strozzi
Piazza Strozzi, Firenze
055 2645155
https://www.palazzostrozzi.org/

2. KURT COBAIN A PALAZZO RICCARDI MEDICI

Kurt Cobain, 1992 ©Michael Lavine 2020

La rivoluzione del Grunge viene celebrata attraverso gli scatti di Charles Peterson e Michael Lavine, che negli anni ’90 documentarono, fin dai suoi esordi, la scena musicale di Seattle: una new wave trasgressiva che vide presto emergere, come figura di punta, Kurt Cobain, leader dei Nirvana. La band viene fotografata sia durante le esibizioni, sul palco e nei club dell’epoca, che in frangenti più intimi, in cui è presente la moglie di Cobain Courtney Love; immortalati anche Pearl Jam, i Soundgarden, i Mudhoney e gli altri personaggi di spicco del panorama musicale di quel periodo.

Peterson – Lavine. Come as you are: Kurt Cobain and the Grunge Revolution
A cura di ONO arte contemporanea
Dal 7 marzo al 14 giugno
Palazzo Medici Riccardi
via Cavour, 1 Firenze
https://www.palazzomediciriccardi.it/  

3. FABIO MAURI AL MUSEO NOVECENTO

Fabio Mauri, Il Muro Occidentale o del Pianto, 1993 Valigie, borse, casse, involucri in cuoio, tela e legno (cm. 400x400x60) © Opera: Fabio Mauri con citazione di parte di fotografia “Ebrea”, 1971 di Elisabetta Catalano relativa all’opera di Fabio Mauri “Ebrea” XLV Biennale di Venezia foto: Graziano Arici Courtesy the Estate of Fabio Mauri and Hauser & Wirth

Il Museo Novecento rende omaggio a una grande figura dell’arte italiana del Novecento: Fabio Mauri (Roma 1926 – 2009), il cui lavoro viene presentato nel quinto appuntamento del ciclo espositivo Solo, curato da Giovanni Iovane e dal direttore del museo Sergio Risaliti e inaugurato a ridosso del Giorno della Memoria. Installazioni, pittura e disegno si intersecano nell’analisi del Potere e della sua estetica, che nel tempo ha portato Mauri a interrogarsi sul ruolo del “male”. Dagli Schermi della fine degli anni Cinquanta ai lavori di fine secolo, un compendio della sua produzione e del suo modo di considerare il linguaggio – verbale o meno – come arma.

Fabio Mauri, Solo
Fino al 30 aprile
Museo Novecento
Piazza di Santa Maria Novella, Firenze
http://www.museonovecento.it/

4. FABIO VIALE ALLA GALLERIA POGGIALI

Fabio Viale, Root’la

Non è una mostra allestita in un museo ma ha una rilevanza museale. Acqua alta High tide è la personale di Fabio Viale, che si concentra su una doppia tematica: da una parte, l’installazione creata a seguito della performance Root’la, che ha visto l’artista cuneese lasciar rotolare una grande quantità di statue e manufatti kitsch lungo il pendio della cava di marmo di Carrara, la stessa da cui si riforniva Michelangelo per la creazione dei suoi capolavori. La seconda parte è connessa all’inondazione di Venezia avvenuta nei mesi scorsi, la quale ha coinvolto anche le sedi della Biennale di Venezia e le opere di Viale, che ancora alloggiavano all’interno della struttura del Padiglione Venezia. Una riflessione sulle radici culturali del passato e sullo scenario che si prospetta nel futuro.

Fabio Viale, Acqua alta High tide
Dal 22 febbraio al 16 maggio 2020
Galleria Poggiali Firenze
Via della Scala, 35/Ar | Via Benedetta, 3r
50123 Firenze
[email protected]
www.galleriapoggiali.com

5. MOHAMED KEITA AL MUSEO PECCI PRATO

Mohamed Keita, Roma via del Tritone, 2016

La storia di Mohamed Keita è presentata al Museo Pecci di Prato e vale la pena di essere raccontata. Nato in Costa d’Avorio nel 1993, arriva in Italia come rifugiato politico nel 2010. Giunto a Roma, per tre mesi vive per strada, dormendo alla Stazione Termini, fino a quando un volontario gli regala una macchinetta fotografica usa e getta, strumento che consentirà a Keita non solo di raccontare la sua storia, ma di scoprire la passione e il talento per la fotografia. Così sette anni dopo decide di tornare nel suo Paese di origine, questa volta per raccontare quella realtà sociale e creare uno spazio dove i ragazzi possano imparare la fotografia come strumento di educazione e arricchimento culturale, con la collaborazione della Fondazione Pianoterra Onlus. KENE/Spazio in corso presso il Pecci di Prato documenta proprio questa esperienza che ha coinvolto 10 ragazzi in un laboratorio di fotografia nel quartiere di Kanadjiguila e che continua tuttora. La mostra, al suo termine, partirà infatti per altre mete, come Dopo Milano, Roma e Napoli.

Mohamed Keita – KENE/Spazio

Fino al 20 marzo
CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI
Viale Della Repubblica 277 – Prato – Toscana
http://www.studiokene.org

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.