Finalmente eletto il nuovo Presidente della Biennale di Venezia: è Roberto Cicutto

Dopo alcune settimane di incertezza, che hanno portato a una necessaria proroga dell’incarico di Paolo Baratta, il ministro Franceschini ha nominato il nuovo Presidente della Biennale: ecco il profilo di Roberto Cicutto.

Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida
Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida

Alla fine il nome è uscito, seppur la strada per l’incarico sia stata lievemente in salita specie negli ultimi mesi. Roberto Cicutto è il nuovo Presidente della Biennale di Venezia: prenderà il posto di Paolo Baratta, il quale ha concluso il mandato quinquennale prolungandolo di oltre un mese a causa dei ritardi nell’esprimere la nuova presidenza (qui vi spiegavamo la situazione). A ufficiare la procedura e a divulgare la notizia è stato il Mibact nella persona di Dario Franceschini, che ha commentato: “Una candidatura prestigiosa per una delle più importanti istituzioni culturali italiane. Buon lavoro a Cicutto per questa nuova fantastica sfida”. Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo ha inoltre ricordato la strada percorsa fino a oggi: “negli ultimi anni la Biennale ha vissuto un processo di rinnovamento in tutti i settori di attività e ha incrementato la sua già notevole fama sulla scena internazionale. Questo è stato possibile grazie al prezioso lavoro di Paolo Baratta e della sua squadra che ringrazio. Sono certo che Baratta, con la sua autorevolezza, continuerà a impegnarsi per La Biennale”. La nomina del nuovo presidente segue quella, avvenuta il 10 gennaio 2020, della direttrice della 59esima edizione della Biennale Arte, che sarà affidata ad una curatrice di profilo internazionale come Cecilia Alemani.

ROBERTO CICUTTO PRESIDENTE DELLA BIENNALE

Classe 1948, veneziano doc. La sua carriera si svolge principalmente nell’alveo cinematografico, dove opera nel ruolo di produttore e distributore. A partire dal 1978, anno in cui a Roma fonda la società di produzione Aura Film, con cui vince dieci anni dopo il Leone d’oro a Venezia per La leggenda del santo bevitore con la regia di Ermanno Olmi. Nel 1984 costituisce la società Mikado Film e nel 1993 con Angelo Barbagallo, Nanni Moretti e Luigi Musini fonda la Sacher Distribuzione; è stato inoltre partner di Ermanno Olmi nella società di produzione Cinemaundici. Nel 1994, in occasione del centenario della nascita del cinema, viene insignito Commendatore dal Presidente della Repubblica con altre personalità del cinema. Per alcuni anni è stato membro del Consiglio di Atelier du Cinéma Européen e di Euyropean Film Academy, mentre dal 2009 ricopre la carica di Presidente e Amministratore Delegato di Istituto Luce-Cinecittà srl. A lui Baratta lascia una Biennale in salute economica, come affermato in una precedente nota stampa divulgata dall’istituzione, nella quale si affermava che: “il Presidente e il Consiglio, a conclusione del mandato, sottolineano che per il futuro è assicurata una consistente dotazione di riserve economiche e continuità dell’attività, nel pieno rispetto dello spirito e della lettera dello Statuto“.

ALCUNE RIFLESSIONI

Dopo l’importante (e un po’ ingombrante per un erede) ulteriore quinquennio di Paolo Baratta, politico ed economista laureato prima al Politecnico di Milano e poi a Cambridge, la palla passa a un tecnico ultrasettantenne, formatosi direttamente sul campo attraverso un lungo percorso nel mondo del cinema (il suo mandato in scadenza presso l’Istituto Luce lascia infatti pensare a un ricollocamento ben pianificato a tavolino). Il timore è che il suo ruolo – necessariamente esecutivo, non solo di rappresentanza come avviene in altre presidenze – possa risultare un po’ sbilanciato verso questo settore, a dispetto di una istituzione che rappresenta un importante riferimento internazionale anche per arte, teatro, architettura e danza. Come avevamo precedentemente riportato, i rumors maggiori si erano concentrati su personalità di altra provenienza, ad esempio Francesco Rutelli e Giovanna Melandri – entrambi ex ministri dei Beni Culturali e rispettivamente alla guida di ANICA e Fondazione Maxxi – Goffredo Bettini (che a questo punto diventa un papabile candidato alla carica di amministratore delegato dell’Istituto Luce, scoperta), oppure l’archistar Stefano Boeri, attualmente presidente della Triennale di Milano. Uno scenario generale che dà adito a qualche dubbio, da confermare o fugare a partire dai prossimi mesi.

-Giulia Ronchi

https://www.labiennale.org/it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.